TEL AVIV — C’è speranza, ma c’è soprattutto tensione: più forte, più violenta, più triste di quella che si respirava a novembre del 2023. La piazza degli ostaggi di Tel Aviv, il luogo da dove per 15 mesi le famiglie di chi è stato portato a Gaza il 7 ottobre si sono riunite per chiedere di riportare a casa i loro cari, ieri sera è tornata a essere il cuore pulsante di un Israele che aspetta, con …