BERLINO — Reinhold Lopatka è il capogruppo della Övp, dei popolari austriaci al Parlamento europeo. E qui spiega le ragioni per cui il suo partito, dopo mesi di riluttanza, ha accettato di parlare con il leader dell’ultradestra Herbert Kickl per formare un governo in Austria. Soprattutto, Lopatka traccia le linee rosse della Övp per una coabitazione con la Fpö: “Fedeltà alla Ue, difesa della libertà di stampa, sostegno all’Ucraina, difesa dello stato di diritto”. Ed esclude una deriva orbaniana: “Kickl non può contare su due terzi del Parlamento come il partito di Orbán: dovrà scendere per forza a compromessi”.
Lopatka, per mesi il suo partito, la Övp, ha detto che non si sarebbe mai alleato con Herbert Kickl. Domenica la svolta improvvisa: il vostro nuovo leader, Christian Stocker, si è detto disponibile a colloqui con l’ultradestra. Cos’è successo?
«La svolta non è improvvisa: arriva dopo il fallimento di mesi di negoziati per formare un nuovo governo. E sono sicuro che il presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen abbia riflettuto molto a lungo prima di dare l’incarico a Kickl».
Sì, ha anche rivelato che “non è stato facile”. Ma il punto fondamentale - ha detto anche questo - è che è caduto il veto di voi moderati.
«L’alternativa sarebbe stata un’Austria senza governo per mesi, e poi le elezioni. Un vuoto di potere che sarebbe durato almeno fino ad aprile. L’Austria non se lo può permettere, siamo in una situazione delicata. E a Kickl chiederemo anzitutto una chiara dichiarazione di fede verso l’Unione europea. Peraltro, non sarebbe la prima volta che la Fpö governerebbe insieme a noi».
Sì ma le altre volte la Fpö era sempre stato il partner di minoranza. È la prima volta che l’ultradestra esprimerà un cancelliere dalla fine della Seconda guerra mondiale. E voi popolari, stavolta, sarete il junior partner. Quali saranno le vostre linee rosse per coalizzarvi con Kickl?
«Primo, chiederemo che lo stato di diritto non sia minimamente messo in discussione. Secondo, faremo in modo che la libertà di stampa sia tutelata. Terzo, pretenderemo un chiaro posizionamento a favore dell’Ue, incluso un sostegno deciso all’allargamento e a un ulteriore integrazione dell’Unione. Quarto, ci aspettiamo dalla Fpö che condivida la nostra piena solidarietà all’Ucraina».
Quindi l’Austria non rischia un’orbanizzazione, come minacciato da Kickl?
«No, secondo me è un timore esagerato. Ricordiamoci che il partito di Orbán controlla da solo due terzi del Parlamento. Non è il caso di Kickl, che dovrà sempre trovare un’intesa con noi».