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Guerra in Medio Oriente, le news del 6 gennaio. Wfp: “Nostro convoglio colpito dall’esercito di Israele a Gaza”

Erdogan: “Interverremo se sarà minata l'unità della Siria”. Gaza, un altro neonato muore di freddo nel campo profughi di al-Mawasi. Cisgiordania, spari contro un autobus: tre morti. Negoziati in salita a Doha: braccio di ferro sulla lista degli ostaggi
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Segui la diretta della guerra in Medio Oriente del 7 gennaio

L'amministrazione Biden prevede di annunciare oggi l'allentamento delle restrizioni sugli aiuti umanitari per la Siria, una mossa per accelerare la consegna di forniture di base senza revocare le sanzioni che bloccano altra assistenza al nuovo governo di Damasco.Tre palestinesi hanno sparato contro un bus in Cisgiordania: tre persone sono morte. A Gaza un neonato di appena 35 giorni è morto di freddo. In Qatar stallo sui negoziati tra Israele e Hamas, nonostante quest’ultima abbia dichiarato di approvato una lista di 34 ostaggi

Israele ammette; “Usata ambulanza per il raid a Nablus”

L'esercito israeliano ha ammesso che le sue forze hanno usato un'ambulanza per infiltrarsi nel campo profughi di Balata, nella città di Nablus in Cisgiordania, un raid che secondo i palestinesi ha provocato la morte di una donna anziana e di un giovane. Lo scrive il giornale Yedioth Ahronoth. Domenica, media palestinesi hanno condiviso filmati di sorveglianza di un negozio che mostrano soldati israeliani uscire da un'ambulanza nel cuore del campo e sparare ai passanti. Secondo loro, l'azione ha causato la morte di una donna di 80 anni e di un giovane. L'esercito israeliano, in una dichiarazione, ha affermato di operare in conformità con il diritto internazionale e di aver avviato un'indagine sull'incidente in questione. Ha dichiarato che l'indagine esaminerà l'uso dei veicoli mostrati nel video e le accuse di danni a individui non coinvolti durante lo scambio di fuoco. Sembra che il video sia stato girato il 19 dicembre 2024, durante un raid israeliano nel campo. Lo stesso giorno, fonti palestinesi hanno riportato due vittime. All'epoca, l'esercito israeliano ha affermato di aver condotto un'operazione per arrestare un sospetto. "Durante l'attività, c'è stato uno scambio di fuoco con combattenti che hanno sparato e lanciato ordigni esplosivi contro le nostre forze", ha aggiunto la dichiarazione

L’inviato Usa: “Le forze di Israele iniziano il ritiro dal sud del Libano”

L'inviato degli Stati Uniti in visita Amos Hochstein ha affermato che le forze israeliane hanno iniziato a ritirarsi dalla città di confine del Libano meridionale di Naqura. "L'esercito israeliano ha iniziato il suo ritiro da Naqura. Questi ritiri continueranno finché tutte le forze israeliane non saranno completamente fuori dal Libano e mentre l'esercito libanese continua a schierarsi a sud e fino alla Linea Blu", ha detto Hochstein ai giornalisti, riferendosi al confine demarcato dall'Onu tra i due paesi

Erdogan: “Interverremo se sarà minata l'unità della Siria”

"Non permetteremo la disintegrazione della Siria o la distruzione della sua struttura unitaria. Se vedremo un rischio in questo senso, prenderemo rapidamente le misure necessarie". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con un riferimento implicito alle rivendicazioni autonomiste delle zone nel nord della Siria sul confine turco, dominate dalle forze curde, ritenute da Ankara terroriste. "Così come abbiamo seppellito nelle trincee da loro scavate quelli che hanno perseguito l'autonomia, se coloro che hanno le stesse intenzioni emergeranno oggi pagheranno un caro prezzo", ha aggiunto Erdogan, riferisce Anadolu

World Food Programme: “Un nostro convoglio colpito dall’Idf a Gaza. È inaccettabile”

Il World Food Programme (Wfp) condanna fermamente il grave incidente di ieri, quando un suo convoglio, che recava chiari segni identificativi, è stato colpito dalle forze israeliane vicino al checkpoint di Wadi Gaza, mettendo in grave pericolo la vita del nostro personale e fermando i veicoli. Il convoglio, composto da tre veicoli con a bordo otto membri del personale, è stato colpito nonostante avesse ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie dalle autorità israeliane. Almeno 16 proiettili hanno raggiunto i veicoli, denuncia l'agenzia dell'Onu in una nota. "Fortunatamente, nessun membro del personale è rimasto ferito in questa terrificante circostanza. Questo evento inaccettabile è solo l'ultimo esempio del complesso e pericoloso scenario in cui si trova a lavorare oggi il personale del Wfp e di altre agenzie. Le condizioni di sicurezza a Gaza devono urgentemente migliorare affinché l'assistenza umanitaria salvavita possa continuare. Il Wfp esorta tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale, a proteggere le vite dei civili e a consentire un passaggio sicuro per gli aiuti umanitari", conclude la nota

Israele, primi 50 ultraortodossi arruolati in una nuova brigata Idf

I primi 50 soldati ultra-ortodossi sono stati arruolati per il servizio regolare nella nuova brigata Haredi delle Forze di Difesa Israeliane, chiamata Brigata Asmonea. Lo ha annunciato l'esercito israeliano, scrive Times of Israel, precisando che la nuova unità è stata creata per far fronte alla carenza di personale causata dalla guerra in corso. Per le truppe 'haredi', questo il nome del ramo più conservatore dell'ebraismo, potrebbe essere costruito un centro di reclutamento separato, con l'obiettivo di rifornire l'esercito di almeno 10.000 truppe aggiuntive all'anno. Ma l'arruolamento degli uomini vestiti di nero, camicia bianca e due boccoli davanti alle orecchie rischia di approfondire le divergenze all'interno della comunità, che ritiene perlopiù che chi studia la Torah non debba far parte dell'esercito. La questione è stata per decenni al centro di dispute politiche e giudiziarie, ma non è mai stata trovata una soluzione condivisa. Ieri, comunque, 50 giovani haredi sono stati arruolati nella prima compagnia regolare della Brigata Asmonea, e altri 100 uomini più anziani sono entrati afar parte della prima compagnia di riserva della brigata. Sono stati subito avviati all'addestramento, ognuno secondo il proprio ruolo e si prevede che altri soldati saranno arruolati il mese prossimo. L'Idf, in una nota ufficiale, ha affermato che il reclutamento dei 150 soldati è stato un "importante traguardo" nella creazione della Brigata Asmonea e "nel processo di espansione del numero di membri della comunità ultra-ortodossa al servizio dell'Idf, soprattutto alla luce delle esigenze operative derivanti dalle esigenze della guerra"

Gli Usa allenteranno le sanzioni per gli aiuti umanitari in Siria

L'amministrazione Biden prevede di annunciare oggi l'allentamento delle restrizioni sugli aiuti umanitari per la Siria, una mossa per accelerare la consegna di forniture di base senza revocare le sanzioni che bloccano altra assistenza al nuovo governo di Damasco. Lo riporta il Wall Street Journal in esclusiva citando fonti informate. La decisione sottolinea la cautela della Casa Bianca nel rimuovere tutte le misure fino a quando la direzione presa dai suoi nuovi leader, guidati da un gruppo che gli Stati Uniti etichettano come organizzazione terroristica, non diventerà più chiara. La deroga per aiutare gruppi e aziende che offrono servizi essenziali, come acqua, elettricità e altre forniture umanitarie è inizialmente prevista per sei mesi, ma prevede condizioni per garantire che la Siria non utilizzi in modo improprio le forniture, hanno sottolineato le fonti.

Blinken chiede un ultimo sforzo su ostaggi e cessate il fuoco

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken chiede un ultimo sforzo per un accordo di cessate il fuoco per la presa degli ostaggi a Gaza prima che il presidente Joe Biden lasci l'incarico, dopo che un esponente di Hamas ha dichiarato a Reuters che il gruppo terroristico ha stilato una lista di 34 ostaggi, i primi ad essere liberati dalla prigionia a Gaza nell'ambito di una tregua, lo scrive il Times of Israel. "Vogliamo davvero concludere tutto entro le prossime due settimane, il tempo che ci resta", ha detto Blinken in una conferenza stampa in Corea del Sud, quando gli è stato chiesto se un accordo fosse vicino. Israele ha inviato una squadra di funzionari di medio livello in Qatar per colloqui mediati da mediatori qatarioti ed egiziani. Alcuni resoconti dei media arabi hanno affermato che il capo del Mossad David Barnea, che ha guidato i negoziati, avrebbe dovuto unirsi a loro. L'ufficio del primo ministro non ha rilasciato dichiarazioni.

Tajani riunisce alleati e Blinken su Siria, Iran e Medio Oriente

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani organizzerà una riunione del "Quint" a Roma in occasione della visita di Biden a Roma e in Vaticano che sara' accompagnato dal Segretario di Stato Antony Blinken. Lo conferma la Farnesina dopo l'annuncio del Dipartimento di Stato sulla partecipazione di Blinken al viaggio in Italia. Sul tavolo, la situazione in Medio Oriente e in particolare in Siria. Non e' annunciato un approfondimento sull'Iran e sulla situazione di Cecilia Sala. Tajani ha organizzato il vertice del "Quint" cui partecipano (oltre all'Italia) Usa, Francia, Gran Bretagna, Germania con l'aggiunta dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea Kaja Kallas. La riunione si terrà nella serata del 9 a Villa Madama.

Militari israeliani sotto indagine all'estero, già 12 casi

Si moltiplicano i casi di denuncia per crimini di guerra nei confronti di soldati israeliani in viaggio fuori dal paese: sono già almeno dodici, riferisce il Times of Israel. L'ultimo eè quello di un militare finito sotto indagine mentre era in vacanza in Brasile. L'uomo, che era scampato al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023 e ha poi combattuto a Gaza, è riuscito a lasciare in tutta fretta il Paese con l'aiuto del consolato israeliano, intervenuto su richiesta del ministro degli Esteri Gideon Saar. La denuncia nei suoi confronti era partita dalla fondazione che ha preso il nome da Hind Rajab, una bimba di sei anni uccisa a Gaza lo scorso febbraio, e che si batte per "mettere fine all'impunità dell'esercito israeliano".

Il ministero della Sanità di Gaza: neonato di appena 35 giorni morto di freddo

Un neonato è morto per ipotermia nella Striscia di Gaza; è l'ottava vittima del freddo nelle ultime settimane. Ne ha dato notizia il ministero della Sanità di Gaza. Yousef Anwar Klubb, di soli 35 giorni, è spirato al Mawasi, nel sud della Striscia,"in conseguenza delle difficili condizioni climatiche e del freddo intenso", si legge in una nota. Altri sei bambini e un giovane sono morti nella stessa zona, dove migliaia di profughi vivono in condizioni precarie.
Secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unrwa), sono 7.700 i neonati a rischio. Oltre alla difficilissima situazione dovuta al clima, Unrwa è anche tornata a denunciare gli attacchi continui contro le strutture sanitarie. Dalla settimana scorsa, quando l'esercito israeliano aveva fatto irruzione e arrestato oltre 200 persone fra cui medici e infermieri, è fuori uso l'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, il più grande del nord dell'enclave. "Da ottobre 2024, la zona attorno alla struttura è stata obbiettivo di oltre cinquanta attacchi", ha riferito sempre Unrwa.

Turchia: “Le milizie curde fuori dalla Siria, è una solo questione di tempo”

L'eliminazione della presenza delle forze curde Ypg in Siria è "una questione di tempo". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, facendo riferimento sia alle milizie curde nel nord della Siria, che Ankara ritiene terroriste, e al Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan vicino allo Ypg, che da 40 anni combatte contro lo Stato turco. "L'impero di violenza che l'organizzazione terroristica Pkk ha imposto sui nostri fratelli curdi, sfruttando i loro nobili sentimenti, sta per crollare", ha aggiunto Fidan, come riferisce Anadolu, durante una conferenza stampa con l'omologo giordano, Ayman Al Safadi, ad Ankara. Il capo della Diplomazia di Ankara ha quindi invitato le forze curde Ypg, che si trovano nel nord della Siria e sono sostenute dagli Usa in funzione anti Isis, ad abbandonare le armi "il prima possibile". Fidan si è anche rivolto ai Paesi occidentali, affermando che "non sarà possibile" rafforzare il sostegno al Pkk con il pretesto della lotta contro l'Isis, che il ministro turco ha definito "un veleno per la società musulmana".

Attacco in Cisgiordania, Israele arresta tre operai

Le forze israeliane hanno arrestato alcuni operai nel villaggio di Imatin, a est di Qalqilya, nella Cisgiordania occupata, riporta l'emittente Al Jazeera.
Imatin si trova a una trentina di chilometri dal villaggio di Al Funduq, teatro questa mattina dell'attacco contro un autobus passeggeri e alcune auto in cui hanno perso la vita tre persone e altre otto sono rimaste ferite.

Macron: “L’Iran è la principale sfida strategica in Medio Oriente”

L'Iran rappresenta "la principale sfida strategica e di sicurezza" in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, davanti agli ambasciatori francesi riuniti all'Eliseo. "L'Iran - ha detto Macron al corpo diplomatico - è la principale sfida strategica e di sicurezza per la Francia, gli europei, tutta la regione e anche oltre". "L'accelerazione del suo programma nucleare - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - ci porta vicinissimi al punto di rottura".

Nella lista degli ostaggi israeliani da liberare di Hamas c’è anche un’intera famiglia

C’è tutta la famiglia Bibas - inclusi i due bambini che sono gli ostaggi più giovani nelle mani di Hamas - nella lista stilata da Hamas per lo scambio nell'ambito del negoziato per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Non è chiaro se Shiri, 33 anni, Yarden, 34 e i loro due figli, Ariel, 5 anni, e Kfir, quasi due anni, siano ancora vivi. Nel novembre del 2023 meno di due mesi dopo il loro sequestro e l'inizio dell'offensiva israeliana, Hamas aveva reso noto che la madre e i due bambini erano morti in un bombardamento e aveva mostrato un video in cui la notizia veniva data a Yarden, unico sopravvissuto perché tenuto prigioniero in un altro luogo. L'Idf perònon aveva mai confermato la notizia e potrebbe essersi trattato di uno dei tanti episodi di guerra psicologica avviata dal gruppo terroristico. I Bibas erano stati presi prigionieri nella loro casa del kibbutz Nir Oz il 7 ottobre. Alle 6:30 del mattino, Yarden aveva scritto alla sorella che c'erano terribili combattimenti e degli sforzi per tenere l'ondata di terroristi lontani dalla loro casa. Nel kibbutz di Nir Oz sono stati uccisi o rapiti 180 dei 400 residenti. I genitori di Shiri, Margit Shnaider Silberman e Yosi Silberman, anche loro residenti da molto tempo a Nir Oz, sono stati uccisi durante l'attacco.
L'ultimo messaggio di Yarden ai genitori e alla sorella è delle 9:45 del mattino del 7 ottobre: li avvertiva che i terroristi erano entrati in casa. Circa due ore dopo ha cominciato a circolare un video di Shiri, che teneva entrambi i bambini in braccio, con un'espressione di terrore sul viso mentre i terroristi la circondavano. Yarden e' comparso in un altro video, ferito alla testa, circondato da terroristi.

Siria, l’Ungheria riapre l’ambasciata a Damasco

“Alla luce della stabilizzazione della sicurezza in Siria, l'Ungheria sta riaprendo la sua ambasciata a Damasco. Questa decisione garantisce una presenza locale per acquisire informazioni di prima mano, rappresentare la posizione politica dell'Ungheria e tutelare i cittadini ungheresi se necessario". Lo ha affermato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, come annunciato su X dal portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. "L'Ungheria rimane impegnata per la pace in Medio Oriente e dà priorità al sostegno delle comunità cristiane nella regione, proseguendo gli sforzi di aiuto umanitario. Noi sosteniamo costantemente il rispetto dei loro diritti, anche in Siria", ha aggiunto Szijjarto. "Il nostro ambasciatore, ora di ritorno, è diventato il primo diplomatico occidentale a incontrare i leader delle più grandi confessioni cristiane della Siria. Hanno condiviso le loro impressioni sui recenti avvenimenti ed espresso gratitudine per il sostegno e la solidarietà inamovibili dell'Ungheria, un gesto sempre piu' raro tra le nazioni europee", ha concluso.

Idf: tre razzi lanciati da Gaza

L'esercito israeliano (Idf) ha rilevato questa mattina nello spazio aereo del Paese tre razzi lanciati dal nord della Striscia di Gaza, di cui uno è caduto a Sderot, vicino al confine con Gaza, e un altro è stato abbattuto dall'Aeronautica militare: lo scrive l'Idf su Telegram, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti.
Poco prima erano risuonate le sirene d'allarme nelle aree di Sderot, Ibim e Nir Am. Un terzo razzo è caduto in un'area aperta, si legge nel comunicato.

Gaza: sale a 45.854 il bilancio delle vittime della guerra nella Striscia

Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 45.854, di cui 48 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 109.139, secondo la stessa fonte.

Attacco in Cisgiordania, Netanyahu: “Raggiungeremo gli spregevoli assassini”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso le proprie condoglianze per i tre concittadini uccisi nell'attacco terroristico avvenuto in Cisgiordania. Lo riporta il Times of Israel. ''Raggiungeremo gli spregevoli assassini e li consegneremo alla giustizia, insieme a tutti coloro che li hanno aiutati - ha dichiarato - Nessuno sarà risparmiato''.

(afp)

Idf: caccia ai terroristi che hanno ucciso tre persone in Cisgiordania

"Le forze di sicurezza israeliane stanno inseguendo i terroristi, istituendo posti di blocco e circondando diverse città dell'area": lo scrive su Telegram l'esercito israeliano (Idf) riferendosi all'attacco di questa mattina da parte di "terroristi (che) hanno aperto il fuoco contro un autobus civile e i veicoli adiacenti ad Al Funduq", un villaggio in Cisgiordania. Nel comunicato l'Idf afferma che "diversi civili sono stati feriti in varia misura", mentre secondo fonti mediche israeliane ci sono almeno tre morti

Cisgiordania, Israele: palestinesi sparano a un autobus Tre morti e tre feriti

I servizi di emergenza del Magen David Adom israeliano riferiscono che tre persone sono state uccise e tre ferite in un attacco a fuoco vicino all'insediamento cisgiordano di Kedumim. L'unità portavoce dell'Idf ha informato che due palestinesi hanno aperto il fuoco contro un autobus e delle auto, e sono fuggiti dalla scena. Le forze dell'esercito li stanno ancora inseguendo. Lo riporta Haaretz.

(afp)

Siria, i ministri provisori di Esteri e Difesa arrivati negli Emirati Arabi

Il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, è atterrato negli Emirati Arabi Uniti per la sua prima visita nel Paese da quando i ribelli hanno rovesciato il presidente Bashar al-Assad il mese scorso. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa ufficiale Sana. ''Shaibani, accompagnato dal ministro della Difesa Murhaf Abu Qasra e dal capo dell'intelligence Anas Khattab, è arrivato negli Emirati Arabi Uniti'', si legge su Sana. La visita del ministro negli Eau segue quella di ieri in Qatar.

Israele: nella lista degli ostaggi di Hamas mancano le informazioni sullo stato di salute

Israele rimane cauta sulla lista dei 34 ostaggi che Hamas ha dichiarato di essere pronto a rilasciare nella prima fase di un potenziale accordo di scambio, sottolineando che non sono state fornite informazioni sullo stato di salute. ''Israele non ha ancora ricevuto alcuna conferma o commento da parte di Hamas sullo status degli ostaggi che compaiono nella lista'', si legge in un comunicato dell'ufficio del premier Benjamin Netanyahu.

Media, nella lista ostaggi da liberare ci sono anche 10 donne e 2 bambini

Dieci donne, undici anziani di età compresa tra 50 e 85 anni e due bambini - presumibilmente Ariel e Kfir Bibas - e 10 uomini sotto i 50 anni in gravi condizioni di salute: sono gli ostaggi che compaiono nella lista che Hamas avrebbe presentato a Israele nell'ambito del negoziato per il cessate il fuoco a Gaza. La BBC afferma di aver visto la lista condivisa da un alto funzionario di Hamas che si è rifiutato di specificare chi è ancora vivo.
Il quotidiano saudita al-Sharq ha pubblicato la lista dei 34 nomi e, citando una fonte di Hamas, afferma che ci vorrà circa una settimana per determinare le condizioni di ciascuno degli ostaggi.

Si tratta per estendere il cessate il fuoco in Libano

L'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein dovrebbe arrivare in Libano oggi per cercare di preservare l'accordo di cessate il fuoco. Anche se i 60 giorni scadranno il 26 gennaio, sei giorni dopo l'insediamento del presidente eletto Donald Trump, i funzionari dell'amministrazione Biden, scrive il 'Jerusalem Post', stanno cercando di risolvere i problemi e di evitare che il cessate il fuoco crolli nelle prossime due settimane. Una delle opzioni a cui hanno fatto riferimento più fonti è il tentativo di estendere la tregua di altri 30 giorni.

Katz: “Israele agirà se Hezbollah non lascia il Sud del Libano”

"Hezbollah viola la tregua, Israele sarà costretto a reagire". Nel pieno dei 60 giorni di cessate il fuoco stabilito dopo due mesi di guerra al confine tra il Libano e lo Stato ebraico, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz alza i toni contro le milizie filo-iraniane responsabili di non rispettare i termini dell'accordo. Secondo Katz, i combattenti Hezbollah non si sono ancora ritirati a nord del fiume Litani, a circa 30 km dal confine israeliano, una delle condizioni dell'intesa. "Se questa condizione non verrà soddisfatta, non ci sarà alcun accordo e Israele sarà costretto ad agire unilateralmente per garantire il ritorno sicuro dei residenti del nord di Israele alle loro case", ha aggiunto il ministro.

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