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Morozov: “Miope affidare a Elon Musk le comunicazioni. Ha scopi politici”

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L’intervista al sociologo esperto di new media e firma di “New York Times” e “Guardian”. “Con X sta già intervenendo nella politica europea promuovendo contenuti di estrema destra”
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«Miope». Il sociologo Evgenij Morozov, grande esperto di new media e firma di New York Times e Guardian, definisce così l’idea di affidare a Elon Musk la nostra efficienza e sicurezza telematica.

Accordandosi l’Europa perde o guadagna?

«Qualsiasi accordo limiti l’autonomia nelle infrastrutture tecnologiche è una perdita netta: la dipendenza del continente da giganti tecnologici stranieri, americani ma anche cinesi, è preoccupante e ostacola lo sviluppo economico. Musk, con i suoi legami espliciti con l’estrema destra, aggiunge vulnerabilità. Sebbene controlli il 44% di SpaceX, l’azienda dietro Starlink, detiene il 79% del potere di voto: non essendo quotata in borsa, il suo controllo è immenso. Ha già strumentalizzato “X” per scopi politici: come possiamo essere sicuri che non farà lo stesso con SpaceX?».

«Miope». Il sociologo Evgenij Morozov, grande esperto di new media e firma di New York Times e Guardian, definisce così l’idea di affidare a Elon Musk la nostra efficienza e sicurezza telematica.

Accordandosi l’Europa perde o guadagna?

«Qualsiasi accordo limiti l’autonomia nelle infrastrutture tecnologiche è una perdita netta: la dipendenza del continente da giganti tecnologici stranieri, americani ma anche cinesi, è preoccupante e ostacola lo sviluppo economico. Musk, con i suoi legami espliciti con l’estrema destra, aggiunge vulnerabilità. Sebbene controlli il 44% di SpaceX, l’azienda dietro Starlink, detiene il 79% del potere di voto: non essendo quotata in borsa, il suo controllo è immenso. Ha già strumentalizzato “X” per scopi politici: come possiamo essere sicuri che non farà lo stesso con SpaceX?».

Quali sono i rischi concreti?

«Il più ovvio è la miopia: porta risparmi e capacità tecniche formidabili, ma vale la pena se a lungo termine danneggerà la capacità di Italia ed Europa di diventare autonome? Il rischio meno evidente è la dipendenza aggiuntiva da un personaggio discutibile, che usa le sue aziende per guadagni politici e viceversa. Resisterà alla tentazione di strumentalizzare il suo potere infrastrutturale contro i tribunali italiani, la presidenza o un governo diverso da quello Meloni se dovessero opporsi ai suoi interessi? Ha già affrontato in modo aggressivo e offensivo istituzioni politiche italiane. Non suona strano affidargli la sicurezza delle tlc mentre in America per il Wall Street Journal è improbabile ottenga un’autorizzazione di sicurezza di alto livello? Se le spie Usa non si fidano di lui, perché dovrebbe farlo l’Europa?».

Ci sono possibili alternative tecnologiche?

«Certamente. Anche europee. Non altrettanto convenienti in termini di costi, ma non si ragiona in questi termini. Con questa logica, la Cina avrebbe dovuto accettare computer e chip americani invece di spendere centinaia di miliardi per costruire la propria industria; lo stesso la Corea con le auto europee. L’Europa manca di lungimiranza strategica, e continua a commettere lo stesso errore. I costi rischiano di essere non solo economici ma politici».

Perché la Ue non si affida a reti europee?

«È mancata una strategia chiara e una visione. Ha creduto, e lo fa ancora, nella concorrenza e nella privatizzazione. Ma SpaceX dal 2008 ha ricevuto 20 miliardi di dollari di finanziamenti dal governo Usa, quasi tutti da Difesa o Nasa. Con un’iniezione di denaro così massiccia possono avvenire molte innovazioni. Questa non è la realtà in Europa».

Musk potrà sfruttare meglio le sue reti per ingerire nella politica europea?

«Con X lo fa già apertamente, promuovendo contenuti di estrema destra. Con altre proprietà i rischi riguardano le vulnerabilità che derivano dal delegare così tanto potere a un personaggio politico controverso».

Tra le ingerenze russe e quelle di Musk ci sono differenze? Sono comparabili?

«Il confronto giusto sarebbe tra governi e oligarchi. Molti governi, inclusi gli Stati Uniti in contesti come Cuba o l’Iran, conducono sforzi sotterranei e segreti per plasmare l’opinione pubblica. Ovviamente lo fanno anche Russia e Cina. Accade dall’inizio della Guerra fredda. Anche i magnati della stampa impongono le loro opinioni attraverso i loro media, quindi sono meno preoccupato per la strumentalizzazione di X da parte di Musk per le sue agende politiche: non è diverso da Fox News e Rupert Murdoch. Ma la situazione con SpaceX è diversa. Non ricordo che Huawei abbia preso posizione sulla politica migratoria italiana o sui suoi tribunali, eppure è stata considerata una minaccia nonostante sia una cooperativa governata dai suoi lavoratori. Elon Musk invece litiga ovunque e gode di un controllo quasi assoluto su SpaceX. Non è ipocrita, tutto ciò?».

La sicurezza dei dati sarebbe in pericolo?

«Da quello che so, l’accordo in discussione è limitato alle comunicazioni del governo e dei militari: un segmento molto ristretto che non riguarda le nostre email personali o i post sui social. Tuttavia, tendo a essere cinico: dopo aver scoperto che la Nsa aveva accesso al telefono di Angela Merkel, è chiaro che un Paese non ha bisogno di SpaceX per sentirsi insicuro. Ma non riesco a immaginare Elon Musk che si oppone alla Nsa sulla privacy o sulla sovranità di altre nazioni: certamente non contribuirà a un maggiore sicurezza».

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