Congo, orrore a Goma: nella città occupata dai ribelli oltre 150 donne stuprate e bruciate vive
a cura della redazione EsteriI ribelli dell'M23, sostenuti dal Ruanda, continuano ad avanzare nel Congo orientale – nella provincia del Sud Kivu e si trovano a 50 chilometri dal capoluogo di Bukavu - nonostante abbiano annunciato un cessate il fuoco unilaterale e il segretario generale delle Nazioni Unite abbia chiesto loro di deporre le armi e di accettare la mediazione.
Tre dipendenti locali dell'Ong svizzera Entraide Protestante Suisse (Heks) sono stati uccisi in un attacco nell'est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc): “Sono stati attaccati e feriti mortalmente durante una missione umanitaria nel territorio di Rutshuru, nel Nord Kivu", si legge nella not dell’organizzazione. L'Ong ha annunciato la sospensione di tutte le sue attività nel Nord Kivu "fino a nuovo avviso".
La presa di Goma
La scorsa settimana scorsa hanno conquistato la città di Goma e ieri hanno cercato di rassicurare i residenti, tenendo un comizio in uno stadio e promettendo sicurezza sotto la loro amministrazione. Mentre migliaia di…
I ribelli dell'M23, sostenuti dal Ruanda, continuano ad avanzare nel Congo orientale – nella provincia del Sud Kivu e si trovano a 50 chilometri dal capoluogo di Bukavu - nonostante abbiano annunciato un cessate il fuoco unilaterale e il segretario generale delle Nazioni Unite abbia chiesto loro di deporre le armi e di accettare la mediazione.
Tre dipendenti locali dell'Ong svizzera Entraide Protestante Suisse (Heks) sono stati uccisi in un attacco nell'est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc): “Sono stati attaccati e feriti mortalmente durante una missione umanitaria nel territorio di Rutshuru, nel Nord Kivu", si legge nella not dell’organizzazione. L'Ong ha annunciato la sospensione di tutte le sue attività nel Nord Kivu "fino a nuovo avviso".
La presa di Goma
La scorsa settimana scorsa hanno conquistato la città di Goma e ieri hanno cercato di rassicurare i residenti, tenendo un comizio in uno stadio e promettendo sicurezza sotto la loro amministrazione. Mentre migliaia di persone si riunivano allo stadio della città, il leader politico dell'M23 Corneille Nangaa ha detto alla folla che la città era stata "liberata e igienizzata" e che erano stati nominati nuovi capi amministrativi.
"Vi chiedo di dormire bene perché vi portiamo la sicurezza; questa è la nostra priorità", ha affermato Nangaa, "dalla prossima settimana i bambini torneranno a scuola. Tutti gli agenti statali tornino nei loro uffici. Gli sfollati stanno tornando alle loro case".
Oltre 150 donne stuprate e bruciate vive
Intanto però la realtà racconta di una città in preda alla violenza più efferata. Lunedì scorso centinaia di prigionieri sono fuggiti dalla prigione di Munzenze, dopo che i ribelli M23 hanno preso il controllo di Goma, e tra 165 e 167 donne sono state aggredite da detenuti maschi durante l'evasione, riporta un documento interno delle Nazioni Unite visionato dalla Bbc secondo cui la maggior parte delle donne è stata uccisa dopo che i detenuti hanno appiccato il fuoco alla struttura.
Il ministro delle comunicazioni Patrick Muyaya ha confermato alla Cnn lo stupro di 165 donne dopo che l'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite aveva ricevuto segnalazioni di altri casi di violenza sessuale che avevano coinvolto l'esercito della RDC e le sue forze alleate.
"Stiamo verificando le segnalazioni secondo cui 52 donne sono state violentate dalle truppe congolesi nel Kivu meridionale, comprese denunce di stupro di gruppo", ha affermato Jeremy Laurence, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
La diplomazia
Volker Turk, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha dichiarato che la violenza che sta travolgendo l'est della Repubblica Democratica del Congo è ad alto rischio di diffusione a livello regionale, e ha avvertito che il peggio potrebbe ancora dover venire. "Il rischio di un'escalation di violenza in tutta la subregione non è mai stato così alto", ha detto Turk a una sessione speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, aggiungendo: "Se non si fa nulla, il peggio potrebbe ancora venire, per la popolazione della Rdc orientale, ma anche oltre i confini del Paese".
Intanto da Dar Es Salaam a Ginevra, oggi è il giorno della diplomazia e del negoziato sulla grave crisi politica e umanitaria in corso. Nella capitale della Tanzania, si tiene la riunione congiunta dei primi ministri della Comunità dell'Africa orientale (Eac) e della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (Sadc).
Nel contempo a Ginevra i 47 paesi membri del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite decideranno se inviare una missione d'inchiesta urgente per indagare sugli abusi commessi nella parte orientale della Rd Congo. Kinshasa ha chiesto la riunione straordinaria al Consiglio dei diritti umani dell'Onu, con il sostegno di quasi 30 Paesi membri, tra cui Belgio e Francia, per esaminare la crisi nell'est del paese. Secondo l'Onu, l'ultimo bilancio delle vittime - destinato ad aggravarsi - è di almeno 2.900 morti.