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Kuleba: “In Ucraina andare al voto non cambierebbe il negoziato, rimarranno le nostre linee rosse”

Dmytro Kuleba

 

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Intervista all’ex ministro degli Esteri: "La nostra integrità territoriale resta una priorità. Con la nuova America l’Unione europea ha bisogno di un’altra strategia”
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KIEV - Trump tratta con Mosca senza coordinazione preventiva con Kiev. Zelensky è chiaramente insoddisfatto.

Dmytro Kuleba, lei è stato ministro degli Esteri ucraino fino a pochi mesi fa: è preoccupato?

“A quanto so il team di Trump mantiene anche contatti con l'Ucraina; ma sì, Kiev è sempre stata sospettosa riguardo a qualsiasi contatto diretto tra Stati Uniti e Russia. Oggi l'Ucraina ha pochissimi strumenti per influenzare l'amministrazione Trump, quindi ha poco senso essere preoccupati: bisogna capire come intensificare la comunicazione con Washington e con i suoi amici nell’Ue che hanno voce in capitolo nel mondo di Trump”.

Si riferisce a Giorgia Meloni? Che tipo di aiuto si aspetta dall'Europa e dalla premier italiana?

“L'Europa deve rendersi conto che non può più contare sugli Stati Uniti. Durante la prima presidenza di Trump, l'Ue ha deciso di sopravvivere a lui come un incidente della politica americana. La sua seconda presidenza manda un segnale chiaro: non è un incidente…

KIEV - Trump tratta con Mosca senza coordinazione preventiva con Kiev. Zelensky è chiaramente insoddisfatto.

Dmytro Kuleba, lei è stato ministro degli Esteri ucraino fino a pochi mesi fa: è preoccupato?

“A quanto so il team di Trump mantiene anche contatti con l'Ucraina; ma sì, Kiev è sempre stata sospettosa riguardo a qualsiasi contatto diretto tra Stati Uniti e Russia. Oggi l'Ucraina ha pochissimi strumenti per influenzare l'amministrazione Trump, quindi ha poco senso essere preoccupati: bisogna capire come intensificare la comunicazione con Washington e con i suoi amici nell’Ue che hanno voce in capitolo nel mondo di Trump”.

Si riferisce a Giorgia Meloni? Che tipo di aiuto si aspetta dall'Europa e dalla premier italiana?

“L'Europa deve rendersi conto che non può più contare sugli Stati Uniti. Durante la prima presidenza di Trump, l'Ue ha deciso di sopravvivere a lui come un incidente della politica americana. La sua seconda presidenza manda un segnale chiaro: non è un incidente, è la nuova America. Quindi l'Europa ha bisogno di un'altra strategia, cominciando dal ritrovare fiducia nella propria forza. L'Europa ha risorse e capacità di fare di più per l'Ucraina e per se stessa. In particolare, investire più soldi nella produzione di difesa e andare avanti con l’adesione dell'Ucraina alla Ue. La prima ministra Meloni può essere utile su entrambi i fronti. E potrebbe anche svolgere un ruolo cruciale nel comunicare con Trump”.

Trump deve negoziare con “il criminale di guerra Putin” o imporre gli interessi dell’Occidente con la forza?

“Temo che gli interessi dell'Occidente non siano più allineati con gli interessi degli Stati Uniti. ‘America First’ implica che tu possa antagonizzare non solo i nemici, ma anche gli amici. Trump fa quello che crede sia la strada giusta, ma dalla prospettiva dell'Ucraina è importante che i leader dell’Ue non seguano le sue orme. Putin si sente lusingato quando altri leader vogliono parlargli dopo tutti i crimini che ha commesso. Ma non ricambierà con costruttività, lo interpreterà come debolezza e intensificherà la sua guerra. Prima o poi Trump potrebbe rendersi conto che Putin lo sta ingannando, e diventare più duro con Mosca. Vedremo”.

Ha ribadito per anni che la pace deve prevedere l'integrità territoriale, inclusa la Crimea: ha cambiato idea?

“No. Fermare la guerra è molto probabile che lasci senza risposta la questione sull'integrità territoriale dell'Ucraina, ma la guerra finirà una volta per tutte solo quando la Russia accetterà l'Ucraina come nazione indipendente all'interno dei suoi confini iniziali. Chiaramente ci vorrà più tempo di quanto l'Ucraina inizialmente si aspettasse”.

Il Piano di pace in dieci punti e il Piano di vittoria? Archiviati?

“Archiviato non è sinonimo di gettato nel cestino: Zelensky potrebbe riprenderli in futuro, ma è chiaro che oggi il processo evolve in una direzione diversa”.

Mosca vuole “denazificare” l'Ucraina e gli Usa premono per le elezioni: anche Trump vuole sbarazzarsi di Zelensky?

“La ‘denazificazione’ non ha nulla a che fare con le elezioni. Per Putin chiunque si opponga all'aggressione russa è un nazista per definizione. I candidati filorussi non hanno alcuna possibilità di vincere nelle elezioni ucraine, quindi la Russia sarà scontenta comunque. A Putin non piace Zelensky, ma se Trump crede che uno Zelensky rieletto o un altro presidente ucraino rinuncerà facilmente ai territori ucraini o asseconderà altre delle sue aspirazioni, beh sta commettendo un errore. La leadership ucraina dovrà sempre trovare il modo di essere ragionevole senza oltrepassare le linee rosse”.

Zelensky si ricandiderà? Vincerà?

“Non ne ho idea”.

Quali sono le linee rosse su cui Kiev sarà inflessibile?

“Territorio e Nato. Purtroppo sono temi cruciali sia per Kiev che per Mosca, quindi è difficile immaginare negoziati produttivi. Ma è proprio qui che la diplomazia dovrebbe mostrare forza e creatività”.

Se Trump minaccerà di azzerare gli aiuti per farvi cedere su questi due punti, quale sarà la reazione del governo e della società ucraina?

“Non c'è già alcun supporto militare o economico da parte di Trump. Il governo e la società sono allineati su questo: cercheranno più supporto dalla Ue. E la società chiederà al governo di diventare più efficiente a livello domestico”.
Quando ci sarà una tregua? E una pace duratura?

“Non ci sarà alcuna tregua finché Putin crederà di vincere la guerra, ed è ciò che pensa ora. La pace sarà raggiunta solo quando Putin accetterà l'indipendenza dell'Ucraina”.

È valsa la pena combattere tre anni con centinaia di migliaia di morti se il risultato che sembra emergere (cessate il fuoco, fronte surgelato, elezioni, niente NATO, importanti concessioni territoriali), Kiev avrebbe potuto negoziarlo molto tempo fa?

“Immagini l'Italia attaccata nel modo in cui è stata attaccata l'Ucraina, e provi a rispondere alla sua domanda”.

Se tornasse indietro farebbe qualcosa di diverso, come ministro?

“Ero conosciuto per rapidità d’azione, guardando indietro accelererei”.

Il cessate il fuoco è imminente?

“Non è all’orizzonte”.

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