Un incidente e non un sabotaggio. A sostenerlo è Mosca, secondo cui il mistero dell’esplosione della sala macchine della petroliera russa Koala sarebbe da imputare solo ad un errore umano. L’incidente è avvenuto ieri mattina nel porto di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, e ha coinvolto la nave che, secondo l’Occidente, farebbe parte della cosiddetta “flotta fantasma” del Cremlino, ovvero una serie di petroliere che verrebbero utilizzate dalla Russia per vendere il greggio e superare così gli ostacoli e le restrizioni imposte dai governi occidentali per la guerra in Ucraina.
Secondo il governatore russo della regione di Leningrado, Alexander Drodenko, l’esplosione della sala macchine della nave “Koala” è stata provocata da un semplice errore umano.. "La mattina del 9 febbraio -ha spiegato - un incidente provocato da un errore umano ha danneggiato la sala macchine della petroliera Koala nel porto di Ust-Luga al momento dell'avvio del motore".
Ora la petroliera è ormeggiata al molo e, sostiene Mosca, non c’è il rischio di fuoriuscita di prodotti petroliferi. L’equipaggio è stato evacuato. Secondo il sito web Marinetraffic, la petroliera Koala, costruita nel 2003, batte bandiera di Antigua e Barbuda. La Guardia di frontiera finlandese ha inviato un aereo di sorveglianza nella parte orientale del Golfo di Finlandia per rilevare eventuali fuoriuscite di petrolio.
Il sito di tracciamento delle navi Vesselfinder ha mostrato che la Koalab è arrivata a Ust-Luga giovedì scorso. Il canale russo Baza Telegram ha scritto che trasporta 130.000 tonnellate di olio combustibile pesante. Due petroliere che trasportavano petrolio sono naufragate nel Mar Nero a dicembre, causando una massiccia fuoriuscita di carburante.A gennaio, gli Stati Uniti hanno elencato piuù di 180 navi russe che ritengono facciano parte della "flotta ombra" russa accusata di esportare greggio nonostante le sanzioni occidentali, ma la 'Koala' non compare in questa lista.
Il terminal petrolifero a Ust-Luga viene usato dalla Russia per vendere petrolio e gas attraverso una "flotta ombra" di navi e per questo a gennaio i servizi di sicurezza ucraini hanno utilizzato droni esplosivi per colpire l'hub.