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Germania punto debole dell’Europa sotto assedio

Germania punto debole dell’Europa sotto assedio
(afp)

L’attacco di uno squilibrato di destra è usato dai neonazisti contro la democrazia. Il continente deve resistere di fronte a questa assurdità

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Il sangue tedesco sul selciato del mercatino di Magdeburgo è il sangue di questo nostro Natale europeo, l’epifania di un assedio da cui ormai non riusciamo a sottrarci. Dicevamo orgogliosi, ai tempi di Angela Merkel, di non voler diventare una “fortezza Europa”, di volerci aprire al mondo per renderlo sempre più libero. E invece. Il mondo, ostile, si sta chiudendo su di noi. Le armate di Putin incalzano gli ucraini per sospingerli ad accettare una pace ingiusta, di cui noi potremmo essere costretti a fare i garanti. Il nuovo padrone del Web, dopo aver conquistato l’America con Trump, è partito all’attacco dell’Europa e delle sue istituzioni: critica i nostri giudici, irride i nostri governi, sogna di riconsegnare la Germania ai nostalgici del nazismo. Tra le nostre stesse mura, i complici degli assedianti si fanno sempre più baldanzosi.

L’Europa non solo è diventata per forza di cose quella fortezza che non avrebbe voluto essere. Ma vede anche il nemico rosicchiare poco a poco le sue difese. Prima sono state intaccate le mura esterne: la Polonia, l’Ungheria, la Slovacchia. Poi i bastioni interni: l’Italia, l’Olanda, l’Austria, la Svezia. Adesso l’onda nazional-populista è arrivata alla roccaforte centrale: la Francia, e soprattutto la Germania. E non è un caso che qui l’assalto a ciò che resta della vecchia democrazia liberale veda convergere le orde dell’estrema destra e dell’estrema sinistra. Il governo francese è ostaggio di Le Pen e Mélenchon.

Quello tedesco, appena sfiduciato, vede i socialdemocratici e i verdi allo sbando, i democratici cristiani spostati sempre più a destra, le armate nere dell’Afd e quelle rosso-brune di Sahra Wagenknecht convergere sotto le bandiere di Putin per cercare di conquistare il potere.

Siamo arrivati all’assurdo che la strage di Magdeburgo, compiuta da uno squilibrato saudita di estrema destra e simpatizzante dell’Afd, viene usata da Elon Musk e dai neonazisti per screditare il governo democratico e rivendicare il potere agli amici di Putin. È una sindrome di accecamento collettivo che ricorda l’incendio del Reichstag, voluto da Hitler nel 1933 e da lui stesso utilizzato per distruggere gli ultimi brandelli della democrazia di Weimar.

Terribile destino, quello della Germania, condannata ad essere sindrome e metafora dell’Europa. Per anni la sua stabilità politica, la sua forza economica, la sua ritrovata convinzione democratica sono stati il motore e il bastione della costruzione europea. Oggi che l’Europa si trova sotto l’attacco concentrico di Mosca, Pechino e Washington, il bastione tedesco comincia a vacillare. Il suo modello economico non riesce più a produrre ricchezza. La sua struttura politica non riesce più ad assicurare stabilità. Il suo ordine proverbiale non riesce più a garantire sicurezza. E le sue stesse fondamenta democratiche vengono messe in discussione dall’interno e dall’esterno.

Con la strage del mercatino di Natale la battaglia per la sopravvivenza dell’Europa è arrivata alla sua fase più critica e la sorte della Germania deciderà, probabilmente, quella di tutti noi. Non è detto che sia troppo tardi. Ma, se neppure il sangue sul selciato di Magdeburgo riuscirà a svegliarci dal nostro sonnambulismo, lo sarà sicuramente.

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