✕

Salvini in Israele da Netanyahu: “Decisioni indecenti all’Aia”

(ansa)

Ascolta l'audio

Il capo della Lega a Gerusalemme soddisfatto per l’ingresso del Likud nei Patrioti
2 minuti di lettura

MILANO — Un nuovo giro di campo nella sua rincorsa al trumpismo, cercando di rubare rapporti e protagonismo a Giorgia Meloni: ecco spiegata la due giorni di Matteo Salvini a Gerusalemme. Nel mirino, in linea con lo smantellamento americano dei sottili equilibri di politica estera, c’è la Corte penale internazionale, «organismo — secondo Salvini — la cui esistenza e utilità dovranno essere rimessi in discussione».

Il vicepresidente del Consiglio ieri ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro degli Affari della diaspora e dell’antisemitismo Amichai Chikli e quello degli Esteri Gideon Sa’ar. Oggi vedrà il corrispettivo ai Trasporti Miri Regev e il presidente della Knesset. Su Netanyahu come noto pende il mandato di arresto per crimini di guerra — esattamente come per i vertici di Hamas — della Cpi: nel suo colloquio di mezz’ora con lui Salvini si è detto contrariato per la deliberazione dei giudici dell’Aia, «decisioni indecenti». Parole che non aiutano a rasser…

MILANO — Un nuovo giro di campo nella sua rincorsa al trumpismo, cercando di rubare rapporti e protagonismo a Giorgia Meloni: ecco spiegata la due giorni di Matteo Salvini a Gerusalemme. Nel mirino, in linea con lo smantellamento americano dei sottili equilibri di politica estera, c’è la Corte penale internazionale, «organismo — secondo Salvini — la cui esistenza e utilità dovranno essere rimessi in discussione».

Il vicepresidente del Consiglio ieri ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro degli Affari della diaspora e dell’antisemitismo Amichai Chikli e quello degli Esteri Gideon Sa’ar. Oggi vedrà il corrispettivo ai Trasporti Miri Regev e il presidente della Knesset. Su Netanyahu come noto pende il mandato di arresto per crimini di guerra — esattamente come per i vertici di Hamas — della Cpi: nel suo colloquio di mezz’ora con lui Salvini si è detto contrariato per la deliberazione dei giudici dell’Aia, «decisioni indecenti». Parole che non aiutano a rasserenare i rapporti tra il nostro Paese e l’ente sovranazionale al centro della vicenda Almasri, con l’Italia che si è di fatto rifiutata di arrestare il ricercato libico. Anzi, sono piuttosto funzionali ad alzare il tiro. La Lega, sulla scia degli Usa, vuole l’Italia fuori anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.

(ansa)

Salvini, che tesse la sua personalissima tela nel mondo della destra, si è anche felicitato per l’ingresso del Likud — seppur da osservatore esterno — nel gruppo europeo dei Patrioti. Il Likud è il partito di Netanyahu ed è la prima formazione non continentale ad essere ospitata dai sovranisti della Ue, che giusto venerdì e sabato si erano radunati a Madrid. «In Israele è ben noto il posizionamento politico di Salvini e la forte sintonia con la nuova amministrazione Usa di Donald Trump», recitava la nota diramata in serata dallo staff del leader della Lega. Netanyahu a sua volta era rientrato in Israele da 24 ore dopo il proprio viaggio negli Stati Uniti, omaggiato dal presidente americano che sul destino dell’area ha soluzioni più che radicali: via i palestinesi da Gaza, trasformare quel che dovrebbe essere una parte del territorio dello Stato di Palestina in una specie di Costa Azzurra, tutta lusso e resort, di proprietà americana.

Formalmente Salvini in questi mesi ha sempre sostenuto il classico principio dei due popoli e due Stati, obiettivo magari da raggiungere sul lungo termine, difendendo a spada tratta le operazioni militari israeliane seguite al 7 ottobre. Facile che adesso il leader del Carroccio finisca per accodarsi al dirigismo trumpiano, che propone di spazzare via il principio di legalità internazionale: questioni alle quali il vicepremier risponderà in conferenza stampa oggi, fissata all’hotel King David di Gerusalemme. Per adesso ha spiegato qual è la strada per la pace: «Eliminare una volta per sempre terrore e violenza islamica da ogni territorio». Parole che di fatto aprono anche a questo piano di Trump. Bypassando però ruolo e funzioni del ministero degli Esteri, oltre che della premier.

Leggi i commenti