L’odio anti-musulmano, la crescita dell’Afd e il modo in cui Elon Musk sta inquinando il dibattito nell’Ue. Daniel Cohn-Bendit, per anni leader verde franco-tedesco a Strasburgo e da sempre storica voce dell’europeismo, ragiona sulle implicazioni dell’attentato di Magdeburgo.
Cohn-Bendit, qual è stato il suo primo pensiero venerdì sera?
«“Oh no, è tornato il terrorismo islamico”. E invece no, quella di Magdeburgo è una storia folle, di quelle a cui stenti a credere. Un saudita che fugge dal suo Paese perché a disagio con i valori retrogradi della sua società, che arriva in Germania, si integra perfettamente e si batte per i diritti delle donne. Poi però gli scatta qualcosa. Attacca la Merkel perché avrebbe favorito l’islamizzazione d…
L’odio anti-musulmano, la crescita dell’Afd e il modo in cui Elon Musk sta inquinando il dibattito nell’Ue. Daniel Cohn-Bendit, per anni leader verde franco-tedesco a Strasburgo e da sempre storica voce dell’europeismo, ragiona sulle implicazioni dell’attentato di Magdeburgo.
Cohn-Bendit, qual è stato il suo primo pensiero venerdì sera?
«“Oh no, è tornato il terrorismo islamico”. E invece no, quella di Magdeburgo è una storia folle, di quelle a cui stenti a credere. Un saudita che fugge dal suo Paese perché a disagio con i valori retrogradi della sua società, che arriva in Germania, si integra perfettamente e si batte per i diritti delle donne. Poi però gli scatta qualcosa. Attacca la Merkel perché avrebbe favorito l’islamizzazione della società e sostiene l’estrema destra dell’Afd. È la strage di un fascista. Ma con un elemento innegabile di follia. Nel 2016 un giovane iraniano di estrema destra ammazzò nove migranti, e c’era una logica in quella crudeltà. Qui invece un sostenitore dell’Afd uccide dei tedeschi a un mercatino di Natale».
Fatto sta però che la “follia” di Al Abdulmohsen – un terrorista anti-musulmano che in un corto circuito ha usato una tattica dell’Isis – ha incontrato la propaganda dell’Afd e probabilmente è stata alimentata da quell’odio.
«È vero. Come tanti tedeschi, è stato sedotto dalle risposte semplici che l’estrema destra dà a problemi complessissimi. L’immigrazione non è mai facile. In Germania forse si può dire che per un terzo i migranti rappresentano un problema. Ma le risposte dei populisti sono razziste e non tengono conto della contraddizione per cui le economie dell’Ue hanno bisogno di immigrati».
L’identità europea è minacciata di più dall’immigrazione o dalla crescita dell’estrema destra?
«Da nessuna delle due. Viviamo un tempo difficilissimo: dopo la pandemia è scoppiata la guerra in Ucraina e nel frattempo, come abbiamo visto a Valencia, il cambiamento climatico è diventato una questione gravissima. La verità è che solo l’Europa può proteggerci, se ne rendono conto anche leader come Giorgia Meloni che fino a pochi anni fa erano euroscettici».
Come andrà l’Afd alle elezioni tedesche?
«Prenderà tra il 16 e il 19%. Ma non voglio perdere tempo a parlare di partiti che non sono pronti a compromessi e puntano su proposte irrealizzabili. Il 20% voterà per loro, ma l’80% non lo farà. Io spero che si arrivi a una storica coalizione tra Cdu e Verdi».
Al Abdulmohsen è anche un fan di Elon Musk, che oggi è un po’ il leader di fatto dell’internazionale dell’estrema destra. Il capo di X è una minaccia per l’Europa?
«Musk è una delle più grandi minacce alla democrazia nel mondo. Bisogna avere paura di lui, non del multiculturalismo. Ora entrerà nell’amministrazione Trump e acquisirà ancora più potere, mentre il tycoon giocherà a golf. Ma già è stato definito un modello dal leader liberale tedesco Christian Lindner. E anche Meloni flirta con lui. Davanti al manicheismo di Musk e dell’estrema destra, però, noi non possiamo che continuare a credere nelle risposte complesse».