✕

Austria, al leader di ultradestra Kickl l’incarico di formare un nuovo governo

Herbert Kickl 

Ascolta l'audio

Il presidente Van der Bellen: “Non è stata una decisione facile”. I Popolari hanno rinunciato al categorico no a un’alleanza con la Fpö
2 minuti di lettura

BERLINO — Nessuno si illuda che Herbert Kickl possa essere facilmente addomesticato. Ha vinto le elezioni di settembre promettendo di diventare il “Volkskanzler”, come a suo tempo Adolf Hitler, e di “orbanizzare” l’Austria, picconando l’Unione europea, delirando contro i vaccini anti-Covid, difendendo la Russia, diffamando i profughi. E a novantun anni esatti dalla nomina di Hitler a cancelliere della Germania, l’ex ghost writer di Jörg Haider e leader di un partito nato dalle ceneri di quello nazista, ha ricevuto ieri a l’incarico per formare un governo in Austria.

Il presidente della Repubblica, Alexander Van der Bellen, visibilmente scuro in volto, ha affidato ieri mattina la responsabilità di mettere insieme un nuovo esecutivo al leader della Fpö. Per tre mesi il capo dello Stato, che si è sempre comportato da ineccepibile custode dei valori costituzionali e democratici, aveva tentato di scongiurare questo momento. Ma il fallimento dei negoziati per una coalizione delle forze mode…

BERLINO — Nessuno si illuda che Herbert Kickl possa essere facilmente addomesticato. Ha vinto le elezioni di settembre promettendo di diventare il “Volkskanzler”, come a suo tempo Adolf Hitler, e di “orbanizzare” l’Austria, picconando l’Unione europea, delirando contro i vaccini anti-Covid, difendendo la Russia, diffamando i profughi. E a novantun anni esatti dalla nomina di Hitler a cancelliere della Germania, l’ex ghost writer di Jörg Haider e leader di un partito nato dalle ceneri di quello nazista, ha ricevuto ieri a l’incarico per formare un governo in Austria.

Il presidente della Repubblica, Alexander Van der Bellen, visibilmente scuro in volto, ha affidato ieri mattina la responsabilità di mettere insieme un nuovo esecutivo al leader della Fpö. Per tre mesi il capo dello Stato, che si è sempre comportato da ineccepibile custode dei valori costituzionali e democratici, aveva tentato di scongiurare questo momento. Ma il fallimento dei negoziati per una coalizione delle forze moderate, da parte del cancelliere uscente Karl Nehammer, ha reso quest’epilogo inevitabile.

«Non è stata una decisione facile», ha ammesso il capo dello Stato. Van der Bellen, a lungo membro dei Verdi, poi eletto come indipendente alla presidenza della Repubblica, ha tracciato alcune linee rosse, nel tête-à-tête con Kickl, Il risanamento delle finanze pubbliche, il rilancio dell’esangue economia austriaca, ma anche, «nel contesto geopolitico», le «conseguenze della guerra d’aggressione russa all’Ucraina». Van der Bellen ha rivelato di aver parlato con Kickl anche della «libertà di stampa», picconata regolarmente dalla Fpö, in linea con i “camerati” dell’internazionale sovranista.

Nelle stesse ore in cui Van der Bellen incontrava il leader dell’ultradestra, centinaia di manifestanti hanno protestato davanti alla Hofburg scandendo «tutti insieme contro il fascismo». Una protesta indetta dall’organizzazione degli studenti ebrei “Jöh”. Altri cortei per scongiurare un esecutivo guidato da Kickl sono previsti nei prossimi giorni.

Non è la prima volta che il partito austriaco di ultradestra fondato nell’immediato dopoguerra da ex SS riesce ad andare al governo. Ma è la prima volta che esprime un cancelliere, e con un leader molto più estremista dei suoi immediati predecessori come Heinz-Christian Strache o persino di una delle figure più carismatiche della sua storia, Jörg Haider. Ma alle elezioni del 29 settembre, con Kickl candidato cancelliere, la Fpö aveva incassato il miglior risultato della storia, sfiorando il 29% dei voti, ed era arrivata prima.

Secondo indiscrezioni raccolte da Repubblica, nei mesi successivi di negoziati complicati con i socialdemocratici e liberali sarebbe stata la potente fazione dei popolari della Övp in Bassa Austria, e soprattutto la leader regionale Johanna Mikl-Leitner, a spingere per un accordo con l’estrema destra e a sabotare i tentativi del cancelliere uscente e suo compagno di partito Karl Nehammer di assemblare un’alleanza delle forze democratiche. In Bassa Austria, roccaforte storica dei popolari, i due partiti già governano insieme.

Finora Van der Bellen era riuscito ad evitare di dare l’incarico a Kickl perché la costituzione concede al capo dello Stato la prerogativa di affidarlo anche a un partito che non abbia vinto le elezioni. Ma domenica, dopo il fallimento di Nehammer di formare un esecutivo a tre con i socialdemocratici e i liberali,Van der Bellen ha preso atto che le voci nella Övp contrarie a un alleanza con Kickl «sono diventate più flebili». Nehammer, nel frattempo, si è dimesso.

Già nella giornata di domenica, il nuovo leader dei popolari, Christian Stocker, si era detto disponibile ad avviare colloqui con Kickl. E ieri Van der Bellen ha ricordato che «la Övp ha rinunciato al suo categorico no a un’alleanza con la Fpö». Il «compito assegnatomi dalla costituzione», ha spiegato Van der Bellen, «è quella di prendere in considerazione ogni possibilità di un esecutivo che abbia più del 50%». Che al momento, ha aggiunto, è rappresentata da un’alleanza tra Övp e Fpö. Nei prossimi giorni il capo dello Stato nominerà anche un cancelliere ad interim.

Leggi i commenti