LONDRA – Il Cremlino afferma di avere già trovato i colpevoli o perlomeno gli esecutori materiali dell’attentato, mentre al tempo stesso promette di punire anche i mandanti politici. Due persone sospettate dell’omicidio del generale Igor Kirillov, capo delle forze di difesa nucleari, chimiche e biologiche russe, e del suo assistente, sono state arrestate stamani a Mosca. Lo ha riferito per primo il settimanale Kommersant, citando fonti informate. I due uomini, scrive il giornale, sarebbero stati individuati tramite le telecamere di sorveglianza che hanno registrato un paio di aiuto sospette nei pressi della scena del crimine.
Il presunto assassino di Kirillov
L'autore dell’assassinio sarebbe un cittadino uzbeko di 29 anni, che è agli arresti, ha reso noto poco dopo l’Fsb, il servizio di sicurezza federale russo. L’uomo, riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti, avrebbe confessato “durante un interrogatorio” di essere stato reclutato dai servizi segreti ucraini e, seguendo le loro i…
LONDRA – Il Cremlino afferma di avere già trovato i colpevoli o perlomeno gli esecutori materiali dell’attentato, mentre al tempo stesso promette di punire anche i mandanti politici. Due persone sospettate dell’omicidio del generale Igor Kirillov, capo delle forze di difesa nucleari, chimiche e biologiche russe, e del suo assistente, sono state arrestate stamani a Mosca. Lo ha riferito per primo il settimanale Kommersant, citando fonti informate. I due uomini, scrive il giornale, sarebbero stati individuati tramite le telecamere di sorveglianza che hanno registrato un paio di aiuto sospette nei pressi della scena del crimine.
Il presunto assassino di Kirillov
L'autore dell’assassinio sarebbe un cittadino uzbeko di 29 anni, che è agli arresti, ha reso noto poco dopo l’Fsb, il servizio di sicurezza federale russo. L’uomo, riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti, avrebbe confessato “durante un interrogatorio” di essere stato reclutato dai servizi segreti ucraini e, seguendo le loro istruzioni, sarebbe giunto a Mosca dove avrebbe ricevuto un potente ordigno esplosivo artigianale posizionandolo poi su un monopattino elettrico parcheggiato vicino all’edificio da cui il generale è uscito verso le 7:30 del mattino.
A quel punto un complice avrebbe fatto esplodere la bomba, contenente circa un chilogrammo di tritolo, uccidendo Kirillov e il suo assistente. Secondo l’Fsb, l’uzbeko avrebbe avuto dall’Ucraina “la garanzia” di una ricompensa pari a 100mila dollari e il “permesso” di trasferirsi nell’Unione Europea in cambio dell’assassinio: un particolare poco credibile, quest’ultimo, perché l’Ucraina non fa parte della Ue e, anche se il cittadino uzbeko ne fosse un residente, non avrebbe automaticamente diritto a vivere in uno dei Paesi dell’Europa unita. Ma è un modo di presentare l’azione come frutto di una possibile complicità da parte dell’Occidente.
L’appartamento
Condannato in contumacia nei giorni scorsi da un tribunale di Kiev per l’uso di armi chimiche proibite in Ucraina e già colpito da sanzioni occidentali per il suo ruolo nella guerra, a quanto pare il generale non viveva nel palazzo davanti al quale è esploso l’ordigno. È verosimile che un alto ufficiale del suo rango abitasse in una dacia fuori città o comunque in una casa meglio protetta del condominio dove è avvenuto l’omicidio. Una ipotesi è che fosse andato a visitare qualcuno o avesse addirittura trascorso lì la notte: la casa di un parente, forse, o di un’amante, comunque un posto dove si recava frequentemente e che i suoi killer avevano scoperto e tenevano d’occhio, perché offriva le condizioni ideali per un attentato.
La rabbia di Mosca
L'attentato è “il risultato dell’approvazione occidentale dei crimini di guerra dei militanti del regime di Kiev”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, aggiungendo che tutti i responsabili saranno individuati e puniti. Per Dmitrij Medvedev, capo del Consiglio di Sicurezza del Cremlino, “l’Occidente è complice” dell’assassinio del generale, definito “un atto di terrorismo” dal mondo politico e dai media della Russia. Fonti del governo di Kiev hanno rivendicato l’azione, sostenendo che è stata una risposta “legittima” ai crimini di guerra commessi da Mosca in Ucraina e in particolare su ordine di Kirillov.
Vladimir Putin per ora non ha fatto dichiarazioni sulla vicenda, che ha creato forti timori nella capitale russa, dimostrando che dopo quasi tre anni di guerra l’Ucraina è in grado di colpire nel cuore di Mosca. È possibile che il presidente dirà qualcosa domani, nella sua annuale conferenza stampa di fine anno, una maratona televisiva in diretta in cui risponde alle domande dei giornalisti e anche di alcuni cittadini. I media di Mosca danno per scontato che ci sarà una rappresaglia contro i vertici ucraini.