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Washington, disastro sul Potomac: il Black Hawk centra il volo di linea

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L’aereo dell’American Airlines da Wichita in fase di atterraggio colpisce l’ elicottero militare impegnato in un un’esercitazione. Il disastro a poca distanza dalla Casa Bianca: 67 i morti. “Non ci sono sopravvissuti”. Si cercano i corpi nel fiume della capitale
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Washington — «Siamo nelle mani di Dio». All’uscita dal gate B15 dove alle 11.08 del mattino atterra il DL2958 proveniente da Minneapolis, la passeggera Queenie Roe allarga le braccia provando a spiegarti come ha trovato il coraggio di salire sul primo aereo atterrato al Ronald Reagan: l’aeroporto della capitale rimasto fermo 14 ore dopo il terribile incidente di mercoledì sera. Sì, lo scontro avvenuto a mezz’aria alle 20.48 fra il volo commerciale in fase d’atterraggio American Eagle 5342 proveniente da Wichita, Kansas, con 60 passeggeri e 4 membri d’equipaggio a bordo. E un elicottero militare Sikorsky H-60, (un Black Hawk come quello caduto nel 1993 a Mogadiscio cui Ridley Scott dedicò un film da Oscar) appartenente al 12esimo battaglione basato a Fort Belvoir, tre persone in cabina impegnate in un’esercitazione.

Secondo le prime ricostruzioni, erano in contatto con la torre di controllo dell’aeroporto domestico della capitale, uno dei più congestionati visto che voli di linea cond…

Washington — «Siamo nelle mani di Dio». All’uscita dal gate B15 dove alle 11.08 del mattino atterra il DL2958 proveniente da Minneapolis, la passeggera Queenie Roe allarga le braccia provando a spiegarti come ha trovato il coraggio di salire sul primo aereo atterrato al Ronald Reagan: l’aeroporto della capitale rimasto fermo 14 ore dopo il terribile incidente di mercoledì sera. Sì, lo scontro avvenuto a mezz’aria alle 20.48 fra il volo commerciale in fase d’atterraggio American Eagle 5342 proveniente da Wichita, Kansas, con 60 passeggeri e 4 membri d’equipaggio a bordo. E un elicottero militare Sikorsky H-60, (un Black Hawk come quello caduto nel 1993 a Mogadiscio cui Ridley Scott dedicò un film da Oscar) appartenente al 12esimo battaglione basato a Fort Belvoir, tre persone in cabina impegnate in un’esercitazione.

Secondo le prime ricostruzioni, erano in contatto con la torre di controllo dell’aeroporto domestico della capitale, uno dei più congestionati visto che voli di linea condividono il cielo con elicotteri militari e civili. Ma col personale sottodimensionato, li seguiva un solo controllore, mansione solitamente svolta invece da due distinte persone. Secondo la prima registrazione diffusa, questi aveva indicato al Black Hawk di passare dietro l’aeroplano: «Pat 2-5 richiedo separazione visiva».

Infografica di Paula Simonetti 

Troppo tardi: 13 secondi dopo, l’impatto e l’esplosione. I due mezzi giù nelle gelide acque del Potomac, coi detriti dell’aeroplano, spezzato in tre parti, arrivati fino al Woodward Wilson Bridge, diversi chilometri più in là, portati dal forte vento che pure aveva allontanato ogni nube. Per tutta la notte si è sperato che qualcuno si fosse salvato. La macchina dei soccorritori messa in moto immediatamente, coi vigili del fuoco e le navi di salvataggio attive già dieci minuti dopo, giacché è uno degli spazi aerei più controllati al mondo, vicinissimo in linea d’aria a Pentagono e Casa Bianca. Ma l’entità della tragedia è stata chiara già in piena notte ai giornalisti accorsi nell’area di riconsegna bagagli del Terminal 1 dov’è stato approntato il punto stampa: ben distante da dove invece, nella lounge di American Airlines del Terminal 2, autorità e psicologi accoglievano i familiari dei dispersi.

All’1 di notte la sindaca di Washington Muriel Bowser ha raccontato gli sforzi in atto con voce rotta, rispondendo secca ai reporter: «Per ora pensiamo alle persone, dell’investigazione ci occuperemo poi».

Le scatole nere e la pista cambiata

Tanto più che le scatole nere sono state appena recuperate, ma la dinamica non è ancora chiara e coi militari coinvolti è tutto secretato. Si sa che i due velivoli erano su tracciati corretti: ma all’ultimo minuto è stata cambiata la pista d’atterraggio dell’aereo: non più la 1 ma la 33, più corta e vicina all’acqua.

Le condizioni impossibili dei soccorsi

Per tutta la notte 300 soccorritori hanno tentato l’impossibile, scandagliando il fiume ancora parzialmente ghiacciato, nonostante le temperature tornate sopra lo zero. Illuminando le acque profonde appena 2,5 metri ma rese torbide dalla benzina fuoriuscita dai relitti, coi soli fari bianchi dei rompighiaccio e le luci rosse e blu dei mezzi di soccorso. Condizioni impossibili, spiegano in tv esperti di Weather Channel: se pure qualcuno fosse sopravvissuto alla collisione a ucciderlo ci hanno pensato le acque gelate. Trenta i cadaveri recuperati: 27 di passeggeri e 3 militari.

“Da operazione di salvataggio a una di recupero”

«Nessun superstite» conferma in mattinata il Presidente Donald Trump, affiancato dal neosegretario ai trasporti Sean Duffy, in servizio da soli due giorni. «Siamo passati ufficialmente da un’operazione di salvataggio a una di recupero» ammette poco dopo John Donnelly, capo dell’Emergency medical services. Raccontando a telecamere spente che la scena vista dai sommozzatori sott’acqua è «terribile» e «ci vorrà tempo per identificare i resti», nel frattempo raccolti nella morgue improvvisata in una tenda rossa bordo fiume. Impossibile dunque capire il numero esatto dei corpi recuperati.

Le vittime

Si sa però che fra i viaggiatori c’erano diversi adolescenti: almeno 14 talentuosi pattinatori che avevano partecipato a un campo di allenamento a margine dei Campionati Nazionali di Pattinaggio Artistico tenutosi proprio a Whicita. Accompagnati da familiari e dai loro allenatori. Ci sarebbero stranieri: ma non italiani, conferma la Farnesina. Di sicuro è la peggior sciagura aerea su territorio americano negli ultimi 20 anni: il 12 novembre 2001, infatti, un volo sempre operato da American Airlines, precipitò nei pressi del Queens a New York. Morirono 260 persone. Le operazioni di recupero sono state sospese al tramonto per riprendere all’alba di oggi. L’investigazione è in corso.

Il giorno prima incidente sfiorato

Solo 24 ore prima della collisione, un altro jet che stava tentando di atterrare nello stesso aeroporto ha dovuto effettuare un secondo avvicinamento dopo che un elicottero è apparso vicino alla sua rotta di volo, secondo una registrazione audio del controllo del traffico aereo. L'aereo - il volo Republic Airways 4514 - alla fine è atterrato in sicurezza, come mostrano le mappe di tracciamento del volo.

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