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Ucraina, l’ex ministro inglese Wallace: “Con Trump, lo stesso tanfo dell’appeasement con i nazisti”

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Il responsabile della Difesa dei governi tory paragona l’accondiscendenza del presidente americano nei confronti di Putin a quella di Chamberlain verso Hitler nella “disastrosa” conferenza del 1938, sempre a Monaco
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LONDRA - "Il tanfo dell’appeasement è tornato a Monaco di Baviera”. Sir Ben Wallace, ministro della Difesa britannico fino a fine 2023, ha scritto un editoriale pesantissimo sul Daily Telegraph di oggi, con un paragone molto chiaro: mentre il mondo si riunisce nella città tedesca per la Conferenza sulla sicurezza, quello di Trump è lo stesso appeasement di Neville Chamberlain in un’altra conferenza a Monaco, “quella disastrosa del 1938”. Quando l’allora primo ministro britannico tornò a Londra sventolando l’atroce foglietto con la fallace rassicurazione di aver raggiunto un accordo con la Germania nazista di Adolf Hitler, concedendogli vari territori della Cecoslovacchia (d’accordo con la Francia e l’Italia fascista) in cambio di una tregua. Per quella che Chamberlain definì “la pace dei nostri tempi”, ma che invece per i cechi e gli slovacchi fu subito un tradimento, tra l’altro firmato a nemmeno un chilometro dall’attuale sede della conferenza 2025.

Insomma, quel catastrofico spirit…

LONDRA - "Il tanfo dell’appeasement è tornato a Monaco di Baviera”. Sir Ben Wallace, ministro della Difesa britannico fino a fine 2023, ha scritto un editoriale pesantissimo sul Daily Telegraph di oggi, con un paragone molto chiaro: mentre il mondo si riunisce nella città tedesca per la Conferenza sulla sicurezza, quello di Trump è lo stesso appeasement di Neville Chamberlain in un’altra conferenza a Monaco, “quella disastrosa del 1938”. Quando l’allora primo ministro britannico tornò a Londra sventolando l’atroce foglietto con la fallace rassicurazione di aver raggiunto un accordo con la Germania nazista di Adolf Hitler, concedendogli vari territori della Cecoslovacchia (d’accordo con la Francia e l’Italia fascista) in cambio di una tregua. Per quella che Chamberlain definì “la pace dei nostri tempi”, ma che invece per i cechi e gli slovacchi fu subito un tradimento, tra l’altro firmato a nemmeno un chilometro dall’attuale sede della conferenza 2025.

Insomma, quel catastrofico spirito di Monaco sembra tornato. “Sarà lo stesso, se Trump capitolerà a Putin nel momento in cui i rappresentanti del mondo si riuniscono" nella città bavarese, nota Wallace: “Il motto della conferenza è sempre stato “la pace attraverso il dialogo”, ma negli ultimi anni questo evento è anche stato un bastione possente della resistenza europea contro l’invasione illegale della Russia in Ucraina. Che vergogna, dunque, che il vertice del 2025 sembri riflettere la disastrosa conferenza di Monaco del 1938, quando il Vecchio Continente si dimostrò cieco di fronte a Hitler. Il tanfo dell’appeasement è tornato a Monaco di Baviera”.

“Quando Chamberlain tornò a Londra nel 1938 dopo aver firmato un accordo con Hitler, proclamò “la pace dei nostri tempi”. Allora Winston Churchill gli rispose: “Potevate scegliere tra la guerra e il disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra”. Ora, se non si dimostra forte, lo stesso destino attenderà l’Occidente, che sia nello Stretto di Taiwan, in Iran o altrove in Europa. E come 87 anni fa, tutto avrà avuto inizio a Monaco”.

“Il vicepresidente americano JD Vance”, prosegue Wallace, "presenterà presto le basi di un accordo di pace per l'Ucraina che sembra essere stato elaborato alle spalle dell'alleato Zelensky. L'amministrazione Trump, presumendo di essere il principale finanziatore di Kiev (in realtà è l'Europa), ritiene di poter dettare le condizioni dal nulla, sicura che nessuno la fermerà dal compiacere Putin e le sue richieste di "sicurezza". Con la questione dell'adesione di Kiev alla Nato ormai definitivamente esclusa, non vi è alcuna garanzia che Putin non torni a strappare ancora più territorio all’Ucraina”.

"L'Ucraina non avrà più motivo di fidarsi dell'Occidente, essendo già stata tradita una volta da noi”, conclude Wallace, “abbiamo promesso di garantire il Memorandum di Budapest nel 1990, in cui la sicurezza di Kiev avrebbe dovuto essere garantita in cambio della consegna delle sue armi nucleari. Abbiamo abbandonato quella promessa nel 2014, quando Putin ha rubato la Crimea e il Donetsk. L'errore di fondo di Trump è la sua convinzione che la Cina sia l'unica vera minaccia alla supremazia americana. In realtà, la Russia rappresenta una minaccia simile, se non maggiore, avendo già dimostrato la volontà di impegnarsi in una guerra vera e propria per garantire i suoi interessi. L'America potrebbe presto sentire il dittatore respirarle sul collo, mentre punta l'Alaska e i territori artici”.

Ieri anche il Sun ha pubblicato sul suo giornale l’infausta foto di Chamberlain mentre agita la carta straccia dell’accordo con Hitler nel 1938. Il Regno Unito sostiene pesantemente l’Ucraina sin dalla sua indipendenza negli anni Novanta con l’operazione militare Orbital. Il disimpegno di Trump è un problema enorme per il primo ministro britannico Keir Starmer e la macchina militare e politica di Londra, che per decenni ha supportato l’indipendenza di Kiev, a livello militare ed economico. Per ora, il governo risponde che “la cosa più importante è mettere l’Ucraina nella migliore condizione possibile” alla vigilia dei colloqui con la Russia. Ma è chiaro che la mossa di Trump è stata una sberla durissima per Starmer e il Regno Unito, visto che il presidente americano non ha avvertito preventivamente neanche gli alleati della “special relationship” - e non solo l’Unione Europea - prima di alzare la cornetta e telefonare a Vladimir Putin per “terminare la guerra in Ucraina”.

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