GERUSALEMME - Ennesimo caso di cittadini israeliani reclutati come spie dall’Iran. E questa volta in grado di svelare informazioni su uno degli asset più strategici delle difese dello Stato ebraico: l’ormai leggendario Iron Dome che protegge i suoi cieli da razzi e colpi di mortaio.
Il tribunale di Haifa ha annunciato stamattina l’incriminazione di Yuri Eliasfov e Georgi Andreyev, entrambi ventunenni e riservisti dell’esercito, accusati di aver divulgato informazioni riservate, contatto con agenti stranieri e assistenza al nemico in tempo di guerra.
Chi sono i due accusati
I due erano stati arrestati lunedì. Yuri Eliasfov serviva nell’unità dell’Iron Dome e avrebbe passato all’Iran foto dei suoi radar, nonché offerto un video per illustrare il suo funzionamento per 10mila dollari (per cui aveva già ricevuto un anticipo di ottocento dollari). Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, il giovane si era messo in contatto con un agente iraniano, nome in codice Boaz, mentre cer…
GERUSALEMME - Ennesimo caso di cittadini israeliani reclutati come spie dall’Iran. E questa volta in grado di svelare informazioni su uno degli asset più strategici delle difese dello Stato ebraico: l’ormai leggendario Iron Dome che protegge i suoi cieli da razzi e colpi di mortaio.
Il tribunale di Haifa ha annunciato stamattina l’incriminazione di Yuri Eliasfov e Georgi Andreyev, entrambi ventunenni e riservisti dell’esercito, accusati di aver divulgato informazioni riservate, contatto con agenti stranieri e assistenza al nemico in tempo di guerra.
Chi sono i due accusati
I due erano stati arrestati lunedì. Yuri Eliasfov serviva nell’unità dell’Iron Dome e avrebbe passato all’Iran foto dei suoi radar, nonché offerto un video per illustrare il suo funzionamento per 10mila dollari (per cui aveva già ricevuto un anticipo di ottocento dollari). Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, il giovane si era messo in contatto con un agente iraniano, nome in codice Boaz, mentre cercava il modo di guadagnare soldi lo scorso settembre. Inizialmente si era limitato a realizzare graffiti pro-Iran in giro per Tel Aviv. Per i suoi servizi, al momento dell’arresto, aveva ricevuto un totale di 2.500 dollari secondo la testata israeliana Ynet. A un certo punto, Eliasfov ha convinto a partecipare anche Georgi Andreyev, suo amico di lunga data e riservista nel quartier generale dell’aviazione, che però dopo aver aiutato l’amico con i graffiti e ad appendere striscioni con la scritta “I figli di Khomeini (leader della rivoluzione islamica in Iran ndr)” si era tirato indietro (ricevendo comunque un pagamento di 50 dollari).
Trenta arresti
Nell’ultimo anno, i casi di cittadini israeliani sorpresi a spiare per Teheran si sono moltiplicati, causando l’arresto di una trentina di persone. A ottobre le autorità israeliane avevano smascherato un gruppo di sette cittadini di Haifa, tra cui un soldato disertore, che tra l’altro avevano passato anche mappe e immagini di una base militare colpita pochi giorni prima da un drone di Hezbollah con quattro morti e oltre sessanta feriti. Nelle settimane precedenti erano stati fermati una coppia e un imprenditore. Tra gli arrestati anche un padre e un figlio, e un paio di esponenti della comunità ultraortodossa.
Secondo il sovrintendente Sarit Peretz dell'Unità nazionale per le indagini sui crimini gravi e internazionali di Lahav 433 della polizia israeliana, inizialmente Eliasfov e Andreyev, hanno minimizzato le loro azioni. “In seguito, man mano che le indagini sono proseguite, hanno riconosciuto di essere stati consapevoli di aver comunicato con un agente iraniano, del danno causato dalle loro azioni e delle potenziali conseguenze", ha spiegato Peretz secondo quanto riportato da Ynet.