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Medio Oriente, le notizie di oggi. Jihad islamica diffonde video dell’ostaggio Arbel Yehoud

Tajani: “Presto i carabinieri a Rafah nella missione Ue”. Gaza, via al ritorno a nord dei palestinesi sfollati. Hamas consegna la lista: vivi 25 su 33 ostaggi. Netanyahu alla Casa Bianca la prossima settimana
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Arriva dopo giorni di polemiche e trattative l’accordo per la liberazione dell’ultima civile donna Arbel Yehud e le migliaia di persone, che dal Sud di Gaza stanno rientrando verso la propria casa nella parte settentrionale della Striscia, bloccate dall’esercito di Tel Aviv hanno avuto il via libera per attraversare il corridoio Netzarim. Una folla in cammino. Ben Gvir: “Umiliante per Israele”.

Punti chiave

Onu, preoccupati da situazione deteriorata in Cisgiordania

Le Nazioni Unite sono "molto preoccupate per la situazione che si sta deteriorando in Cisgiordania". Lo ha detto il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric, nel corso del quotidiano incontro con i media. Da tempo, ha spiegato, "stiamo segnalando le violenze, spesso incontrollate, dei coloni israeliani sulla popolazione civile palestinese". "E' compito di tutti assicurarsi che, con tutta l'attenzione su Gaza, non si perdano di vista anche le altre aree", ha aggiunto.

Soldate rapite: gesti di vittoria per rovinare la cerimonia di Hamas

Quella di fare "gesti di vittoria" durante la cerimonia di liberazione organizzata da Hamas è stata una scelta delle quattro soldatesse che venivano rimesse in libertà perché Hamas aveva detto loro che avrebbero dovuto parlare dal palco. La scelta di non farlo e di fare invece "gesti di vittoria" è stata dettata dalla volontà di "sovvertire" la cerimonia organizzata da Hamas. A raccontarlo è stato Eli Albag, la cui figlia Liri è stata liberata sabato dalla prigionia a Gaza insieme ad altre tre soldatesse.

Intervistato da Radio 103, Eli Albag ha raccontato che Liri gli ha riferito della richiesta di Hamas "di parlare". "Non solo non parleremo, ma faremo gesti di vittoria e sovvertiremo la cerimonia di Hamas", hanno deciso le ragazze. "Faremo dei gesti di vittoria e rovineremo l'intero spettacolo che avevano programmato".

Jihad islamica diffonde video con ostaggio Arbel Yehoud

La Jihad islamica palestinese ha diffuso un video dell'ostaggio Arbel Yehoud, la cui liberazione è prevista per giovedì. Nel video, Yehoud afferma che la data è il 25 gennaio, il che significa che apparentemente il video è stato girato due giorni fa. Yehoud poi rassicura la sua famiglia dicendo che sta "bene" e dice che spera di tornare presto a casa "come le altre ragazze". Yehoud avrebbe dovuto essere rilasciata nel weekend, in quanto è una civile israeliana. Dopo le trattative, verrà rilasciata giovedì, insieme al soldato di sorveglianza Agam Berger e a un altro ostaggio. Lo riporta il Times of Israel.

Hezbollah, Israele ha violato cessate il fuoco 1350 volte

"Con il cessate il fuoco, entriamo in una nuova fase. Siamo determinati a rispettare l'accordo, mentre Israele lo ha già violato circa 1.350 volte". Lo ha detto il leader di Hezbollah Naim Qassem in un discorso trasmesso in diretta tv. Lo riporta L'Orient Le Jour. "A un certo punto, abbiamo pensato di reagire, ma ci hanno consigliato di aspettare", ha aggiunto, "abbiamo rispettato questo impegno e abbiamo preferito essere pazienti e non rispondere alle violazioni israeliane nonostante il sentimento di umiliazione e le azioni di ritorsione".

Hezbollah: non accetteremo giustificazioni per ritardare il ritiro delle truppe israeliane

Il capo di Hezbollah Naim Qassem ha affermato lunedì che il gruppo non accetterà alcuna giustificazione per estendere il periodo concesso per il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale. Venerdì Israele ha affermato che il ritiro del suo esercito sarebbe durato oltre il periodo di 60 giorni stipulato nell'accordo di cessate il fuoco con il gruppo libanese, affermando che i termini dell'accordo non erano stati pienamente applicati dallo stato libanese.

Herzog, 'l'Olocausto il disastro più catastrofico della storià

"Ottant'anni fa oggi, i cancelli dell'inferno si sono aperti. Sei milioni di ebrei sono stati sistematicamente macellati dai nazisti. E' stato l'omicidio di massa più mostruoso, premeditato, sadico ed eseguito meticolosamente della storia". Lo ha detto il presidente di Israele, Isaac Herzog, durante le commemorazioni in Assemblea Generale Onu per le vittime dell'Olocausto.
"E' stato il disastro più catastrofico nella storia del nostro popolo e di tutta l'umanità. Eppure da questo relitto è emersa una voce che risuonava in tutta la famiglia delle nazioni, una voce che chiedeva riparazione, guarigione e costruzione insieme, una voce che ha portato alla fondazione delle Nazioni Unite e alla creazione dello Stato di Israele, un atto di giustizia storica", ha aggiunto.

A Gaza il bilancio della guerra è arrivato a 47.317 morti

Il ministero della Sanità del governo di Hamas ha dichiarato che la guerra nella Striscia di Gaza ha provocato 47.317 vittime, un bilancio di morti che è aumentato nonostante il cessate il fuoco dopo la scoperta di nuovi corpi sotto le macerie.
Nelle ultime 24 ore sono stati portati negli ospedali del territorio palestinese 11 corpi, nove dei quali sono stati scoperti dopo l'inizio della tregua, il 19 gennaio. Gli altri due corpi erano di persone morte di recente, ha aggiunto il ministero senza specificare la causa del decesso. (AGI) La guerra tra Israele e il movimento islamista palestinese ha causato anche 111.494 feriti.

Delegazione di Hamas al Cairo per discutere la fine della guerra a Gaza

Una delegazione di Hamas è arrivata oggi al Cairo per discutere l'applicazione dell'accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di come possa portare alla fine della guerra. Lo ha dichiarato Hamas in una nota.

L’Italia invia altri 7 carabinieri per la missione Ue a Rafah

Il Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea ha annunciato oggi la riattivazione - approvata dal Comitato Politico e di Sicurezza - della missione Eubam-Rafah, conosciuta come European Union Border Assistance Mission, presso il valico di Rafah. La missione è stata avviata su richiesta di Israele e dell'Autorità Palestinese, con il pieno sostegno dell'Egitto, si legge in un comunicato congiunto Esteri-Difesa.
La decisione di procedere al ridispiegamento della missione civile Eubam-Rafah rappresenta una misura concreta per sostenere il recente accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
L'obiettivo primario è di coordinare e facilitare il transito giornaliero fino a 300 feriti e malati, garantendo assistenza e protezione a persone vulnerabili in un contesto di emergenza umanitaria.
La riattivazione di Eubam-Rafah è stata fortemente sostenuta dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e dal ministro della Difesa Guido Crosetto che, grazie al lavoro congiunto dei rispettivi dicasteri, hanno disposto l'invio di un contingente di personale dei Carabinieri entro la fine di gennaio. Questo personale sarà integrato nella Forza di Gendarmeria Europea (Eurogendfor), a supporto della missione. L'Italia parteciperà con 7 Carabinieri, dispiegati all'interno della missione Eubam, che si aggiungeranno ai 2 italiani già presenti nella missione, e si farà inoltre carico del trasporto in teatro dell'intero contingente della Forza di Gendarmeria europea attraverso il Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa (Covi), che coordinerà il trasferimento e il dispiegamento nell'area di militari della Guardia Civil spagnola e di gendarmi francesi, che si uniranno alla forza internazionale.

Il Covi sta già predisponendo tutte le misure necessarie per assicurare la piena operatività del contingente e il successo della missione. La partecipazione italiana a questa iniziativa riflette il costante impegno del nostro Paese nella promozione della stabilità e della solidarietà internazionale, in linea con i valori fondamentali dell'Unione Europea e del diritto umanitario.

Siria, via libera dell’Ue all’allentamento delle sanzioni

Il Consiglio Affari esteri dell'Unione europea ha dato il via libera ad allentare le sanzioni nei confronti della Siria, in segno di fiducia verso la nuova amministrazione. "I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena concordato una tabella di marcia per allentare le sanzioni dell'Ue sulla Siria. Anche se puntiamo ad agire rapidamente, la revoca delle sanzioni può essere annullata se vengono adottate misure sbagliate", ha evidenziato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas.

Israele: “Le donne liberate sono state tenute 8 mesi nei tunnel di Hamas”

Ostaggi tenuti nei tunnel di Hamas per otto mesi consecutivi, privati della luce del giorno, con contatti umani scarsi o addirittura nulli. E' quanto riferito dal vice capo del corpo medico dell'esercito israeliano, il colonnello Avi Banov, parlando dell'esperienza di alcune delle donne rapite e liberate nel corso del cessate il fuoco a Gaza.
Lo riporta Reuters online. Alcune non hanno ricevuto cure adeguate per le ferite riportate quando sono state catturate il 7 ottobre 2023, mentre altre mostravano segni di "lieve fame", ha detto Banov.
Tre donne civili israeliani e quattro soldatesse sono state rilasciati finora durante il cessate il fuoco, iniziato il 19 gennaio. "Alcune di loro ci hanno detto che negli ultimi mesi hanno trascorso tutto il tempo nei tunnel, sottoterra", ha detto Banov. "Alcune di loro sono state sole per tutto il tempo in cui sono rimaste lì", ha detto. "Quelle che sono state insieme erano in condizioni migliori".
Gli ostaggi hanno affermato che il loro trattamento è migliorato nei giorni precedenti al loro rilascio, ha detto Banov, quando è stato loro permesso di fare la doccia, cambiarsi e ricevere cibo migliore. Sembravano essere in buone condizioni e sorridenti nei video nei giorni del loro rilascio. Citando questioni di privacy, Banov non ha voluto dire se tra le donne rilasciate ci fossero segni di tortura o abuso.
Le tre civili rilasciate il primo giorno del cessate il fuoco sono state dimesse dall'ospedale ieri, mentre le quattro soldatesse liberate nel secondo scambio di prigionieri sabato sono ancora in cura in un centro medico.
Eitan Gonen, padre della 24enne Romi Gonen, rilasciata il 19 gennaio, ha dichiarato all'emittente pubblica israeliana Kan che sua figlia "è incredibile. Abbiamo incontrato una donna matura che ci ha sbalorditi tutti". L'uomo non ha voluto fornire dettagli sulle condizioni mediche o il calvario della figlia. Ma ha detto che durante la prigionia, Romi ha ascoltato alcune delle interviste radiofoniche che aveva rilasciato. "Anche se solo il 10% delle interviste raggiunge le orecchie degli ostaggi, è sufficiente a dargli forza", ha detto l'uomo. "Le ha dato molta forza, energia e grande speranza".

Kallas: “Riparte la missione Ue a Rafah tra Gaza ed Egitto”

"Tutti concordano che la missione Ue a Rafah (Eubam, ndr) può giocare un ruolo decisivo nel sostenere la tregua. Oggi i ministri hanno concordato il suo rilancio. Questo permetterà che un certo numero di persone ferite potranno lasciare Gaza e ricevere cure mediche". Lo annuncia l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas.

Egitto: “Oggi 155 camion di aiuti avviati verso Gaza”

Oggi "155 camion di aiuti sono entrati attraverso i valichi di Al-Awja e Kerem Abu Salem, in preparazione di un loro ingresso nella Striscia di Gaza"; tra questi c'erano 14 autocisterne con "carburante": lo ha scritto in un messaggio l'Ufficio stampa del governo egiziano riferendosi ai passaggi rispettivamente di Nitzana e Kerem Shalom.

Ultra-destra Israele: “Lavoriamo a un piano operativo sull’idea di Trump”

"Stiamo lavorando per trasformare l'idea di Donald Trump in un 'piano operativo'". Lo dice il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, esponente dell'estrema destra nel governo di Benjamin Netanyahu, riferendosi alla proposta del presidente Usa di trasferire parte della popolazione di Gaza in Giordania e in Egitto. Smotrich, parlando con i giornalisti in vista dell'incontro settimanale del suo partito 'Sionismo religioso' alla Knesset, ha elogiato la proposta di Trump e ha affermato che sta lavorando a un "piano operativo" per attuare la proposta.
Anche l'altro esponente dell'ultra-destra israeliana al governo, Itamar Ben Gvir, ha insistito sul fatto che "l'emigrazione volontaria" dalla Striscia di Gaza è "l'unica soluzione" al conflitto". "Incoraggiare l'immigrazione è l'unica cosa che porterà una soluzione di tranquillità allo Stato di Israele e ai residenti di Gaza - ha detto Ben Gvir secondo quanto riporta la stampa israeliana - chiedo al mondo arabo di tendere la mano ai residenti di Gaza, di lasciarli immigrare" nei loro paesi.
Ben Gvir ha anche espresso la speranza che il presidente degli Stati Uniti "porti avanti la sua proposta" di trasferire parte della popolazione di Gaza in Giordania e in Egitto.

Israele conferma: “Morti otto ostaggi dei 33 liberati nella prima fase”

Sono morti otto degli ostaggi di Hamas ancora nella lista di quanti dovrebbero essere restituiti nella prima fase dell'accordo di cessate il fuoco. Lo ha confermato il portavoce del governo Israeliano David Mencer, nel corso di una conferenza stampa. "Le famiglie sono state informate", ha riferito Mencer.
Sulla base dell'intesa, che prevedeva la restituzione di 33 persone, sono state già liberate sette donne. Degli altri 26, solo diciotto sono ancora vivi.

Hamas: due membri al-Qassam uccisi in raid dell’Idf a Tulkarem in Cisgiordania

Hamas afferma che due persone uccise nell'attacco con drone dell'Idf avvenuto oggi vicino alla città di Tulkarem, in Cisgiordania, erano membri della sua ala armata, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam. Lo riporta Times of Israel. In una dichiarazione, l'organizzazione identifica i due come Ihab Abu Atiwi, un comandante, e Ramez Damiri, affermando che il loro sangue non è stato versato "invano", ma servirà a incoraggiare "l'escalation della resistenza e la continuazione delle sue eroiche operazioni". Hamas condanna inoltre l'operazione in corso delle forze israeliane a Jenin e invita i palestinesi della Cisgiordania a compiere attacchi contro "l'occupazione e i suoi coloni".

Siria, Osservatorio per i diritti umani: 200 persone giustiziate da inizio anno come ritorsione anti-Assad

Circa duecento persone sono state giustiziate in Siria dall'inizio dell'anno in azioni di "rappresaglia" nei confronti di persone vicine al regime di Bashar al Assad. Lo affermano gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani spiegando che almeno 198 persone, tra cui un bambino, sono stati uccisi "nell'ambito del peggioramento delle condizioni di sicurezza in diverse province, dove gli attacchi armati risultano sempre più frequenti".
Solo oggi cinque persone, tra cui un bambino di 12 anni, sono stati giustiziati da gruppi armati presumibilmente legati alle nuove autorità di Damasco nella località di Al Anz, nel nord della provincia di Hama nella Siria centrale. Tra le persone giustiziate figura anche Ibrahim Ajaj, il giornalista dell'agenzia di stampa Sana sequestrato la scorsa settimana a Hama e condannato dalle nuove autorità siriane.

Media: decine di arresti in Cisgiordania, anche bambini

Le forze israeliane hanno arrestato circa 20 palestinesi, tra cui quattro bambini, durante un raid nella città di Beit Ummar, a nord di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa, secondo cui i soldati israeliani hanno fatto irruzione e vandalizzato decine di case palestinesi. Separatamente, Wafa ha affermato che le forze israeliane hanno arrestato sette palestinesi, tra cui una studentessa universitaria, della città di Beit Awwa, a sud-ovest di Hebron.

Media: Netanyahu alla Casa Bianca la prossima settimana

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe essere ricevuto da Donald Trump alla Casa Bianca la prossima settimana. Lo ha riferito il sito d'informazione israeliano Walla, citando tre fonti israeliane e americane. Se la visita dovesse concretizzarsi, Netanyahu diventerebbe il primo leader straniero invitato a un incontro con il presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca.

Haaretz: Comandante di Hamas ucciso in Cisgiordania

Un comandante di Hamas sarebbe stato ucciso in un attacco aereo delle Idf nella città di Tulkarem, in Cisgiordania. Lo riferisce Haaretz, citando funzionari sanitari palestinesi secondo i quali nel raid sarebbe rimasta ferita anche un'altra persona in maniera moderata.

Hamas consegna la lista: vivi 25 su 33 ostaggi

Hamas ha consegnato una lista da cui risulta che 25 ostaggi sono ancora in vita dei 33 che dovrebbero essere rilasciati nella prima fase dell'accordo: lo ha affermato un funzionario di Hamas, come riporta Sky News.
L'elenco sembra corrispondere al numero di ostaggi sopravvissuti inizialmente stimato da Israele.

Operazione dell’Idf a Tulkarem: “Ci sono vittime”

Le forze armate israeliane hanno comunicato di aver condotto un attacco a Tulkarem in Cisgiordania, in un'operazione congiunta con lo Shin Bet, e si sono riservate di fornire i dettagli in seguito. L'agenzia turca Anadolu ha riferito che ci sono "vittime" sulla base di testimonianze locali, che parlano di almeno un corpo senza vita estratto da un'auto incendiatasi dopo essere stata colpita, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.

Israele ha lanciato un raid nella zona di Tulkarem, in Cisgiordania

L'esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver condotto un attacco nella zona di Tulkarem, in Cisgiordania, nell'ambito di un'operazione congiunta con lo Shin Bet. Lo riporta il Times of Israel.

Libano: 24 persone uccise da ieri dall'Idf, anche 6 donne

Il ministero della Salute del Libano ha dichiarato che 24 persone, tra cui sei donne, sono state uccise dagli spari dell'Idf da quando sono iniziati i violenti scontri ieri. Lo riporta Haaretz.
Beirut afferma che 134 persone sono state ferite e che due persone, tra cui un bambino, sono state gravemente ferite oggi.

Ue: “Non ci attendiamo ritorni massicci dei rifugiati in Siria”

“Per il momento, non ci sono aspettative di ritorni massicci" dei rifugiati siriani nel loro Paese. "La situazione è troppo instabile e fragile e le esigenze sono immense. Le distruzioni sono enormi e i bisogni di base non possono essere soddisfatti per il momento". Lo ha detto la commissaria europea per la Gestione delle emergenze, Hadja Lahbib, arrivando al Consiglio Esteri a Bruxelles.
"Ho parlato con molti" rifugiati siriani, "alcuni di loro vogliono tornare in Siria, ma ovviamente la maggior parte ha paura e non ha i mezzi per farlo" ha spiegato la commissaria che di recente si è recata in visita in Siria, Giordania e Libano.
L'Ue, ha aggiunto, sta lavorando "a stretto contatto con l'Unhcr" per monitorare la situazione e valutare la sussistenza di condizioni "dignitose e sostenibili" per i rifugiati che vogliono tornare in Siria.

(afp)

File di auto per i controlli al posto di blocco per Gaza nord: potrebbero volerci giorni per passare

Secondo un funzionario della sicurezza palestinese a conoscenza delle procedure, ripreso da Bbc, il processo di autorizzazione allo spostamento dei veicoli dal sud di Gaza al nord procede molto lentamente.
Bisogna contattare un posto di blocco della polizia palestinese gestito da Hamas, situato a circa 300 metri dall'area di ispezione, dove viene concesso il permesso a 20 veicoli alla volta di procedere verso un'area designata dotata di due scanner. Ogni 40 minuti vengono controllati 20 veicoli e autorizzati a passare.
Sul posto sono presenti squadre della Croce Rossa, insieme a personale americano ed egiziano, mentre l'esercito israeliano monitora l'operazione da una breve distanza. Tuttavia, il ritmo degli ingressi resta estremamente lento. Per le migliaia di veicoli in fila in attesa del permesso di tornare a Gaza settentrionale, il processo potrebbe richiedere diversi giorni.

Gaza, la marcia dei palestinesi sfollati verso nord: le immagini dal drone

Media: Israele spara sui civili nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha aperto il fuoco stamani contro civili libanesi nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese di notizie Nna. Secondo il ministero della salute libanese, solo ieri Israele ha ucciso 22 civili libanesi e ne ha feriti circa 120.
Gli abitanti delle località distrutte del sud del Libano cercano da ieri di tornare alle loro case e alle loro terre in linea i termini dell'accordo di cessate il fuoco che prevedeva il ritiro delle truppe israeliane entro il 26 gennaio.
Su richiesta israeliana la nuova data del ritiro israeliano è fissata al 18 febbraio prossimo.

Tajani: “Presto i carabinieri parteciperanno alla missione Ue a Rafah”

"La notizia positiva è che ci sarà una missione militare europea di polizia al valico di Rafah, dove ci sarà una presenza dei nostri carabinieri e partiranno tutti insieme dall'Italia con un volo delle nostre forze armate e quindi andranno a presidiare il valico di Rafah. Questo è molto importante un impegno europeo, come abbiamo sempre chiesto e anche un impegno dei nostri carabinieri che sono sempre stati presenti". Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Esteri.

Netanyahu torna in aula: “Incriminato per sciocchezze”

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è tornato in aula per testimoniare nella settima udienza del processo che lo vede incriminato per corruzione e ha affermato di essere stato "incriminato per sciocchezze". Lo riferisce il Times of Israel. Il capo del governo di Tel Aviv è accusato di aver promesse modifiche normative favorevoli agli interessi dell'uomo d'affari Shaul Elovitch in cambio di un trattamento favorevole su 'Walla!', il sito di notizie di sua proprietà.
Netanyahu, nell'udienza presso la corte distrettuale di Tel Aviv, non ha solo definito le accuse infondate ma anche asserito che, nel caso, non si tratterebbe di una violazione della legge. "Cos'è un trattamento speciale? Sono qui da otto anni. Si sono presi parte della mia vita", ha affermato Netanyahu con rabbia, riferendosi al tempo trascorso dall'avvio delle indagini nei suoi confronti.

Telefonata Trump-re Bahrein sul rilancio degli accordi Abramo

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha discusso per telefono con il re del Bahrein, Hamad Bin Isa Al Khalifa, un rilancio degli accordi di Abramo che, durante il suo primo mandato, avevano avviato una normalizzazione delle relazioni tra Israele e alcuni Paesi arabi. Lo riferisce la Casa Bianca. "Re Hamad si e' congratulato con il presidente Trump per la sua inaugurazione e i due leader hanno discusso il loro sostegno alla pace e alla sicurezza nella regione, incluso il progredire nel lavoro per promuovere la pace attraverso gli accordi di Abramo", si legge nel comunicato di Washington.

I parenti dell’ostaggio Yehoud: “Sono giorni complessi”

I parenti di Arbel Yehoud affermano di stare "vivendo giorni complessi, emotivi e snervanti" mentre attendono il suo rilascio dalla prigionia a Gaza, dove si pensa sia tenuta prigioniera dalla Jihad islamica palestinese. Lo riporta il Times of Israel. Israele ha annunciato ieri sera che Yehoud, una civile, verrà rilasciata più avanti questa settimana, insieme ad altri due ostaggi, dopo che Hamas non è riuscita a rilasciarla sabato, in quella che Gerusalemme ha definito una violazione dell'accordo di tregua. L'annuncio è arrivato dopo una giornata di intense trattative con le parti mediatrici. "Aspettiamo con ansia il momento in cui potremo riabbracciare la nostra Arbel e preghiamo disperatamente per il ritorno di tutti gli ostaggi", afferma la sua famiglia in una breve dichiarazione rilasciata tramite l'Hostages Families Forum.

Katz: “Chi viola il cessate il fuoco la pagherà”

Israele "continuerà a far rispettare rigorosamente gli accordi per il cessate il fuoco" nella Striscia di Gaza e in Libano.È quanto afferma su X il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, con l'avvertimento che "pagherà chiunque non rispetti le regole o minacci le forze delle Idf". "Non consentiremo un ritorno alla realtà del 7 ottobre", ha aggiunto, con un riferimento all'attacco di due anni fa in Israele.

Ben Gvir: il ritorno dei palestinesi nel nord di Gaza è umiliante

Le immagini provenienti da Gaza di decine di migliaia di palestinesi che tornano nella parte nord della Striscia attraverso il corridoio di Netzarim sono "un'altra parte umiliante" dello "sconsiderato" accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Lo dichiara Itamar Ben Gvir, il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, citato da Times of Israel. "Questa non è la 'vittoria totale', questa è la resa totale", ha scritto su X il politico, dimessosi dal governo in opposizione all'accordo sugli ostaggi. "Gli eroici soldati dell'Idf non hanno combattuto e dato la vita nella Striscia" solo perché i palestinesi tornassero a nord, ha aggiunto. "Dobbiamo tornare alla guerra e distruggere".

Hamas: disposti a cedere il governo di Gaza. Trump è serio

Hamas dichiara di essere disposta a lasciare il governo di Gaza e a negoziare con gli Stati Uniti una soluzione. Lo ha dichiarato ad Al Arabiya un membro dell'ufficio politico del movimento islamista, Moussa Abu Marzouk, che ha affermato di ritenere Donald Trump "un presidente serio" alla luce dell'accordo di cessate il fuoco con Israele che il suo inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha aiutato a chiudere. Hamas, ha spiegato Marzouk, è conscia che una nuova autorità che guidi la Striscia di Gaza avrebbe bisogno di appoggio sia regionale che internazionale e dovrebbe essere sostenuta dal presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen. Il mese scorso Hamas e il partito di Abu Mazen, Al Fatah, avevano trovato un'intesa sulla creazione di un comitato di dieci-quindici figure che amministri Gaza con il consenso di entrambe le fazioni. Il piano, anticipato dai media, difficilmente sarebbe però accettato da Israele, che non vuole Hamas coinvolta nella futura gestione del territorio palestinese e non ritiene gli attuali vertici dell'Anp in grado di svolgere il compito. Marzouk ha replicato che Hamas è aperta "al dialogo con tutte le parti eccetto Israele". Al netto delle parole di apprezzamento, il funzionario islamista ha criticato Trump per la proposta di deportare in Egitto e Giordania l'intera popolazione della Striscia: "Nessun palestinese o arabo accetterà l'idea di sfollamento di Trump, non riuscirà".

Hamas: il ritorno dei palestinesi nel nord di Gaza è una vittoria

Il ritorno degli sfollati nel nord di Gaza è "una vittoria" per i palestinesi e una sconfitta per gli israeliani. Lo afferma Hamas in una dichiarazione citata da Al Jazeera. Secondo l'organizzazione le scene del ritorno dei palestinesi nelle aree da cui erano stati sfollati confermano il loro legame con la loro terra e ancora una volta "dimostrano - si legge - il fallimento dell'occupazione nel raggiungere gli obiettivi aggressivi di sfollare le persone e di spezzare la loro ferma volontà".

I palestinesi iniziano il ritorno nel nord di Gaza

I palestinesi hanno iniziato a tornare nel nord di Gaza: lo ha confermato il Ministero degli Interni della Striscia. "Il passaggio dei palestinesi sfollati è iniziato lungo la strada Al-Rashid attraverso la parte occidentale del checkpoint di Netzarim verso Gaza City e la parte settentrionale" della Striscia di Gaza, ha detto un funzionario del ministero all'agenzia di stampa Afp.

Per la prima volta in oltre un anno, Israele sta consentendo alla popolazione di tornare nel nord di Gaza

Israele ha iniziato a consentire ai palestinesi di tornare nel nord della Striscia di Gaza, pesantemente distrutto, per la prima volta dalle prime settimane della guerra di 15 mesi con Hamas, in conformità con un fragile cessate il fuoco. Migliaia di palestinesi si sono diretti a nord dopo aver atteso per giorni per attraversare: le prime persone hanno attraversato il corridoio Netzarim poco dopo le 7 del mattino locali, le 6 in Italia.

Arbel Yehud sarà rilasciata giovedì, Israele autorizza il rientro a Gaza di migliaia di sfollati bloccati

Benjamin Netanyahu ha annunciato che i negoziati con Hamas sono stati sbloccati, consentendo il rilascio di tre ostaggi giovedì e di altri tre sabato, in cambio dell'autorizzazione per gli sfollati da Gaza a tornare nel nord del territorio. "Hamas rilascerà giovedì Arbel Yehud, il soldato Agam Berger e un altro ostaggio", ha affermato l'ufficio del Primo Ministro israeliano. "Altri tre ostaggi saranno rilasciati" sabato, come previsto dalla prima fase dell'accordo di tregua tra Israele e il movimento islamista palestinese. "Allo stesso tempo, Israele ha ricevuto da Hamas una lista con lo status di tutti gli ostaggi" che potevano essere rilasciati durante questa prima fase, vivi o morti. Come parte di questi accordi, Israele autorizzerà il passaggio dei gazawi verso il nord della Striscia di Gaza: decine di migliaia di sfollati, cacciati via da 15 mesi di combattimenti, secondo la Difesa Civile, a cui è stato impedito ieri di tornare a Gaza settentrionale attraverso il valico di Netzarim, che taglia in due il territorio. Le immagini filmate dall'AFP hanno mostrato domenica una folla densa radunata attorno al corridoio. Israele aveva giustificato questo blocco per la mancata liberazione di Arbel Yehud e l'assenza di una lista sulla situazione degli ostaggi.

(afp)

Libano, il premier: “Cessate fuoco esteso fino 18 febbraio”

Il Libano estenderà l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco con Israele fino al 18 febbraio, dopo che Israele non ha rispettato la scadenza per il ritiro delle truppe dal sud del Paese. "Il governo libanese riafferma il suo impegno per attuare l'accordo", ha dichiarato il primo ministro libanese Najib Mikati in un comunicato, dopo essersi consultato con il presidente e il leader parlamentare del Paese a seguito di "contatti con la parte americana responsabile della supervisione dell'accordo"

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