NEW YORK — TikTok minaccia di staccare la spina ora, subito, di sua iniziativa. Così risponde alla sentenza della Corte Suprema che ha dato via libera al bando approvato dal Congresso, per costringere l’amministrazione Biden ad offrire garanzie che non perseguiti chi lascia operare il social, in attesa che Donald Trump vada alla Casa Bianca e cerchi di salvarlo sospendendo la legge per 90 giorni.
Proprio ieri infatti è arrivata l’offerta di Perplexity AI a Bytedance per fondersi con TikTok Usa, che potrebbe sbloccare la crisi. Il braccio di ferro così si complica, con la compagnia di proprietà cinese che fa leva sui 170 milioni di utenti americani per costringere Washington a tenerla aperta.
TikTok è gestito da Pechino e il Parlamento americano ha passato una legge che obbliga il cambio di proprietà, perché così è uno strumento di spionaggio in mano alla Repubblica popolare e minaccia la sicurezza nazionale. Il social ha fatto causa e ha chiesto al massimo tribunale di annullare il p…
NEW YORK — TikTok minaccia di staccare la spina ora, subito, di sua iniziativa. Così risponde alla sentenza della Corte Suprema che ha dato via libera al bando approvato dal Congresso, per costringere l’amministrazione Biden ad offrire garanzie che non perseguiti chi lascia operare il social, in attesa che Donald Trump vada alla Casa Bianca e cerchi di salvarlo sospendendo la legge per 90 giorni.
Proprio ieri infatti è arrivata l’offerta di Perplexity AI a Bytedance per fondersi con TikTok Usa, che potrebbe sbloccare la crisi. Il braccio di ferro così si complica, con la compagnia di proprietà cinese che fa leva sui 170 milioni di utenti americani per costringere Washington a tenerla aperta.
TikTok è gestito da Pechino e il Parlamento americano ha passato una legge che obbliga il cambio di proprietà, perché così è uno strumento di spionaggio in mano alla Repubblica popolare e minaccia la sicurezza nazionale. Il social ha fatto causa e ha chiesto al massimo tribunale di annullare il provvedimento, in quanto viola la libertà di espressione, garantita dal Primo emendamento della Costituzione. La Corte Suprema ha risposto venerdì che il Congresso aveva il diritto di varare quel testo, che non viola il Primo emendamento, in quanto impone solo di vendere il social, non chiuderlo. Il presidente uscente Biden ha promesso che non prenderà iniziative per applicare il bando, lasciando la scelta al successore. Trump ha detto che vorrebbe salvare il social che lo aveva sostenuto in campagna elettorale, anche se in passato aveva promosso anche lui il blocco e in generale vuole adottare la linea dura contro la Repubblica popolare. Ha chiesto però tempo per studiare il dossier, prima di prendere la sua decisione.
La compagnia di proprietà di ByteDance ha risposto ieri che non può aspettare: «Sfortunatamente TikTok sarà costretto ad oscurarsi il 19 gennaio», a meno che Biden non prenda subito l’iniziativa per assicurare aziende come Apple o Google che non verranno punite, perché se continueranno a consentire di scaricare la app del social rischiano multe da 5.000 dollari per utente.
La Casa Bianca ha risposto in maniera netta: «È un trucco. Non vediamo alcun motivo per cui TikTok o altre società debbano agire nei prossimi giorni, prima che l’amministrazione Trump entri in carica lunedì. Abbiamo esposto la nostra posizione in modo chiaro e diretto: le azioni per attuare questa legge spetteranno al prossimo governo». In verità la tempistica del provvedimento non è così immediata. La legge sul bando in caso di mancata vendita, per entrare operativamente in vigore, richiede una serie di misure che hanno bisogno di tempo per essere adottate e applicate. Questo compito toccherà alla prossima amministrazione e quindi la promessa di Biden di non fare nulla è sufficiente a lasciare il social in funzione. Quindi TikTok, secondo la Casa Bianca, sta usando la minaccia di oscurare il suo servizio per ottenere concessioni o garanzie non dovute o necessarie.
Trump non può ignorare una legge bipartisan approvata dal Congresso e giudicata legittima dalla Corte Suprema, ma il testo consente una pausa di 90 giorni nell’applicazione, se ci sono progressi per la vendita. Così il nuovo presidente guadagnerebbe tempo per trovare una soluzione. Ieri ha detto alla Nbc che intende farlo, e il ceo della compagnia Shou Zi Chew lo ha ringraziato «dell’impegno a lavorare con noi per tenere TikTok accessibile». Corre però il rischio politico di una reazione negativa dei suoi elettori, che da lui si aspettano lo scontro con la Cina.