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Missili russi nel cuore di Odessa: va in pezzi il glamour nostalgico dello storico hotel Bristol

Missili russi nel cuore di Odessa: va in pezzi il glamour nostalgico dello storico hotel Bristol

Danneggiata la struttura dell’Ottocento diventata il salotto buono delle delegazioni internazionali anche durante la guerra. Per i siti filorussi al momento del raid erano presenti i servizi segreti militari, forse anche Kyrylo Budanov. Almeno sette i feriti

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KIEV – Ieri sera uno o forse due missili balistici, la dinamica è difficile da ricostruire perché in guerra tutto è coperto da segreto, hanno sventrato l'hotel Bristol di Odessa, marmi bianchi e broccati, colonne austere e statue neoclassiche. Era l'hotel dei diplomatici e dei giornalisti, delle delegazioni internazionali e della cooperazione. Ci dormivano i tecnici e gli inviati delle Nazioni unite e dell’Unione europea, delle Ong e dell’assistenza. È qui che la delegazione italiana alloggia quando va a Odessa, l'ambasciatore con signora e tutto lo staff: cento metri più avanti, sulla stessa strada del Bristol, un anno e mezzo fa è stato inaugurato il consolato onorario italiano.

È una ferita al cuore della perla del Mar Nero, tra le meraviglie protette (come può) dall'Unesco, nella più italiana delle città d'oriente. Un edificio gioiello disegnato nell'Ottocento dall'architetto Alexander Bernardazzi, che era nato russo perché lo zar Alessandro I aveva chiamato papà Giuseppe a forgiare San Pietroburgo con l'arte, il gusto ed il tocco italiano: Giuseppe veniva da Pambio, nel Canton Ticino, e si era laureato architetto a Milano.

Al Bristol c'era tutto il glamour della vecchia affascinante Odessa, avanti senza mai fermarsi neppure sotto la guerra. Un giro di jazz al pianoforte bianco nell'atrio, un banchetto in abito lungo tra le vetrate e il tovagliato del ristorante interno. Un giorno ci sono migliaia di fiori intrecciati sulle balaustre dello scalone monumentale di marmo, ecco la sposa radiosa davanti all'obiettivo del fotografo; il giorno dopo c’è il circolo delle filantrope nel salottino, l'aperitivo di chissà quale business, il convegno nella sala sotterranea.

Salta la luce e si tira avanti con i generatori, la notte fa un po' freddo perché il riscaldamento è ai minimi; ma tutto il blasone di questo albergo retrò, tirato su in un connubio di neo rinascimentale e neo barocco, chiuso e restaurato tra il 2002 e il 2010, era ancora lì. Come una vecchia auto storica che un tempo fu di lusso e oggi fatica un po’ nel traffico, ma fa sempre la sua figura.

C’era la storia di Odessa, tra le mura del Bristol. E c’era il fascino del mondo antico transitato nelle sue stanze damascate, come quella in cui viveva Sonka la Mano d’Oro. Sonka l’avventuriera, ladra come Arsenio Lupin ma nella vita reale, non nella letteratura. Dicono fosse elegantissima e ricchissima di preziosi altrui. Erano gli ultimi anni dell'Impero russo, ma di queste sue avventure si respirava ancora il profumo, al Bristol.

Tutto spazzato via dalle bombe. Il governatore Oleg Kiper dice che “è stato utilizzato un missile in grado di penetrare il cemento. Significa che hanno deliberatamente mirato a un hotel civile per distruggere i piani e le strutture all’interno, uccidendo i civili che vi soggiornavano in quel momento”. Sui siti filorussi e nei social dei blogger militari russi si allude immediatamente alla presenza nell'albergo di “mercenari” della Nato: davano per certo che ci fossero anche i vertici dei servizi segreti militari, qualcuno dice espressamente che c’era il gran capo Kyrylo Budanov in persona. Ma è la giustificazione regina che i tifosi dell'operazione militare speciale chiamano in causa ogni volta che pare trasformarsi in un'operazione criminale speciale, centrando un obiettivo civile senza visibili motivazioni. Altri buttano lì che sia effetto o compartecipazione della contraerea, e anche questo è un cliché difensivo che va al di là di qualsiasi informazione o analisi. A volte è vero, a volte no.

Sul marciapiedi davanti al Bristol c'è una voragine, lì c’era il bersò del bar. I vetri sono saltati, l'interno è parzialmente in macerie, lo scalone è pieno di detriti. Ma è ai piani alti il disastro, il missile o parti di esso ha sfondato il tetto su un angolo del gigantesco edificio che disegna un rettangolo con un grande cortile al centro. Le mansarde in quell'area del sottotetto sono distrutte, sei squadre di vigili del fuoco lavorano per spegnere un incendio, un'ospite viene estratta da una camera in cui era rimasta bloccata dopo ore di lavoro.

(afp)

Davanti all’hotel, l’esplosione danneggia un altro dei gioielli di Odessa, la gran sala della Filarmonica: dal 2023 è sotto la tutela rafforzata dell’Unesco. E nell’attacco alla città subiscono danni anche il Museo d'arte occidentale e orientale e una filiale del Museo letterario. Devono aver colpito anche le solite centrali o sottostazioni energetiche, perché parte della città resta a lungo al buio. Sette feriti, in tutto: davvero un miracolo.

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