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Attentato a Mosca: ucciso Sarkisjan, il fondatore delle truppe d’assalto ArBat ricercato da Kiev

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Fatto esplodere un ordigno nel complesso residenziale esclusivo “Vele Scarlatte”. Markov: “Gli attacchi ucraini si avvicinano sempre di più all’élite russa”
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MOSCA – Vivere nel complesso residenziale esclusivo moscovita “Vele Scarlatte” e muoversi scortato da un nutrito numero di guardie di sicurezza non ha protetto il 46enne Armen Sarkisjan. Il fondatore del battaglione ArBat è morto per le ferite riportate dopo essere stato coinvolto in un attentato dinamitardo che, stando a primi bilanci, ha provocato un altro decesso e cinque feriti.

Il primo a dirlo è l’ex consigliere putiniano Sergej Markov: “Gli attentati ucraini si avvicinano sempre di più all’élite russa”. L’ordigno è esploso nell’atrio dell’elegante palazzo in Avjatsionnaja ulitsa, nel nordovest di Mosca. Forse nascosto in un divanetto nell’atrio e poi azionato a distanza quando Sarkisjan e la sua scorta stavano uscendo dall’ascensore.

(afp)

Sarkisjan era nella lista dei ricercati di Kiev già dal 2014. Legato alla famiglia dell’ex presidente fuggitivo Viktor Yanukovich e a capo dei titushki,…

MOSCA – Vivere nel complesso residenziale esclusivo moscovita “Vele Scarlatte” e muoversi scortato da un nutrito numero di guardie di sicurezza non ha protetto il 46enne Armen Sarkisjan. Il fondatore del battaglione ArBat è morto per le ferite riportate dopo essere stato coinvolto in un attentato dinamitardo che, stando a primi bilanci, ha provocato un altro decesso e cinque feriti.

Il primo a dirlo è l’ex consigliere putiniano Sergej Markov: “Gli attentati ucraini si avvicinano sempre di più all’élite russa”. L’ordigno è esploso nell’atrio dell’elegante palazzo in Avjatsionnaja ulitsa, nel nordovest di Mosca. Forse nascosto in un divanetto nell’atrio e poi azionato a distanza quando Sarkisjan e la sua scorta stavano uscendo dall’ascensore.

(afp)

Sarkisjan era nella lista dei ricercati di Kiev già dal 2014. Legato alla famiglia dell’ex presidente fuggitivo Viktor Yanukovich e a capo dei titushki, “provocatori”, che nel 2014 si scontravano con i rivoltosi dell’Euromaidan, per Kiev Sarkisjan era un boss della malavita dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk chiamato “Gorlovskij”. Era a capo della Federazione di pugilato della regione di Donetsk, nonché del centro di addestramento militare di Gorlovka. Da qui il soprannome.

Nel settembre 2022 aveva fondato un’unità di forze speciali chiamata ArBat, Battaglione Armeno: un gruppo mobile di truppe d’assalto al comando dell’allora mercenario di Wagner Ajk Gasparjan, nome di battaglia Arbek. Dopo il tentato ammutinamento di Wagner guidato dal defunto Evgenij Prigozhin, ArBat era stato inquadrato nelle file dell’esercito come parte della brigata internazionale “Pjatnashka” ed era attualmente impegnato a respingere gli ucraini dalla regione russa meridionale di Kursk. Nell’esplosione sarebbe rimasto ferito uno degli uomini della scorta: il tenente colonnello del ministero dell’Interno, Oleg Kaspirovich, 49 anni, originario della Crimea, presente nel database ucraino “Mitotvorets” che pubblica i dati di coloro che, secondo gli autori, sarebbero coinvolti in “crimini contro la le fondamenta della sicurezza nazionale dell’Ucraina”.

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