Esteri

Medio Oriente, le notizie dell’1 febbraio. Hamas libera gli ostaggi israeliani Kalderon, Siegel e Bibas

Israele ha rilasciato i 183 prigionieri palestinesi previsti dallo scambio. Sono stati trasportati dal carcere di Ofer in Cistgiordania, a Ramallah, a bordo di un bus
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Oggi altro scambio di prigionieri tra Hamas e Israele. Tornano a Tel Aviv tre uomini: Yarden Bibas che è stato liberato insieme ad altri due ostaggi israeliani, Ofer Kalderon e Keith Samuel Siegel. Hamas ha fatto salire gli ostaggi sul palco al porto di Gaza City, ma questa volta ha evitato il bagno di folla che nell’ultimo rilascio aveva rischiato di far saltare la tregua. In base agli accordi, Israele ha scarcerato 183 prigionieri palestinesi. L’Idf riapre il valico di Rafah e i miliziani di Hamas feriti e alcuni bambini palestinesi lasciano Gaza per essere curati in Egitto.

Lunedì incontro Netanyahu-Witkoff sulla seconda fase dell’accordo

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e l'inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, hanno concordato, in un colloquio avvenuto questa sera, di incontrarsi a Washington lunedì per avviare i colloqui sulla seconda fase dell'accordo di rilascio degli ostaggi con Hamas. Lunedì sarà il 16esimo giorno della prima fase del cessate il fuoco e dell'accordo sugli ostaggi e la data in cui dovrebbero iniziare le discussioni sulla seconda fase.
Secondo quanto affermato dall'ufficio di Netanyahu, Witkoff parlerà questa settimana anche con il primo ministro del Qatar e con alti funzionari egiziani, dopodichè lui e Netanyahu discuteranno su quando saranno inviate le delegazioni per avviare ulteriori colloqui sul passaggio alla seconda fase dell'accordo

Media: “Bibas e Calderon, picchiati e tenuti in gabbia”

Secondo il notiziario della tv pubblica Kan, i tre ostaggi rilasciati oggi hanno dichiarato di essere stati trattenuti in condizioni difficili, spostati frequentemente e che il cibo era scarso. Ofer Calderon e Yarden Bibas hanno raccontato di essere stati tenuti insieme nei primi giorni dopo il rapimento: i terroristi li picchiavano, li mettevano in gabbia e li maltrattavano fisicamente e mentalmente. Venivano spesso spostati e tenuti sottoterra e in edifici, anche con altri ostaggi. Hamas ha trattato Calderon come un soldato di riserva e per questo oggi è stato rilasciato in tenuta verde militare. Bibas ha detto di essere stato spostato da un posto all'altro a Khan Younis, in case e tunnel. È stato sottoposto a gravi abusi psicologici, con i suoi rapitori che parlavano incessantemente di sua moglie, Shiri, e dei suoi figli piccoli Ariel e Kfir. Ha mantenuto la speranza durante la prigionia, ha imparato l'arabo. Sia lui che Calderon hanno visto i reportage sulle campagne per gli ostaggi e questo ha dato loro forza e speranza, hanno detto. Keith Siegal è stato tenuto a Gaza City insieme ad altri ostaggi, nei tunnel per un pò di tempo, ma per lo più è stato spostato tra diverse case. I suoi rapitori lo chiudevano a chiave in una stanza in modo che non venisse individuato. Il cibo era estremamente scarso. Siegel è vegetariano ma i suoi rapitori a volte gli portavano carne che mangiava per sopravvivere, secondo il rapporto. Per molti mesi non seppe se suo figlio Shai fosse sopravvissuto all'attacco di Hamas al kibbutz Kfar Aza. Ma poi sentì la voce di Shai alla radio

Idf: “Raid con drone contro un’auto con a bordo sospetti terroristi in Cisgiordania”

L'Idf ha reso noto di aver effettuato un attacco con un drone nella città cisgiordana di Qabatiya, vicino a Jenin. Lo riporta il Times of Israel. L'attacco ha preso di mira un'auto con a bordo diversi agenti terroristici, ha dichiarato l'esercito, aggiungendo che ulteriori dettagli saranno forniti in seguito. Il raid fa parte di un'importante operazione antiterrorismo nel nord della Cisgiordania


Idf, Halevi si congratula con Zamir per la nomina

L'Idf ha diffuso su Telegram la dichiarazione del Capo di Stato Maggiore dell'Idf, Herzi Halevi che lascerà l'incarico il 6 marzo. "Mi congratulo con il Maggiore Generale Eyal Zamir per la sua nomina a Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane. Conosco Eyal da molti anni e sono certo che saprà guidare l'Idf nelle sfide che lo attendono. Gli auguro un grande successo. Nelle prossime settimane, completeremo un trasferimento professionale e di alta qualità del comando dell'Idf”

Netanyahu sceglie il nuovo capo dell'Idf: è Ayal Zamir

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro israeliano della Difesa Israel Katz hanno concordato questa sera la nomina del Generale in pensione Ayal Zamir come prossimo capo di stato maggiore dell'Idf. Lo riferisce l'ufficio del premier. Zamir succede a Herzi Halevi che lascerà l'esercito israeliano il 6 marzo

Netanyahu e Trump discuteranno di Gaza, ostaggi e “asse iraniano”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu discuterà di Gaza, degli ostaggi e di "affrontare tutti gli elementi dell'asse iraniano" nell'incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di martedì. Lo ha reso noto l'ufficio di Netanyahu, riportato dal Times of Israel. Netanyahu sarà il primo leader straniero ospitato da Trump alla Casa Bianca nella sua seconda amministrazione.

Netanyahu domani negli Usa dal presidente Trump

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu volerà domani mattina negli Usa per un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo rende noto l'ufficio del primo ministro, sottolineando che "il premier è il primo leader straniero che il presidente americano Trump incontrerà dopo il suo giuramento. Durante questo incontro storico, i due leader discuteranno di Gaza, degli ostaggi, della lotta contro tutti gli aspetti dell'asse iraniano e di altri temi centrali"

Media palestinesi: un adolescente ucciso e due feriti nel raid di Israele a Jenin

Un ragazzo di 14 anni è rimasto ucciso e altri due palestinesi sono rimasti feriti a causa di un attacco di droni israeliani nel quartiere orientale della città di Jenin. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. La Mezzaluna Rossa palestinese ha riferito che le sue squadre hanno trasportato in ospedale il ragazzo deceduto, insieme alle due vittime ferite. Secondo Wafa, un drone ha preso di mira un gruppo di civili nel quartiere orientale di Jenin, causando l'uccisione del ragazzo, la cui identità non è ancora stata confermata.

Casa Bianca: “Celebriamo la liberazione di Siegel e degli altri ostaggi”

"Oggi gli americani celebrano il ritorno del cittadino americano-israeliano Keith Siegel e di due israeliani tenuti prigionieri dai terroristi di Hamas dal 7 ottobre 2023". Lo ha affermato in una nota la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. "Il presidente Trump e la sua amministrazione hanno lavorato diligentemente per garantire il loro rilascio e si sono impegnati a liberare tutti gli ostaggi rimasti", aggiunge.

Idf: raid anti-terrorismo a Jenin, in Cisgiordania

L’Idf ha reso noto di aver condotto un attacco con droni contro un gruppo di terroristi palestinesi armati nella zona di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, dove è in corso un'importante operazione antiterrorismo.

Anticipato il volo di domani di Netanyahu per Washington

Il volo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per Washington DC è stato anticipato a domani alle del mattino, ora israeliana. Lo ha reso noto il suo ufficio. Il volo era originariamente previsto per le 10 del mattino. Martedì Netanyahu incontrerà a Washington il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Macron: “Gioia per la liberazione dell’ostaggio franco-israeliano Kalderon”

"Ofer Kalderon è libero! Condividiamo il sollievo e la gioia immensi dei suoi cari dopo 483 giorni di un inferno inimmaginabile". Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron dopo il rilascio dell'ostaggio franco-israeliano, aggiungendo un pensiero per l'altro connazionale, Ohad Yahalomi, "ancora nelle mani di Hamas, e per la sua famiglia". "La Francia sta facendo di tutto perché venga liberato al più presto", assicura il capo dell'Eliseo

Il ministro degli Esteri thailandesi in Israele per incontrare gli ostaggi liberati

Il ministro degli Esteri thailandese, Maris Sangiampongsa, insieme all'ambasciatrice in Israele Pannabha Chandraramya, hanno fatto visita ai cinque concittadini rilasciati da Hamas giovedì dopo 15 mesi di prigionia. I cinque, Pongsak Thenna, Sathian Suwannakham, Watchara Sriaoun, Bannawat Seathao e Surasak Lamnau, sono in cura presso lo Shamir Medical Center. Durante l'incontro, gli ostaggi liberati hanno parlato anche in videoconferenza con il primo ministro thailandese Paetongtarn Shinawatra. Il capo di governo ha espresso i suoi "migliori auguri" e "ha incaricato i nostri team presso l'ambasciata a Tel Aviv e il ministero degli Esteri di continuare a coordinarsi strettamente con i funzionari competenti per garantire che tutti e cinque si sottopongano ai controlli sanitari pertinenti e possano tornare a casa tempestivamente e in sicurezza dalle loro famiglie in Thailandia", ha riferito il capo della diplomazia di Bangkok in un post su X.

Al Sisi a Trump: “Il mondo conta su di te per la pace”

Ricevendo una telefonata del presidente americano Donald Trump, il capo di Stato egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha sottolineato “l'importanza di raggiungere una pace duratura nella regione" mediorientale "e ha dichiarato che la comunità internazionale conta sulla capacità di Trump di arrivare a un accordo storico che ponga fine a decenni di conflitto". Lo scrive su Facebook la presidenza egiziana. Sisi ha evidenziato "l'impegno del presidente statunitense per la pace, già dichiarato nel suo discorso di insediamento", viene aggiunto. L'Egitto si oppone all'ipotesi di Trump di traferire i palestinesi di Gaza nei Paesi vicini.

La Società dei prigionieri palestinesi: “Segni di torture sui detenuti rilasciati da Israele”

Molti palestinesi rilasciati dalle prigioni israeliane nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza mostrano segni di gravi percosse subite prima del loro rilascio. Lo ha dichiarato la Società dei prigionieri palestinesi, aggiungendo che "ogni volta che i prigionieri vengono rilasciati, troviamo nei loro corpi il riflesso del livello dei crimini commessi contro di loro, tra cui torture che non hanno precedenti dopo il 7 ottobre. Crimini di fame, crimini medici sistematici e infezione di scabbia in alcuni - elenca il gruppo per i diritti dei prigionieri - oltre alle gravi percosse a cui i prigionieri sono stati sottoposti prima del rilascio, che sono continuate per giorni secondo molte delle loro testimonianze e che in alcuni casi hanno portato a fratture alle costole". "La Società dei prigionieri - dice ancora l'organizzazione - conferma ancora una volta che 'l'occupante' pratica il terrorismo organizzato contro i prigionieri rilasciati e le loro famiglie, attraverso diversi metodi che sono stati monitorati, il più importante dei quali sono le gravi percosse a cui sono stati sottoposti i prigionieri rilasciati e le minacce che sono arrivate fino all'omicidio se veniva organizzata una festa di accoglienza o se la famiglia mostrava qualsiasi segno di accoglienza". Secondo i loro racconti, i detenuti palestinesi sono stati rilasciati ammanettati, con le mani sopra la testa e una fascia su cui era scritto: "Il popolo dell'eternità non dimentica". Hamas ha affermato che gli "abusi e le torture" subiti dai prigionieri palestinesi "confermano la brutalità a cui sono sottoposti" nelle prigioni israeliane.

Scholz: “Sollievo per Yarden Bibas, temiamo per moglie e bimbi”

"Ogni ostaggio liberato da Hamas è un sollievo. Yarden Bibas è di nuovo libero. Il conforto è offuscato dall'incertezza sul destino di sua moglie, la cittadina tedesco-israeliana Shiri Silbermann-Bibas, e dei loro figli Ariel e Kfir. Temiamo per loro". Lo scrive su X il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Unicef: “La popolazione di Gaza in cammino verso una casa che non esiste più”

È una popolazione devastata dalla guerra quella che, dopo il cessate il fuoco temporaneo nella Striscia di Gaza in una sorta di mesto pellegrinaggio, si è incamminata per raggiungere Gaza City. Già oltre 500mila persone sono tornate nel luogo in cui speravano di tornare da più di 15 mesi. Ma ciò che trovano è solo una montagna di detriti. "Speravano di tornare in una casa che non esiste più, o di riunirsi a una persona cara che è stata uccisa" dalla speranza e gioia per la fine dei combattimenti sprofondano nella disperazione. A raccontare una realtà che vede quotidianamente da vicino è Tess Ingram, responsabile delle comunicazioni per l'Unicef in Medio Oriente e Nord Africa, che si trova nella città enclave settentrionale. Dopo un viaggio lungo, faticoso e periglioso, aggiunge, queste persone si armano di pale e cercano di rimuovere le macerie. Altre "costruiscono rifugi di fortuna o tende laddove c'era la loro casa". Le condizioni di vita degli abitanti di Gaza restano, dunque, molto difficili con un disperato bisogno di cibo, vestiti invernali e un luogo dove poter stare. L' Unicef sottolinea inoltre che "centinaia di bambini sarebbero stati separati dalle loro famiglie durante il viaggio verso nord". Per far fronte alla situazione il personale dell'agenzia Onu ha fornito ai bambini di età inferiore ai quattro anni braccialetti identificativi sui quali sono riportati nome, cognome e numero di telefono.
"Quindi, se nel peggiore dei casi si perdessero nel flusso di persone, ci sarebbe la speranza di ricongiungerli presto con i loro cari", ha affermato Ingram.

Spagna: tutti gli ostaggi israeliani devono tornare a casa

Il ministro spagnolo degli Esteri, dell'Unione Europea e di Cooperazione, José Manuel Albares, ha celebrato la liberazione di altri 3 ostaggi israeliani sequestrati da Hamas e ha rilevato che "tutti loro devono essere liberati e tornare a casa" in un messaggio postato sul social X. "La Spagna appoggia la cessazione dei combattimenti a Gaza" e partecipa "con 10 militari della guardia civile alla missione dell'Ue al valico di Rafah appoggiando l'Autorità Palestinese, e con aiuti umanitari", ha segnalato il ministro, per garantire la sicurezza del transito alla frontiera fra Egitto e Palestina.

La famiglia Bibas: “Yarden è tornato, ma la casa è incompleta”

"Yarden è tornato a casa, ma la sua casa è incompleta. Yarden è un padre che ha lasciato il rifugio per proteggere la sua famiglia, è sopravvissuto eroicamente alla prigionia ed è tornato a una realtà insopportabile". E' la dichiarazione diffusa dalla famiglia Bibas dopo il rilascio di Yarden, rimasto 484 giorni nelle mani di Hamas a Gaza. In ostaggio restano la moglie Shiri e i due figli, Kfir e Ariel, che all'epoca del rapimento avevano solo 9 mesi e 4 anni. Di loro non si hanno notizie certe: Hamas nel novembre 2023 ne ha annunciato l'uccisione in un bombardamento israeliano ma lo Stato ebraico non ha confermato la loro morte e insiste tramite i mediatori per avere informazioni precise.

La cugina di Kalderon: “Ora manifestiamo per gli altri ostaggi”

Yifat Kalderon, cugina di Ofer, liberato oggi da Hamas dopo quasi 16 mesi di prigionia, ha esortato l'opinione pubblica israeliana a "uscire dall'euforia, uscire dalle proprie case e unirsi a noi questa sera fuori dal quartier generale della difesa alle 20 per continuare la lotta" per il rilascio di tutti gli ostaggi. "Tutti coloro che sono tornati dalla prigionia hanno detto quanto (le proteste) abbiamo dato loro forza", ha sottolineato, celebrando il ritorno a casa del cugino.

Hamas: i prigionieri palestinesi liberati ora ricoverati in ospedale per le torture degli israeliani

I detenuti palestinesi rilasciati oggi si trovano in strutture mediche a Gaza "per ricevere cure a causa degli abusi e delle torture a cui sono stati sottoposti" nelle prigioni israeliane. Lo ha denunciato Hamas, in una nota ripresa da al-Jazeera, sottolineando che questo "conferma la bruttezza di ciò a cui sono sottoposti i prigionieri nelle carceri" dello Stato ebraico. "Queste orribili e continue violazioni contro i nostri eroici prigionieri costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha aggiunto il gruppo militante palestinese che ha esortato la comunità internazionale, l'Onu e le organizzazioni per i diritti umani a fermare Israele e a portare i responsabili di fronte alla giustizia.

Media: due ostaggi israeliani ostaggi della Jihad islamica

La Jihad islamica palestinese tiene prigionieri due degli ostaggi israeliani. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan. In totale fino a oggi sono stati rilasciati 13 rapiti israeliani come parte dell'accordo attuale, che prevede in tutto la liberazione di 33 cosiddetti 'ostaggi umanitari' durante la prima fase di 42 giorni, e la cessazione dei combattimenti nella Striscia. Anche cinque ostaggi thailandesi sono stati liberati al di fuori del quadro dell'accordo.

I Paesi arabi respingono lo sfollamento forzato dei palestinesi

I ministri degli Esteri d'Egitto Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar hanno respinto qualsiasi sfollamento forzato dei palestinesi, dopo un incontro al Cairo. In una dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri hanno inoltre respinto qualsiasi "violazione dei diritti inalienabili" dei palestinesi alla loro terra. "Non vediamo l'ora di lavorare con l'amministrazione Trump per raggiungere una giusta pace in Medio Oriente basata su una soluzione a due Stati", hanno aggiunto i ministri.

Israele fa indossare ai prigionieri palestinesi rilasciati il braccialetto con la scritta “Il popolo eterno non dimentica”

“Il popolo eterno non dimentica", "ho inseguito i miei nemici e li ho catturati". È con queste scritte in arabo e in ebraico su dei braccialetti bianchi con la bandiera con la Stella di David che sono stati rilasciati dal carcere di Ketziot i prigionieri palestinesi. Lo riferisce la stampa israeliana. "I combattenti che erano in prigione sono tra i peggiori nemici di Israele e fino all'ultimo istante sul suolo israeliano saranno trattati con regole simili a quelle della prigione. Non scenderemo a compromessi sulla sicurezza del nostro popolo", ha spiegato un portavoce del Servizio penitenziario israeliano a 'Haaretz'. Dopo il rilascio di Yarden Bibas, Ofer Calderon e Keith Siegel, nell'ambito della prima fase dell'accordo con Hamas, Israele ha rilasciato 183 detenuti palestinesi dalla prigione di Ketziot nel Negev e dal penitenziario di Ofer in Cisgiordania.

Riapre il valico di Rafah, Crosetto: “L’Italia c’è”

"Riapre il valico di Rafah. E l'Italia c'è. Lì, in luoghi difficili e complicati, in mezzo a una tregua di armi fragile ma preziosa, con i nostri Carabinieri. Un ulteriore passo nel percorso di stabilizzazione e pace del Medio Oriente, frutto degli sforzi e del lavoro dell'intera comunita' internazionale (Onu/Nato/Ue)". Cosi' il ministro della Difesa Guido Crosetto su 'X'. "La missione Eubam (European union border assistance mission) supporta la gestione del valico di Rafah - ricorda il ministro - e il team internazionale della European Gendarmerie Force garantisce la cornice di sicurezza e fornisce assistenza per i controlli frontalieri. Tra loro, appunto, ci sono anche i Carabinieri. L'obiettivo e' garantire il transito di feriti e malati, fornire loro aiuto e protezione. Un'ulteriore conferma dell'impegno del Paese e della Difesa in questa delicata area".

Yarden Bibas dopo 484 giorni: l’abbraccio della sorella e del padre (Video)

Israele, Bibas libero dopo 484 giorni: la sorella e il padre non riescono a sciogliere l'abbraccio

Netanyahu agli ostaggi liberati: “Vi abbracciamo”

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha commentato il ritorno dei tre ostaggi rilasciati oggi da Hamas in un messaggio: "Benvenuti a casa, Yarden Bibas, Ofer Calderon e Keith Siegel. Mia moglie e io, insieme a tutti i cittadini di Israele e a molti in tutto il mondo, vi abbracciamo".

Yarden Bibas:”Ringrazio Israele per il sostegno”

“Ringrazio il popolo israeliano per il sostegno e l'aiuto. La mia famiglia mi ha detto che avete lottato per me: vi ringrazio", lo ha scritto Yarden Bibas su un cartello che ha mostrato da dentro l'elicottero con cui è stato portato all'ospedale Sheba.

Arrivati a Khan Younis i bus con i prigionieri palestinesi liberati da Israele

Sono arrivati a Khan Younis, nel sud della Striscia, tre bus con a bordo detenuti palestinesi scarcerati da Israele nell'ambito dell'accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi. Sono 183 i prigionieri palestinesi liberati oggi dalle prigioni israeliane, di cui una parte e' stata portata in Cisgiordania e un'altra a Gaza.

Il coordinatore israeliano per la liberazione degli ostaggi: “Preoccupati per i fratellini Bibas”

Il coordinatore dell'ufficio del primo ministro per gli ostaggi Gal Hirsch, ha espresso profonda preoccupazione per la vita di Shiri Bibas e dei suoi figli, Kfir e Ariel, dopo la liberazione di Yarden dalla prigionia questa mattina. "Li stiamo cercando da molto tempo, seguendo le loro tracce e indagando su cosa sia successo loro. Anche in questi giorni e in queste ore, stiamo di nuovo chiedendo informazioni ai mediatori sulle loro condizioni", ha detto allo Sheba Medical Center di Tel Hashomer, nel centro di Israele, come riporta Haaretz.

Herzog: “Bene il ritorno dei 3 ostaggi, ma preoccupati per la sorte della moglie e dei figli di Bibas”

"Yarden Bibas, Ofer Calderon e Keith Siegel sono finalmente a casa, quanto ci siamo preoccupati, quanto abbiamo atteso il loro ritorno". Così presidente israeliano Isaac Herzog saluta il rilascio del nuovo gruppo di ostaggi in un post su X in cui esprime anche la profonda preoccupazione per la sorte della moglie e dei due figli piccoli di Bibas. "Tutti siamo profondamente preoccupati per la sorte dei nostri amati Shiri, Ariel e Kfir Bibas, tutta la nazione li ha nel cuore - ha scritto - il popolo israeliano sta al fianco di Yarden e alla sua intera famiglia, con grande apprensione e sentite preghiere". Herzog ricorda poi che i figli di Calderon, Erez e Shar erano stati rilasciati nel primo scambio, come anche la moglie di Siegel, Aviva. "Tutti ora hanno diritto un periodo per riprendersi e ricostruire le proprie vite, ognuno degli ostaggi merita di tornare a casa subito - conclude - non ci fermeremo, né rimarremo in silenzio fino a quando tutte le nostre sorelle e fratelli saranno tornati dall'inferno della prigionia a Gaza".

Israele: rilasciati 183 detenuti palestinesi

Secondo fonti israeliane, dopo il rilascio di Yarden Bibas, Ofer Calderon e Keith Siegel, nell'ambito della quarta fase dell'accordo con Hamas, Israele ha rilasciato 183 detenuti palestinesi: in 143 sono stati trasferiti a Gaza dalla prigione di Ketziot nel Negev, mentre diverse decine sono state rilasciate dal penitenziario di Ofer in Cisgiordania. Lo riferisce Ynet.

(afp)

Riappare in pubblico comandante Hamas ritenuto ucciso

È riapparso in pubblico Haitham Khuwajari, comandante della Brigata al-Shati di Hamas: l'uomo è stato visto partecipare al porto di Gaza alla cerimonia di rilascio dell'ostaggio israelo-americano Keith Siegel. Nel dicembre 2023, le forze armate israeliane avevano annunciato che era stato ucciso in un attacco aereo. Dopo che Al-Jazeera ha diffuso la notizia, l'Idf ha confermato in una nota che Khuwajari è vivo. "Dopo l'attacco, lo Shin Bet e l'Idf avevano determinato con alta probabilita' che era stato eliminato" ma "ulteriori esami dimostrano che il terrorista non è stato eliminato nell'attacco".

Hamas consegna Siegel alla Croce rossa: l’ostaggio israeliano sembra il più provato (Video)

Hamas consegna Siegel alla Croce Rossa al porto di Gaza: l'ostaggio israeliano sembra il più provato

Arrivati a Ramallah gli autobus con i prigionieri palestinesi liberati da Israele

I primi autobus con i prigionieri palestinesi liberati da Israele sono arrivati a Ramallah, in Cisgiordania.

Media: 50 bambini palestinesi malati lasciano Gaza per essere curati

Cinquanta bambini palestinesi malati e feriti lasceranno Gaza oggi per ricevere cure. Lo ha detto Cnn. Un funzionario del ministero della Salute di Gaza. Il dottor Munir Al-Barash, direttore generale del ministero, ha detto che i 50 bambini sono stati autorizzati a lasciare l'ospedale Nasser di Khan Yunis e l'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Alcuni soffrivano di cancro o malattie del sangue, ha detto. "Abbiamo inviato 400 nomi di bambini malati all'Organizzazione Mondiale della Sanita'", ha aggiunto. L'evacuazione dei palestinesi feriti e malati per cure mediche urgenti era una parte dell'accordo generale sulla presa degli ostaggi e sul cessate il fuoco raggiunto il mese scorso.

Yarden Bibas sorride riabbracciando il padre e la sorella

Nel video rilasciato dalle autorità israeliane, Yarden Bibas abbraccia il padre e la sorella e sorride, dopo essere apparso apatico e spento durante la liberazione e la consegna all'Idf. Nessuna notizia ufficiale è stata fornita sulla sorte dei suoi due figli di 2 e 4 anni e sulla moglie. Secondo Hamas sono rimasti uccisi in un bombardamento israeliano nel novembre 2023, ma l'Idf non ha trovato riscontro. Tre giorni fa il governo ha chiesto a Hamas di dare informazioni precise sul destino della famiglia Bibas, i familiari sono stati informati che 'c'è grande preoccupazione'.

Anche l’ex ostaggio Siegel è arrivato in Israele

Dopo 484 giorni di prigionia, anche il terzo ostaggio israeliano liberato oggi da Hamas, Keith Siegel, è arrivato in Israele dopo il suo trasferimento da parte della Croce Rossa all'esercito israeliano. I rilasci di oggi non ha visto nessuna delle scene caotiche che hanno messo in ombra le liberazioni avvenute giovedì, quando le guardie di Hamas hanno lottato per proteggere gli ostaggi dalla folla a Gaza. Si è trattato comunque ancora una volta di un'occasione per una dimostrazione di forza da parte dei combattenti in uniforme di Hamas che hanno sfilato nell'area in cui sono avvenute le consegne in segno del loro ristabilito dominio a Gaza nonostante le pesanti perdite subite nella guerra.

(reuters)

L’ostaggio liberato Kalderon è arrivato allo Sheba Hospital

L'ostaggio liberato Ofer Kalderon è arrivato allo Sheba Medical Center, nel centro di Israele, nel distretto di Tel Aviv, dove incontrerà i familiari e sarà visitato dai medici.”I team medici e i professionisti dell'ospedale sono pienamente preparati ad accoglierlo e a fornirgli un'assistenza medica completa, incluso il supporto psicologico e la risposta a qualsiasi ulteriore necessità'", afferma il ministero della Salute in una nota.

Hamas libera Ofer Kalderon: l’ostaggio israeliano saluta dal palco tra i miliziani (Video)

Hamas consegna Ofer Kalderon: l'ostaggio israeliano saluta dal palco tra i miliziani

Il Forum delle famiglie degli ostaggi: “La loro liberazione è un raggio di luce”

Un gruppo di attivisti israeliani ha affermato che il rilascio di tre ostaggi da parte di Hamas questa mattina "porta un raggio di luce" dopo oltre 15 mesi di prigionia nella Striscia di Gaza. "Il loro rilascio oggi porta un raggio di luce nell'oscurità, offrendo speranza e dimostrando il trionfo dello spirito umano", ha affermato il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani in una dichiarazione dopo la liberazione dei prigionieri Yarden Bibas, Keith Siegel e Ofer Kalderon.

La Croce rossa consegna all’Idf l’ostaggio liberato Keith Siegel

Anche Keith Siegel, il terzo ostaggio liberato oggi dalla Striscia di Gaza, è stato consegnato ai militari israeliani dalla Croce rossa che lo ha preso in consegna al porto di Gaza. La consegna ai militari dell'Idf è avvenuta all'interno della Striscia di Gaza, da dove Siegel sarà portato oltre il confine per un primo controllo medico. Poco prima erano stati liberati a Khan Yunis Ofer Calderon e Yarden Bibas.

La felicità della moglie dell’ostaggio Keith Siegel per la sua liberazione (Video)

Gaza, la felicità della moglie dell'ostaggio Keith Siegel: "Papà sta arrivando, papà è sulla lista!"

Miliziani di Hamas al valico di Rafah per essere curati in Egitto

Miliziani di Hamas, feriti in combattimento a Gaza, stanno attraversando il valico di Rafah per ricevere cure in Egitto, come riferiscono i media israeliani.
Centinaia di palestinesi feriti hanno iniziato a lasciare la Striscia per recarsi in Egitto e poi in altri Paesi per ricevere cure mediche.

L’ostaggio Keith Siegel è stato consegnato alla croce rossa

L'Idf riferisce che l'ostaggio israelo-americano Keith Siegel è stato consegnato dalla Croce Rossa all'esercito sul territorio della Striscia.

(reuters)

Il terzo ostaggio, Keith Siegel, appare sul palco di Gaza City

Keith Siegel, il terzo e ultimo ostaggio israeliano, la cui liberazione è prevista nello scambio di oggi, è apparso sul palco allestito al porto di Gaza City da Hamas tra miliziani armati, bandiere verdi, con lo sfondo del mare e di una scritta che recita: "Il sionismo nazista non vincerà".
L'uomo a breve dovrebbe essere consegnato alla Croce Rossa che lo trasferirà poi all'esercito israeliano. Siegel, anche cittadino americano, e sua moglie Adrienne, conosciuta anche come Aviva, sono stati prelevati dalla loro casa nel kibbutz Kfar Aza il 7 ottobre 2023. Adrienne è stata rilasciata durante il primo cessate il fuoco nel novembre 2023.

(reuters)

Ofer e Yardem arrivano nella struttura dell’Idf a Reem

Gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas Yarden Bibas e Ofer Calderon sono arrivati nella struttura dell'Idf a Reem, vicino al confine, dove ad attenderli ci sono i familiari. I due verranno sottoposti a un primo controllo fisico e psicologico presso la sede dell'esercito, dopo 484 giorni di prigionia a Gaza.

Netanyahu: “Riporteremo tutti gli ostaggi a casa”

In una nota diffusa dal suo ufficio, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, accoglie con favore il rilascio degli ostaggi Ofer Kalderon e Yarden Bibas e promette di riportare a casa tutti i prigionieri detenuti a Gaza. "Il governo israeliano abbraccia i due ostaggi di ritorno. Le loro famiglie sono state informate dalle autorità competenti che sono nelle mani delle nostre forze", si legge nella dichiarazione. "Il governo israeliano si impegna a restituire tutti gli ostaggi e gli scomparsi", conclude la nota.

I due ostaggi liberati sono arrivati in territorio israeliano

I due ostaggi liberati da Hamas, Ofer Kalderon e Yarden Bibas, sono arrivati in territorio israeliano.

Liberazione ostaggi stavolta senza calca e grida

Per il rilascio dei due ostaggi Ofer Calderon e Yarden Bibas, Hamas ha organizzato una 'scena' controllata, a differenza di giovedì quando durante la liberazione di Gadi Moses, Arbel Yehud e dei cinque cittadini thailandesi una folla di civili ha pressato i rapiti da vicino creando una situazione caotica.

Rilasciato anche il papà dei fratellini Bibas

Ofer Kalderon è stato consegnato alla Croce rossa da Hamas a Khan Yunis. Anche Yarden Bibas è stato rilasciato. La Croce rossa ha confermato alle forze militari israeliane di aver preso in consegna entrambi gli ostaggi.

Rilasciato Ofer Kalderon

L'ostaggio Ofer Kalderon viene consegnato da Hamas alla Croce Rossa dopo 484 giorni di prigionia. Kalderon ha sfilato su un palco a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Saluta la folla prima di andarsene a bordo di un veicolo della Croce Rossa

A breve il rilascio degli ostaggi

Un funzionario della sicurezza in Israele ha dichiarato che il rilascio dei tre ostaggi dovrebbe iniziare in questi minuti, alle 8:30 del mattino (le 7:30 in Italia). I tre che Hamas dovrebbe rilasciare sono Ofer Calderon, 54 anni, Keith Siegel, 65 anni, e Yarden Bibas, 35 anni. Si prevede che verranno rilasciati da due diverse località della Striscia di Gaza. Contemporaneamente, il Servizio
carcerario israeliano si sta preparando a rilasciare 183 prigionieri di sicurezza palestinesi, come previsto nello scambio. I tre ostaggi israeliani, dopo essere entrati in territorio israeliano e aver incontrato i loro familiari nella base dell'Idf, riceveranno cure mediche. Bibas e Kalderon saranno portato al Centro medico di Sheba, mentre Keith sarà curato al Centro medico di Sourasky.

I mezzi della Croce Rossa arrivati a Khan Younis

I mezzi della Croce Rossa sono arrivati a Khan Younis per la prevista consegna degli ostaggi

Oggi quarto scambio di ostaggi tra Hamas e Israele

Oggi il quarto scambio nell'ambito dell'accordo per la tregua a Gaza: Hamas deve liberare 3 ostaggi, mentre lo Stato ebraico rilasciare 183 prigionieri palestinesi. L’articolo

Trump: “Egitto e Giordania accoglieranno persone da Gaza”

Donald Trump rilancio il piano per Gaza: far uscire i palestinesi e ricostruire. Il presidente Usa si è detto fiducioso che Egitto e Giordania accoglieranno gli sfollati. "Sono convinto che accoglieranno persone dalla Striscia", ha dichiarato.

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