La testimonianza da Gaza: “Quei litigi con papà per ritornare a nord”
di Rita BaroudDeir el balah — Dall’annuncio del cessate il fuoco la nostra casa si è accesa di dibattiti sul ritorno al nord della Striscia, alle nostre case che non esistono più. Ogni giorno seguiamo con ansia le pagine ufficiali, alla ricerca di informazioni, e giovedì le autorità hanno annunciato che il ritorno degli sfollati – due milioni di persone – inizierà domani, con linee guida rigorose.
Le discussioni tra me e mio padre si sono trasformate in forti litigi. Ha infatti deciso di tornare da solo, ha detto che non posso accompagnarlo: «Non saresti in grado di sopportare quello che affronteremmo lì. Abbiamo perso tutto, casa, mobili, vita. Che senso avrebbe per te tornarci?».
Ho percepito il dolore nascosto dietro queste frasi, ma anche una determinazione irremovibile. «E tu perché vai allora? Speri ancora di trovare i tuoi dipinti tra le macerie?», ho chiesto. «Devo vedere di persona la situazione e stabilire se è possibile per te tornare al nord», ha risposto.
Deir el balah — Dall’annuncio del cessate il fuoco la nostra casa si è accesa di dibattiti sul ritorno al nord della Striscia, alle nostre case che non esistono più. Ogni giorno seguiamo con ansia le pagine ufficiali, alla ricerca di informazioni, e giovedì le autorità hanno annunciato che il ritorno degli sfollati – due milioni di persone – inizierà domani, con linee guida rigorose.
Le discussioni tra me e mio padre si sono trasformate in forti litigi. Ha infatti deciso di tornare da solo, ha detto che non posso accompagnarlo: «Non saresti in grado di sopportare quello che affronteremmo lì. Abbiamo perso tutto, casa, mobili, vita. Che senso avrebbe per te tornarci?».
Ho percepito il dolore nascosto dietro queste frasi, ma anche una determinazione irremovibile. «E tu perché vai allora? Speri ancora di trovare i tuoi dipinti tra le macerie?», ho chiesto. «Devo vedere di persona la situazione e stabilire se è possibile per te tornare al nord», ha risposto.
Il nord, un tempo casa di centinaia di migliaia di famiglie, è ora una terra quasi senza vita: il 70% delle infrastrutture è stato completamente distrutto, l’elettricità non è disponibile nella maggior parte delle aree, l’acqua corrente è un lusso, l’80% delle famiglie non ritroverà un rifugio sicuro e ci si può imbattere in bombe inesplose.
Mio padre mi ha avvertito: «Sopporteresti la vista dei cadaveri per le strade?». Le sue parole mi hanno colpito come un fulmine. Alla fine partirà da solo. Vuole proteggerci. Tornare al nord ci costringerebbe a un confronto con quanto abbiamo perso e scopriremmo se c’è una speranza di ricostruire le nostre vite.