Los Angeles, via da casa anche Kamala Harris. Corsa per salvare il Getty Museum
dal nostro inviato Paolo MastrolilliLOS ANGELES — C’è anche la casa della vicepresidente Kamala Harris, nella zona del quartiere di Brentwood dove l’evacuazione per gli incendi di Los Angeles è obbligatoria per oltre 150.000 persone. Le fiamme di Pacific Palisades si stanno orientando in quella direzione, mentre i meteorologi prevedono condizioni “gravi” e favorevoli al fuoco almeno fino a mercoledì, a causa dei venti Santa Ana che stanno riprendendo forza. E se la natura non bastasse, a complicare la vita della città si aggiunge anche la polemica politica, col presidente eletto Trump che continua a scaricare la responsabilità del disastro naturale sulle autorità locali, che in risposta lo hanno invitato a visitare appena possibile le zone più devastate per capire come il governo federale possa aiutare la ricostruzione.
Il bilancio delle vittime è salito a 16 morti, ma secondo lo sceriffo Robert Luna «è destinato ad aumentare»,…
LOS ANGELES — C’è anche la casa della vicepresidente Kamala Harris, nella zona del quartiere di Brentwood dove l’evacuazione per gli incendi di Los Angeles è obbligatoria per oltre 150.000 persone. Le fiamme di Pacific Palisades si stanno orientando in quella direzione, mentre i meteorologi prevedono condizioni “gravi” e favorevoli al fuoco almeno fino a mercoledì, a causa dei venti Santa Ana che stanno riprendendo forza. E se la natura non bastasse, a complicare la vita della città si aggiunge anche la polemica politica, col presidente eletto Trump che continua a scaricare la responsabilità del disastro naturale sulle autorità locali, che in risposta lo hanno invitato a visitare appena possibile le zone più devastate per capire come il governo federale possa aiutare la ricostruzione.
Il bilancio delle vittime è salito a 16 morti, ma secondo lo sceriffo Robert Luna «è destinato ad aumentare», anche perché ci sono almeno 16 dispersi. La stime dei danni è salita a venti miliardi di dollari. L’incendio principale, quello originato a Pacific Palisades, ha ripreso a espandersi verso il Mandeville Canyon, dove i pompieri combattono le fiamme casa per casa. Dall’alto aerei ed elicotteri scaricano acqua, ma anche un ritardante chimico di colore rosa che ormai copre strade, tetti e auto lasciate indietro.
È l’ultima difesa, prima che le fiamme riescano ad attaccare Brentwood, il quartiere ricco dove oltre a Kamala Harris abitava anche OJ Simpson quando avvenne l’omicidio della moglie Nicole. La sua casa su Nord Rockingham Avenue è stata nel frattempo demolita, per cancellare la memoria ed evitare che diventasse una meta di pellegrinaggio dei curiosi, ma quella dove Nicole è stata uccisa, al numero 875 di South Bundy Drive è ancora là. Stanno a meno di un chilometro di distanza da Mandeville Canyon, da dove arriva l’odore del fumo. Oltre Brentwood c’è il Getty Museum, che ha preparato le difese per la sua collezione d’arte, poi Beverly Hills e Hollywood. Le fiamme non arriveranno mai così lontano nella zona più urbana di Los Angeles, o almeno si spera, ma anche solo nominarla aiuta a capire la dimensione dell’emergenza in corso.
Il National Weather Service prevede venti tra 80 e 113 chilometri orari, e avverte che le «condizioni gravi» favorevoli agli incendi dureranno almeno fino a mercoledì, col picco domani. Non era mai successo prima, a memoria di chi vive qui da decenni, che le minacciose folate dei Santa Ana durassero così a lungo. E siamo in pieno inverno, immaginarsi cosa potrà accadere durante l’estate.
L’amministratrice della Federal Emergency Management Agency, Deanne Criswell, ha detto alla rete televisiva Abc che l’esercito è pronto ad intervenire, se diventasse necessario, tanto per contenere gli incendi quanto per ripulire le aree colpite e garantire la sicurezza. La Guardia Nazionale è già stata schierata a protezione delle case abbandonate, e lo sceriffo Luna ha confermato di aver fatto 29 arresti di sciacalli che cercavano di approfittare della tragedia per rubare. Alcuni si erano travestiti da pompieri, per poter imbrogliare le vittime e avere accesso alle ville più ricche.
Sulle cause del disastro, Luna tiene aperte tutte le ipotesi e indaga anche per dolo. Il Washington Post ha pubblicato un’analisi in base a cui l’incendio principale sarebbe scoppiato in una zona di Palisades dove ce n’era già stato uno a Capodanno, forse provocato dai fuochi d’artificio. I pompieri avevano faticato molto a estinguerlo, anche usando aerei ed elicotteri, ma i venti forti dei giorni successivi potrebbero averlo riacceso. È un’ipotesi. Una delle tante, al momento.
La tragedia non ha messo Los Angeles al riparo dalle polemiche politiche. Anzi, le sta alimentando. Il presidente Joe Biden ieri ha tenuto un vertice su soccorsi e ricostruzione. Il suo successore Donald Trump continua ad accusare di incompetenza il governatore della California Gavin Newsom e la sindaca di Los Angeles Karen Bass. Errori ne sono stati commessi, ad esempio dalla responsabile delle riserve di acqua Janisse Quinones che le ha lasciate vuote, ma trattandosi di amministratori democratici, uno dei quali potrebbe candidarsi alla Casa Bianca fra quattro anni, lo scopo è evidente. Newsom e Bass hanno invitato Trump a visitare le zone più devastate, aspettano di sapere da lui quando.