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Germania, bocciata la legge sulla stretta sui migranti. Weidel: "Merz da tigre a zerbino"

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Non è passata, con 350 voti contrari e 338 favorevoli, la controversa proposta della CDU, sostenuta dai voti della formazione di estrema destra
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La scommessa era rischiosa ed è andata male. Friedrich Merz, leader cristianodemocratico tedesco, favorito alla cancelleria, ha incassato ieri una sconfitta politica di dimensioni incalcolabili per le sue aspirazioni. Con la “Legge sulla limitazione dei flussi” conservatori di CDU e CSU volevano far passare una stretta sui migranti con l’inedito appoggio dell’estrema destra dell’AfD. La decisione di cercare l’appoggio degli estremisti ha causato un terremoto politico che è riverberato per l’Europa. E c’è chi dice che la dura presa di posizione dell’ex cancelliera Angela Merkel contro il suo successore sia stata decisiva.

Una settimana convulsa

Dopo una settimana convulsa nei palazzi del potere di Berlino, si complica la corsa dell’aspirante cancelliere. Ne esce con un partito diviso: la mozione sarebbe passata se non fosse stato per una decina di franchi tiratori delle sue stesse fila. E con la credibilità macchiata: si è giocato tutto rompendo il tabù e cercando una coalizione su tem…

La scommessa era rischiosa ed è andata male. Friedrich Merz, leader cristianodemocratico tedesco, favorito alla cancelleria, ha incassato ieri una sconfitta politica di dimensioni incalcolabili per le sue aspirazioni. Con la “Legge sulla limitazione dei flussi” conservatori di CDU e CSU volevano far passare una stretta sui migranti con l’inedito appoggio dell’estrema destra dell’AfD. La decisione di cercare l’appoggio degli estremisti ha causato un terremoto politico che è riverberato per l’Europa. E c’è chi dice che la dura presa di posizione dell’ex cancelliera Angela Merkel contro il suo successore sia stata decisiva.

Una settimana convulsa

Dopo una settimana convulsa nei palazzi del potere di Berlino, si complica la corsa dell’aspirante cancelliere. Ne esce con un partito diviso: la mozione sarebbe passata se non fosse stato per una decina di franchi tiratori delle sue stesse fila. E con la credibilità macchiata: si è giocato tutto rompendo il tabù e cercando una coalizione su temi con l’AfD ma questo non è bastato per fare approvare la legge diventata la bandiera della sua formazione.

Il risultato a sorpresa

Il risultato di 338 voti a favore e 350 contrari è arrivato a sorpresa alla fine di una giornata al cardiopalma nel Parlamento tedesco. Due giorni prima, una mozione anti migranti della CDU era passata grazie ai voti degli ultras: un momento di portata storica unanimemente decretato come la fine del cordone di sicurezza che di fatto impediva alleanze con l’AfD.

Quando ieri il Parlamento si è riunito, la tensione era alta: i liberali hanno chiesto che il voto della legge fosse posticipato a febbraio. Immediatamente la sessione è stata sospesa. Dietro le quinte Merz ha provato a convincere il centro sinistra e i verdi a votare a favore del pacchetto. A quel punto era chiaro anche a lui di essersi messo in trappola. La seduta è ripresa con un’ora di ritardo e Merz ha provato a correggere il tiro: “Non tendiamo la mano all’AfD: vuole distruggerci. Non crederete davvero che stiamo tendendo una mano a un partito che vuole distruggerci". Troppo tardi.

Le critiche

E’ stato coperto di critiche. "La caduta in disgrazia vi accompagnerà per sempre, ma possiamo ancora chiudere le porte dell'inferno. Il nostro Paese non deve crollare oggi, deve tornare alla democrazia". Ha risposto il capogruppo dell'Spd Rolf Mützenich.

"L'Europa ci sta osservando. La strada è stata spianata verso il cuore della nostra democrazia. Queste immagini rimbombano", ha detto Annalena Baerbock, ministra degli Esteri dei Verdi, “prima una mozione, poi una legge, e cosa viene dopo?”. E il fatto è che Merz ha fornito alla sinistra una formidabile carta di campagna elettorale, scivolando proprio sui temi centrali per la destra in vista del voto del 23 febbraio. La legge presentata prevedeva una stretta sui ricongiungimenti famigliari e la possibilità di dare alla polizia poteri straordinari per i respingimenti. Ma i contenuti sono passati in secondo piano. E anche questo è un guaio per il candidato.

Le defezioni

Merz aveva tutte le ragioni per affrontare il voto in sicurezza: ad appoggiare il pacchetto non è stata solo l’AfD, ma anche i liberali dell’Fdp e la sinistra anti migranti di Sarah Wagenknecht. La sorpresa del risultato finale sta dunque nel fatto che anche al loro interno tutte queste formazioni non hanno votato in blocco. L’unione tra la destra e l’estrema destra nasce dunque fragile. Hanno pesato le critiche da parte della chiesa Evangelica.

E’ pesata la restituzione della croce al valore di un sopravvissuto ad Auschwitz. Ma soprattutto è pesata la “Machtwort”, la parola di forza di Angela Merkel, che giovedì ha rotto il silenzio di sua spontanea volontà e ha condannato l’avventura di Merz. E’ a lei che hanno risposto le 12 defezioni tra le fila della CDU.“Chi è il leader della CDU? Merz o Merkel”, ha ironizzato Tino Chrupalla, dell’AfD. Più dura, la candidata dell’ultradestra Alice Weidel: “Assistiamo all’implosione della cristianodemocrazia”, ha detto, “Friedrich Merz è scattato come una tigre ed è finito come uno zerbino".

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