NEW YORK – La crisi economica della Russia, lo smacco subito da Putin in Siria e la determinazione della Cina ad evitare la seconda Guerra fredda. Sono i tre elementi che spingono il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, a sperare che lo spiraglio per "una pace giusta in Ucraina" si stia davvero aprendo. A patto di "continuare a sostenere Kiev, affinché possa sedersi all’eventuale tavolo del negoziato in una posizione di forza".
L’occasione per incontrare Sullivan viene dalla serata ospitata dall’organizazione culturale di Manhattan 92NY, dove il braccio destro del presidente Biden fa un bilancio della politica estera dell’amministrazione uscente, conversando con Ian Bremmer e il pubblico. Come prima cosa, ci tiene a chiarire che è in costante contatto col successore Mike Waltz, e quindi tutto quello che dice è condiviso con l’amministrazione Trump: "Abbiamo opinioni diverse su molte questioni, ma siamo totalmente d’accordo sulla determinazione …
NEW YORK – La crisi economica della Russia, lo smacco subito da Putin in Siria e la determinazione della Cina ad evitare la seconda Guerra fredda. Sono i tre elementi che spingono il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, a sperare che lo spiraglio per "una pace giusta in Ucraina" si stia davvero aprendo. A patto di "continuare a sostenere Kiev, affinché possa sedersi all’eventuale tavolo del negoziato in una posizione di forza".
L’occasione per incontrare Sullivan viene dalla serata ospitata dall’organizazione culturale di Manhattan 92NY, dove il braccio destro del presidente Biden fa un bilancio della politica estera dell’amministrazione uscente, conversando con Ian Bremmer e il pubblico. Come prima cosa, ci tiene a chiarire che è in costante contatto col successore Mike Waltz, e quindi tutto quello che dice è condiviso con l’amministrazione Trump: "Abbiamo opinioni diverse su molte questioni, ma siamo totalmente d’accordo sulla determinazione a difendere gli interessi nazionali americani e impedire che qualcuno cerchi di approfittare della transizione".
I colloqui con i cinesi
Sullivan parte dai colloqui avuti con i cinesi: "Mi hanno detto che non vogliono una seconda Guerra Fredda e la competizione tra blocchi. Ho risposto che ciò è esattamente quanto vuole invece Putin, e quindi a loro non conviene continuare a sostenerlo. La decisione finale non è stata ancora presa, ma proprio per questo bisogna premere, perché l’allineamento di Pechino con l’asse voluto da Mosca non è scontato". Trump ha scritto in un tweet che la Cina può favorire la pace e Sullivan concorda: "E’ logico pensarlo, valutando anche bene il ruolo da dare alla Repubblica popolare in Europa. Xi è forse l’unico leader che Putin è costretto ad ascoltare".
Il consigliere di Biden nota che Zelensky sta cambiando posizione, sul negoziato e i territori occupati, ma ripete: "Tocca agli ucraini decidere se negoziare e come. Però questa amministrazione e la prossima, così come gli alleati della Nato, continuiamo ad avere interesse a sostenere Kiev, affinché arrivi al tavolo in una posizione di forza". A maggior ragione perché l’opposto sta accadendo a Mosca, e non solo per la sconfitta in Siria: "L’impatto delle sanzioni è stato più lento del previsto, ma ora l’economia russa è davvero in difficoltà: inflazione al 10%, tassi al 20%. Non sanno più come pagare i soldati, hanno dovuto chiedere aiuto alla Corea del Nord e i costi umani sono enormi. Non posso prevedere il mese esatto in cui tutto ciò avrà un impatto decisivo, ma si sta avvicinando".