Cecilia Sala, gli Stati Uniti a Repubblica: “Arresto ingiustificato, l’Iran la liberi subito”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – L’Iran deve smetterla di arrestare arbitrariamente cittadini stranieri per usarli come “leva politica” di ricatto e quindi gli Stati Uniti chiedono “il rilascio immediato e incondizionato” di tutti i detenuti, inclusa Cecilia Sala. Però i droni trafficati da Mohammed Abedini servono a “sostenere gruppi terroristi e milizie filo iraniane che puntano a destabilizzare l’intera regione”, quindi Washington continuerà ad usare tutti i mezzi disponibili per contrastarli, a cominciare dall’estradizione dell’arrestato in Italia. Lo dice un portavoce del dipartimento di Stato a Repubblica, nella prima dichiarazione politica rilasciata dagli americani sul caso Sala.
La richiesta di consegnare Abedini procede: “Vi rimandiamo al Dipartimento di Giustizia - dice il portavoce - per quanto riguarda accuse specifiche e ulteriori dettagli in q…
NEW YORK – L’Iran deve smetterla di arrestare arbitrariamente cittadini stranieri per usarli come “leva politica” di ricatto e quindi gli Stati Uniti chiedono “il rilascio immediato e incondizionato” di tutti i detenuti, inclusa Cecilia Sala. Però i droni trafficati da Mohammed Abedini servono a “sostenere gruppi terroristi e milizie filo iraniane che puntano a destabilizzare l’intera regione”, quindi Washington continuerà ad usare tutti i mezzi disponibili per contrastarli, a cominciare dall’estradizione dell’arrestato in Italia. Lo dice un portavoce del dipartimento di Stato a Repubblica, nella prima dichiarazione politica rilasciata dagli americani sul caso Sala.
La richiesta di consegnare Abedini procede: “Vi rimandiamo al Dipartimento di Giustizia - dice il portavoce - per quanto riguarda accuse specifiche e ulteriori dettagli in questo caso”. La motivazione della domanda di estradizione è però troppo grave e seria, per essere accantonata: “La proliferazione da parte dell’Iran di veicoli aerei senza pilota, o droni, sempre più avanzati e letali e il suo continuo sostegno a gruppi terroristici e per procura violenti rappresentano le principali minacce alla pace e alla stabilità nella regione”. Perciò “rimaniamo impegnati a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per contrastare l’intera gamma delle azioni destabilizzanti dell’Iran – compreso il suo sostegno a gruppi terroristici e per procura violenti – per indebolire e interrompere la capacità dei gruppi sostenuti dall’Iran di condurre attacchi terroristici”.
Il dipartimento di Stato, rispondendo ad una domanda specifica sul collegamento tra l’arresto di Sala e quello di Abedini, lo conferma: “Siamo a conoscenza della denuncia di arresto in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala. Questo arresto - sottolinea il portavoce - arriva dopo che un cittadino iraniano è stato arrestato in Italia il 16 dicembre per contrabbando di componenti di droni. Chiediamo ancora una volta il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri arbitrariamente detenuti in Iran senza giusta causa”.
Le motivazioni di Teheran per arrestare una giornalista impegnata nel proprio lavoro, con un visto e quindi rispettando le leggi del Paese ospite, sono altrettanto chiare, secondo Washington: “Sfortunatamente, il regime iraniano continua a detenere ingiustamente i cittadini di molti altri Paesi, spesso per utilizzarli come leva politica. Non c’è alcuna giustificazione per questo e dovrebbero essere rilasciati immediatamente. I giornalisti svolgono un lavoro fondamentale per informare il pubblico, spesso in condizioni pericolose, e devono essere protetti”.
Gli Usa però non abbandonano l’Italia, in particolare alla vigilia della visita del presidente Biden e il segretario di Stato Blinken, che saranno a Roma dal 9 gennaio: “Siamo in frequente contatto con alleati e partner i cui cittadini sono ingiustamente detenuti dall’Iran”.