Dopo quasi quattro ore, è terminato all'Eliseo il vertice sull'Ucraina convocato dal presidente francese Emmanuel Macron. Scopo della riunione era serrare le fila davanti all'attivismo del presidente americano Donald Trump, che ha concordato con il presidente russo Vladimir Putin l'avvio di un negoziato da cui per ora sembrano esclusi non solo gli europei, ma anche l'Ucraina.
Tra i temi in discussione, il possibile invio di truppe europee come deterrente. Ma già diversi paesi hanno frenato. Come il cancelliere tedesco Olof Scholz, il primo a lasciare l'Eliseo, che ha chiarito che una discussione su questo è "inappropriata e prematura". Stessa posizione del premier spagnolo Sanchez, del polacco Tusk e di Meloni.
I dialoghi per la fine della guerra continuano domani con l’incontro tra Lavrov e Rubio, ministri degli Esteri di Russia e Urss, a Riad, dove mercoledì arriverà anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky.
L’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin potrebbe avvenire a breve. A dirlo è lo stesso presidente degli Stati Uniti
Casa Bianca, telefonata Trump-Macron amichevole
La telefonata tra Donald Trump e Emmanuel Macron è stata "amichevole" ed è durata "circa 30 minuti". Lo riferisce un funzionario della Casa Bianca. I due leader, ha detto il funzionario, "hanno discusso della guerra in Ucraina, del vertice delle nazioni europee" e "dei colloqui in Arabia Saudita tra Stati Uniti e Russia"
Meloni frena su truppe Ue, coinvolgere gli Usa
Non è solo il cancelliere tedesco Olaf Scholz ad aver frenato sull'invio di truppe Ue sul territorio ucraino. Nel vertice informale d'emergenza convocato all'Eliseo a Parigi da Emmanuel Macron anche la premier Giorgia Meloni avrebbe sottolineato che non è questa la strada da intraprendere. Il dispiegamento di soldati europei in Ucraina viene considerato dalla presidente del Consiglio un percorso complesso, una soluzione poco efficace. Da qui le perplessità. I dubbi anche sul format dell'incontro voluto da Macron erano già trapelati. Perché il convincimento è che non può essere che interlocutorio un vertice il cui formato esclude molte nazioni, a partire da quelle più esposte al rischio di estensione del conflitto. Il 'refrain' è che bisogna includere in una fase storica come questa. Anche perché la guerra in Ucraina l'abbiamo pagata tutti, il pensiero del Capo dell'esecutivo che non ha comunque voluto rinunciare a portare il punto di vista dell'Italia. Per Meloni le questioni centrali rimangono le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, perché senza queste ogni negoziato rischia di fallire, avrebbe - secondo quanto si apprende - sottolineato la premier nel suo intervento. Utile, dunque, il confronto ma il ragionamento è che, rispetto al dispiegamento di truppe Ue in Ucraina, vanno esplorate altre strade che prevedano il coinvolgimento anche degli Stati Uniti, perché - la tesi - è nel contesto euro-atlantico che si fonda la sicurezza europea e americana. La presidente del Consiglio, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe rimarcato come l'attuale amministrazione americana ha lanciato una sferzata sul ruolo dell'Europa. Ma - avrebbe argomentato - dobbiamo dirci che prima di questa analoghe considerazioni sono state già state fatte da importanti personalità europee
Rutte: “L’Europa pronta a fornire garanzie di sicurezza”
"Pronti e disponibili. Questa è la mia opinione sull'incontro di oggi a Parigi. L'Europa è pronta e disposta a farsi avanti. A fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina. È pronta e disposta a investire molto di più nella nostra sicurezza. I dettagli dovranno essere decisi, ma l'impegno è chiaro". Lo ha scritto su X il segretario generale della Nato Mark Rutte al termine del vertice di Parigi
Sánchez: “Bene la flessibilità fiscale ma serve un meccanismo comune di finanziamento”
"L'Europa deve definire, una volta per tutte, la sua sicurezza e la sua difesa come un bene pubblico e se lo, come il governo spagnolo crede che sia, occorre articolare una meccanismo comune dell'Ue per poter finanziare e aumentare la nostra capacità di sicurezza e difesa". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez in conferenza stampa al termine del vertice ristretto tra i leader europei a Parigi. "La flessibilità è una buona notizia ma non è la misura sufficiente per aumentare la nostra sicurezza e difesa", ha affermato il leader socialista. Durante la conferenza stampa Sánchez ha poi ribadito che l'impegno della Spagna nella spesa per la Difesa resta quello del 2% del Pil
Sánchez: “Prematuro discutere dell’invio di truppe”
"Purtroppo siamo ancora in guerra" e "ancora non ci sono le condizioni di pace perché possiamo iniziare a pensare" a una missione in Ucraina. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez in conferenza stampa al termine del vertice di Parigi, rispondendo a una domanda sul possibile dispiegamento di truppe in Ucraina
Von der Leyen: “L’Europa si fa carico della sua parte di sostegno”
"Oggi a Parigi abbiamo ribadito che l'Ucraina merita la pace attraverso la forza. Una pace rispettosa della sua indipendenza, sovranità, integrità territoriale, con forti garanzie di sicurezza. L'Europa si fa carico della sua intera quota di assistenza militare all'Ucraina. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di un rafforzamento della difesa in Europa". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine del vertice di Parigi
Premier Danimarca: “Mosca ora minaccia tutta l'Europa”
"La Russia sta minacciando tutta l'Europa". Lo ha affermato la premier danese, Mette Frederiksen, al termine del vertice di Parigi
Starmer: “Per la pace in Ucraina resta vitale la garanzia degli Usa”
L'Europa deve assumere maggiori responsabilità a tutela della propria sicurezza, ma una "rete di protezione americana" resta necessaria per assicurare un accordo in Ucraina di pace poiché "solo una garanzia Usa può efficacemente scoraggiare la Russia di Vladimir Putin dall'attaccare di nuovo" Kiev. Lo ha detto il primo ministro Keir Starmer ai media britannici dopo il vertice di Parigi. Starmer ha poi aggiunto di voler "discutere con Donald Trump" la settimana prossima a Washington delle valutazioni emerse a Parigi in vista di un successivo ulteriore incontro europeo e di voler risentire nei prossimi giorni Volodymyr Zelensky
Zelensky: “L’Europa oggi è debole sulle capacità di difesa”
L'Europa oggi è debole", nonostante alcuni progressi negli ultimi tre anni, "quando si tratta di forza delle truppe, numero di truppe da combattimento, flotta, aeronautica, droni", l'Europa è debole. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista all'emittente pubblica tedesca Ard. Allo stesso tempo, Zelensky ha sottolineato il legame del suo paese con gli Stati europei. "Credo che l'Ucraina condivida gli stessi valori dell'Europa. Siamo l'Europa". Il presidente ucraino ha ribadito il ruolo forte degli Stati Uniti dopo un accordo di pace: "Non ci sarà sicuramente alcuna vittoria per l'Ucraina senza il sostegno degli Stati Uniti". Sebbene l'approccio di Trump sia che un contingente di truppe europee avrebbe dovuto aiutare Kiev, Zelensky ha detto a Trump "che gli americani dovrebbero essere lì". "È un'importante dimostrazione di potenza nei confronti di Putin il fatto che tutti gli alleati stiano lavorando insieme per proteggere l'Ucraina", ha aggiunto
Starmer: “Sull'Ucraina si gioca l'esistenza dell'Europa”
Il destino dell'Ucraina "non mette in gioco solo il futuro" di Kiev, ma è "una questione esistenziale per l'Europa intera" in quanto continente. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer alla Bbc dopo il vertice di Parigi, evocando un momento di svolta "generazionale per la sicurezza collettiva europea" e britannica, non senza insistere che solo una "pace durevole che salvaguardi la sovranità dell'Ucraina farà da deterrente a future aggressioni di Putin". Nel contempo Starmer ha difeso l'approccio Usa, affermando come non possa essere "una sorpresa" che Trump voglia un maggiore impegno dell'Europa "per la propria sicurezza"
Giunta a Riad delegazione russa con Lavrov
E' arrivata nella notte a Riad, in Arabia Saudita, la delegazione russa che domani parteciperà alla prima riunione con la controparte americana su negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo ha riferito la tv di stato russa Rossiya 24. A guidare la squadra sono il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov. "L'importante è iniziare una vera normalizzazione delle relazioni tra noi e Washington", ha detto Ushakov all'arrivo. Ushakov ha spiegato che i russi attendono ancora di sapere chi guiderà i negoziati americani, gli unici che sederanno al tavolo ha chiarito. "Siamo venuti per discutere con i nostri omologhi statunitensi.
Questi colloqui sono bilaterali, puramente bilaterali", ha detto ai giornalisti; "Non possono esserci colloqui trilaterali a Riad"
Tusk: “Kiev deve essere coinvolta in tutti i negoziati di pace”
"Qualsiasi pace in Ucraina dovrà essere giusta e duratura e Kiev dovrà essere coinvolta in tutti i negoziati di pace". Lo ha detto il primo ministro polacco, Donald Tusk, dopo l'incontro dei leader europei sull'Ucraina. Lo riporta il Guardian. Tusk ha affermato inoltre che i leader hanno convenuto sull'importanza di una stretta cooperazione tra Europa e Usa sui prossimi passi da compiere
Tusk: “Le relazioni tra Europa e Usa sono entrate in una nuova fase”
Le relazioni tra Europa e Stati Uniti sono entrate in una "nuova fase" in seguito all'elezione di Donald Trump. Lo ha dichiarato, riporta il Guardian, il primo ministro polacco, Donald Tusk, in un punto stampa tenuto dopo il vertice sull'Ucraina a Parigi. Tusk ha ribadito che l'Ucraina deve essere coinvolta in qualsiasi colloquio di pace, pace che dovrà essere "giusta e duratura" e che tutti i leader presenti al colloquio hanno concordato sull'importanza di una stretta cooperazione tra Ue e Usa sui prossimi passi
Zelensky: “Trump vuole compiacere Putin”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha usato toni duri per descrivere la linea scelta da Donald Trump per far finire la guerra in Ucraina. Il presidente americano vuole "compiacere" Vladimir Putin, ha detto alla televisione tedesca Ard. "Il problema è che gli Stati Uniti oggi dicono cose che sono molto gradite a Putin. Penso che sia qui che sta il problema. Perché vogliono compiacerlo", ha detto nell'intervista registrata sabato scorso
Tusk, a vertice Parigi "posizioni simili" da tutti
Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha affermato che tutti i partecipanti al vertice europeo di Parigi sull'Ucraina hanno manifestato "posizioni simili". Tusk, durante un punto stampa tenuto dopo i colloqui, ha spiegato che durante la riunione non sono state prese decisioni vincolanti ma che era importante allineare i punti di vista di tutti gli alleati
Finito il vertice di Parigi, il nodo delle truppe europee
Dopo quasi quattro ore, è terminato all'Eliseo il vertice sull'Ucraina convocato dal presidente francese Emmanuel Macron. Scopo della riunione era serrare le fila davanti all'attivismo del presidente americano Donald Trump, che ha concordato con il presidente russo Vladimir Putin l'avvio di un negoziato da cui per ora sembrano esclusi non solo gli europei, ma anche l'Ucraina. Tra i temi in discussione, il possibile invio di truppe europee come deterrente. Ma già diversi paesi hanno frenato. Come il cancelliere tedesco Olof Scholz, il primo a lasciare l'Eliseo, che ha chiarito che una discussione su questo è "inappropriata e prematura"
Concluso il vertice di Parigi, i leader lasciano l'Eliseo
Si è concluso il vertice europeo di Parigi sull'Ucraina. Attesi da una temperatura di zero gradi, i leader riuniti all'Eliseo da Emmanuel Macron stanno uscendo dal palazzo della presidenza francese uno dopo l'altro
Scholz: “Europa e Usa devono agire insieme per garantire la sicurezza”
Europa e Stati Uniti devono continuare ad "agire insieme" per garantire la sicurezza collettiva. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, parlando con la stampa all'ambasciata tedesca a Parigi dopo il summit all'Eliseo. "Non ci deve essere una divisione della sicurezza e della responsabilità tra Europa e Stati Uniti - ha detto Scholz - La Nato si basa sul fatto che agiamo sempre insieme e condividiamo i rischi.
Questo non deve essere messo in discussione"
Scholz: “Inappropriato discutere ora invio di truppe in Ucraina”
"Credo che sia del tutto prematuro parlarne ora. Anzi sono anche un pò irritato per questo dibattito. Voglio dirlo chiaramente: qui si discute sulla testa degli ucraini di trattative di pace che ancora non hanno avuto luogo, alla quale gli ucraini non hanno detto di sì e non si sono nemmeno seduti al tavolo". Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz rispondendo ad una domanda sulla possibilità di inviare truppe di peacekeeping in Ucraina.
"È del tutto irragionevole: è un dibattito sbagliato al momento sbagliato su questioni sbagliate. Non siamo ancora alla pace, ma nel mezzo di una guerra che la Russia sta ancora portando avanti", ha aggiunto Scholz lasciando il summit di Parigi per rientrare a Berlino
Scholz: “Avanti con il sostegno a Kiev; no a diktat”
No a una "pace imposta tramite diktat all'Ucraina". Lo dice il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, lasciando l'Eliseo dopo il vertice informale dei leader. "L'Ucraina non può accettare tutto ciò che le viene presentato, a nessuna condizione", ha aggiunto. "L'Ucraina può fidarsi di noi", gli europei "continueranno a sostenere" Kiev
Vertice di Parigi: Scholz lascia l’Eliseo
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha appena lasciato l'Eliseo dove è in corso il vertice informale sull'Ucraina convocato dal presidente francese Emmanuel Macron
Washington Post: “Europei sondano gli Usa, sono pronti a una forza di 30 mila soldati”
I leader europei stanno decidendo sull'invio di truppe in Ucraina come parte di un accordo di cessate il fuoco e stanno anche sondando il team di Trump su quale tipo di supporto militare statunitense otterrebbero. Lo scrive il Washington Post citando quattro fonti a conoscenza del dossier. Secondo il Post il piano europeo prevederebbe una forza di "deterrenza" di poche brigate, forse 25.000-30.000 soldati, che non sarebbero di stanza lungo la linea di contatto ma sarebbero pronti a intervenire come dimostrazione di forza se le forze russe cercassero di riavviare la guerra.
Le richieste europee agli Usa includerebbero capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione, nonché una potenziale copertura aerea o un qualche tipo di aiuto nelle difese aeree per proteggere la forza, hanno affermato le fonti che concordano sul fatto che il sostegno degli Stati Uniti sarebbe fondamentale e che accoglierebbero con favore chiari avvertimenti da parte di Washington alla Russia, in forma pubblica o privata, contro qualsiasi tentativo di attaccare la forza o di riaccendere un conflitto in piena regola.
Un'altra questione chiave per gli europei è come rispondere se la Russia dovesse attaccare la forza europea: sul tavolo la possibilità di inserire una clausola di mutua difesa tra i paesi coinvolti nella coalizione europea, che non opererebbe sotto la bandiera della Nato.
Kiev: “L'Ue nomini un rappresentante per i negoziati”
L'Ucraina vuole che l'Europa nomini rapidamente un rappresentante per potenziali negoziati di pace con gli Stati Uniti e la Russia: lo ha affermato Ihor Zhovkva, vice capo dell'ufficio di Volodymyr Zelensky, secondo il sito di Bloomberg. "Dovrebbe essere una decisione presa rapidamente", ha detto Zhovkva. "Spero subito dopo l'incontro di Parigi. Dovremmo agire, non riflettere", ha aggiunto.
Il Cremlino conferma la presenza di Dmitriev ai negoziati con gli Usa: “Seguirà i dossier economici”
Il direttore del Fondo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev potrebbe prendere parte ai negoziati di Riad fra Russia e Stati Uniti, ha confermato il Consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, in una intervista a Perviy Kanal rilanciata dalla Tass. "Seguirà la parte economica" della trattativa, ha precisato Ushakov, che sarà al tavolo dei negoziati insieme al ministro degli Esteri, Sergei Lavrov.
All'Eliseo inizia il vertice di Parigi, Meloni ultima ad arrivare
I principali leader europei sono arrivati all'Eliseo per l'incontro informale organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron sull'Ucraina e la sicurezza in Europa. Il primo capo di governo a essere accolto da Macron nella sede della presidenza francese è stato il britannico Keir Starmer, seguito dal premier olandese, Dick Schoof, dal cancelliere tedesco Olaf Scholz e dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. All'Eliseo anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte e i vertici Ue, Antonio Costa e Ursula von der Leyen. Leggero ritardo per il capo del governo polacco Donald Tusk. La premier Giorgia Meloni è arrivata per ultima, alle 17. Prima dell'inizio della riunione, ha fatto sapere l'Eliseo, Macron ha avuto un colloquio telefonico con il presidente americano, Donald Trump.
Usa: “Incontro con Russia a Riad non è negoziato”
Gli incontri tra funzionari statunitensi e russi in Arabia Saudita non dovrebbero essere visti come una "negoziazione" sull'Ucraina. Lo ha sottolineato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in vista dei colloqui tra i due paesi domani a Riad. "Non credo che le persone dovrebbero vedere l'incontro come qualcosa dove verranno messi a punto dettagli o progressi, come una specie di negoziazione", ha affermato Tammy Bruce, aggiungendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incaricato i funzionari di "dare seguito in modo efficace" alla telefonata con Vladimir Putin.
Spagna: “Impensabile arrivare al 5% del Pil nelle spese per la Difesa”
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha sostenuto che, sul fronte della difesa, il dibattito non può essere limitato alla spesa militare, poiché "è impensabile" che nel breve termine la Spagna possa aumentarla al 5% del Pil, come esige Donald Trump dagli alleati.
"A livello nazionale è impensabile, a breve termine, raggiungere da parte di nessuno dei Paesi dell'Unione Europea questo incremento che stanno indicando", ha avvertito Albares in conferenza stampa con l'omologo brasiliano, Mauro Vieira, a Madrid. E ha confermato che l'impegno della Spagna è "arrivare al 2% del Pil nel 2029".
Colloquio Macron-Trump prima di vertice di Parigi
Il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente Usa Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico prima dell'inizio del vertice informale di Parigi sulla sicurezza in Europa e l'Ucraina. Lo fa sapere l'Eliseo.
Sánchez: “La pace non può essere unilaterale né a ogni costo”
"L'Europa deve difendere la pace" in Ucraina ma "non una pace unilaterale o ad ogni costo". E' il messaggio che il premier spagnolo Pedro Sánchez ha trasmesso nella riunione a porte chiuse della direzione del Psoe, riferisce El Paìs. Il leader, che partecipa oggi al vertice d'emergenza europeo sull'Ucraina a Parigi, ha espresso la stessa posizione negli ultimi giorni. "Qualsiasi futuro dell'Ucraina deve passare attraverso il protagonismo e la leadership dell'Ucraina e qualsiasi conversazione sulla sicurezza dell'Europa deve coinvolgere gli europei", ha detto sabato al Congresso dei socialisti baschi. "L'Ucraina e l'Europa devono essere coinvolte nei negoziati per raggiungere una pace duratura, stabile e giusta che garantisca la sicurezza dell'Europa e dell'Ucraina", aveva detto il premier al congresso del Psoe di La Rioja.
Ue, Germania: “Contrari alla sospensione del Patto per le spese di difesa”
"Ovviamente siamo scettici riguardo all'applicazione della clausola di deroga generale, poiché richiederebbe una grave recessione economica come giustificazione. Ci sono poi altre varianti a livello nazionale che potrebbero essere possibili e su questo osserviamo attentamente, e siamo già in dialogo con la Commissione per capire come potrebbe essere concretizzata questa possibilità".
Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, Jorg Kukies, all'arrivo alla riunione dell'Eurogruppo. "Naturalmente, vedo positivamente la proposta del cancelliere federale", Olaf Scholz, "che ha indicato una strada un po’ diversa per raggiungere un obiettivo simile. Ha detto che, in maniera limitata nel tempo e con delle condizioni, potremmo cercare una soluzione per consentire spese superiori al 2% attraverso riforme delle regole europee sul debito", ha aggiunto.
Rutte riceve Kellogg: “Lavoreremo a stretto contatto sull'Ucraina”
"È un piacere ospitare Kellogg a Bruxelles. Oggi ha incontrato gli alleati della Nato per discutere di una collaborazione volta a garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Abbiamo molto da fare e lavoreremo a stretto contatto per porre fine alla guerra e garantire una sicurezza duratura per tutti noi". Lo scrive sui social il segretario generale della Nato Mark Rutte.
Il commissario Dombrovskis: “Senza pace duratura no stabilità economica Ue”
"E' vero che viviamo in tempi geopolitici turbolenti e questo sta influenzando anche le nostre prospettive economiche. Quindi dobbiamo lavorare molto seriamente per rafforzare la resilienza e la competitività dell'economia europea e, poichè i leader europei si incontrano oggi a Parigi, vorrei sottolineare che senza una pace duratura in Ucraina, non possiamo avere una crescita economica stabile e sicurezza per l'Europa e quindi dobbiamo impegnarci per raggiungere una pace duratura e giusta in Ucraina. Non possono esserci negoziati di pace sull'Ucraina, senza l'Ucraina e senza l'Europa". Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo.
Tusk: “Impossibile un’alternativa alla Nato sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”
"Non c'è dubbio che le reali garanzie di sicurezza, la durata dei confini per l'Ucraina, devono derivare dalla cooperazione di tutta l'Europa, degli Stati Uniti e nel quadro della Nato, come unica organizzazione che ha garantito stabilità e sicurezza in Europa e in Polonia per così tanti anni, per così tanti decenni". Lo afferma il premier polacco, Donald Tusk, in vista del vertice di Parigi di oggi pomeriggio.
"È noto che la Nato non si impegnerà direttamente, ma non possiamo affatto pensare di costruire un'alternativa alla Nato, anche quando si tratta di garanzie per l'Ucraina. Voglio sottolinearlo molto chiaramente e lo dirò anche senza mezzi termini a Parigi - aggiunge -. Questo non è il momento. E sarebbe molto ingiusto che qualcuno formulasse garanzie cartacee, false, inattuabili per l'Ucraina. Alcuni hanno già dato garanzie all'Ucraina una volta e queste garanzie si sono rivelate vuote. Quei paesi che hanno dato garanzie all'Ucraina saranno presenti a Parigi". "Quindi se qualcuno vuole seriamente parlare di garanzie per l'Ucraina, deve essere sicuro al 100% che sarà in grado di soddisfare tali garanzie e obblighi - conclude -. Ecco perché sottolineerò ancora una volta: i paesi dell'Unione Europea, Gran Bretagna e Norvegia, devono prima di tutto iniziare seriamente a investire nella nostra difesa comune. Questo è il primo e più importante passo".
Zelensky: “Sì ad accordo sulle terre rare se gli Usa danno garanzie di sicurezza”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è detto disponibile a firmare un accordo che conceda agli Stati Uniti l'accesso alle terre rare dell'Ucraina, purché Washington fornisca in cambio garanzie di sicurezza a Kiev. "La domanda non è cosa può dare l'Ucraina, ma cosa può ottenere l'Ucraina", ha detto in conferenza stampa da Abu Dhabi.
Nei giorni scorsi, Zelensky aveva rivelato di non aver dato il via libera alla prima bozza dell' accordo sull'accesso ai depositi minerari in cambio di futuri aiuti militari da parte di Washington. Da Abu Dhabi, il presidente ucraino ha detto di aspettarsi un "piano più dettagliato" dagli Usa, ma ha anche sottolineato che l'Ucraina è "davvero molto interessata" a firmare un accordo, e vuole sapere "cosa esattamente gli Stati Uniti stanno dando in termini di garanzie di sicurezza".
Zelensky: “L’inviato Usa Kellogg a Kiev il 20, verrà in prima linea”
L'inviato speciale degli Stati Uniti per l'Ucraina e la Russia, Keith Kellogg, visiterà Kiev il 20 febbraio. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro video con i giornalisti secondo Interfax-Ucraina. "Stiamo aspettando Kellogg. Abbiamo concordato che sarebbe venuto da noi il 20. Resterà per due giorni e forse di più. Voglio andare con lui in prima linea e lui verrà con me in prima linea. Penso che non rifiuterà", ha aggiunto.
Zelensky domani in Turchia da Erdogan
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sarà domani in Turchia per colloqui con il leader turco, Recep Tayyip Erdogan. Lo comunica la presidenza turca.
Zelensky: “Garanzie di sicurezza non su carta ma in armi”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto che l'Ucraina vuole che le garanzie di sicurezza siano tangibili piuttosto che semplicemente "sulla carta", quando ha commentato la prospettiva di un contingente europeo di peacekeeping da schierare in Ucraina come parte di un accordo negoziato con la Russia.
"Vogliamo garanzie di sicurezza non sulla carta, ma sulla terra, sull'acqua, nel cielo, nella difesa aerea, sulle navi", ha detto Zelensky in una conferenza stampa ad Abu Dhabi. Sabato il leader di Kiev aveva esortato l'Europa a unirsi per creare un esercito e una politica estera uniti, avvertendo che i giorni del sostegno garantito degli Stati Uniti al continente sono finiti.
Von der Leyen a Parigi: “La sicurezza dell’Ue al punto di svolta”
"Appena arrivata a Parigi per colloqui cruciali. La sicurezza dell'Europa è a un punto di svolta. Sì, si tratta dell'Ucraina, ma anche di noi. Abbiamo bisogno di un approccio d'urgenza. Abbiamo bisogno di aumento della difesa. E abbiamo bisogno di entrambe le cose adesso". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Starmer: “Qualsiasi accordo deve essere giusto e duraturo”
"Giusto, duraturo, permanente". Così, secondo il premier britannico Keir Starmer, deve essere qualsiasi eventuale accordo per porre fine al conflitto in Ucraina. Lo riporta la Bbc. Dopo quasi tre anni di guerra, innescata dall'invasione russa su vasta scala iniziata il 24 febbraio di tre anni fa, Starmer ha ribadito di non voler vedere una pausa nei combattimenti che "semplicemente dia a Putin una possibilità di tornare".
Cremlino: “Dispiegamento militari dei Paesi Nato complicherebbe molto”
Il possibile dispiegamento di militari di Paesi della Nato in Ucraina presenterebbe complicazioni significative", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov commentando l'ipotesi dell'impiego, dopo un cessate il fuoco, una forza composta da soldati di Paesi come la Francia, la Gran Bretagna o altri, dopo che ieri Keir Starmer ha anticipato la disponibilità di Londra a mettere a disposizione un contingente. "Al momento non ci sono state discussioni sostanziali sull'argomento", ha aggiunto.
The Economist: “Gli Usa propongono forze di peacekeeping con Brasile e Cina”
Gli Usa stanno pensando a un diverso tipo di forza di peacekeeping in Ucraina, che includa paesi non europei come Brasile o Cina, e che si collocherebbe lungo un'eventuale linea di cessate il fuoco come una sorta di cuscinetto. Lo scrive The Economist aggiungendo che il vicepresidente Usa JD Vance avrebbe detto agli europei che una forza composta solo da europei sarebbe meno efficace nel dissuadere la Russia dall'attaccare.
La Russia si oppone però a qualsiasi dispiegamento di truppe straniere in Ucraina. Quindi l'amministrazione di Donald Trump dovrà costringere Vladimir Putin a fare delle concessioni, conclude The Economist.
Tusk: “La Polonia non invierà soldati in Ucraina”
La Polonia non ha intenzione di inviare propri soldati in Ucraina a garanzia della sicurezza. Piuttosto, invierà aiuti economici e militari a Kiev. Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk a Varsavia, prima di volare a Parigi dove oggi pomeriggio si tiene la riunione informale sull'Ucraina convocata dal presidente francese Emmanuel Macron. "Per quanto riguarda il sostegno della Polonia, non abbiamo in programma di inviare truppe polacche in territorio ucraino", ha detto Tusk ai giornalisti.
Zelensky: “Non parteciperemo a negoziati Usa-Russia e non ne accetteremo esito”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo Paese non prenderà parte ai colloqui tra Stati Uniti e Russia in programma nei prossimi giorni per porre fine alla guerra e non accetterà l'esito dei colloqui se l'Ucraina non parteciperà. Parlando ai giornalisti in una conferenza telefonica dagli Emirati Arabi Uniti, Zelensky ha affermato che il suo governo non era stato invitato ai colloqui previsti per martedì in Arabia Saudita e ha aggiunto che non avrebbero "prodotto alcun risultato", data l'assenza di funzionari ucraini.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato a Riad
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato oggi a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, dopo il suo viaggio in Israele. Rubio guiderà una delegazione Usa per colloqui diretti in programma domani a Riad con funzionari russi. Ai colloqui per gli Usa dovrebbero partecipare anche il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz e l'inviato speciale Steve Witkoff. Per la Russia, invece, il Cremlino ha annunciato che sono in partenza per Riad il ministro degli Esteri Lavrov e l'assistente presidenziale Yuri Ushakov. Secondo quanto riferito dal Cremlino, nell'incontro si parlerà del ripristino dell'intera gamma di relazioni bilaterali Usa-Russia, nonché dei preparativi per eventuali negoziati su una soluzione in Ucraina e di un incontro fra Trump e Putin.
Lavrov esclude concessioni territoriali nei negoziati
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha escluso che in futuri possibili negoziati di pace ci possano essere quelle che lui definisce "concessioni territoriali" all'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Interfax. Le truppe russe hanno invaso l'Ucraina nel febbraio del 2022 annettendosi unilateralmente quattro regioni ucraine solo in parte controllate dal Cremlino con le armi.
La Commissione Ue in Ucraina per l’anniversario del 24 febbraio
In occasione dell'anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina il collegio dei commissari sarà a Kiev. Lo ha detto un portavoce dell'esecutivo Ue.
Lavrov: “No a negoziati con europei che vogliono guerra”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato di non sapere cosa dovrebbe fare l'Europa al tavolo dei negoziati sull'Ucraina, poiché la sua filosofia sul conflitto "non è andata da nessuna parte". Lavrov ha richiamato l'attenzione sulle parole del presidente finlandese Alexander Stubb alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il quale ha affermato la necessità di avviare negoziati per il riarmo dell'Ucraina.
"La filosofia degli europei non è andata da nessuna parte. Non so cosa dovrebbero fare al tavolo delle trattative. Se stanno a 'estorcendo' qualche idea subdola sul congelamento del conflitto, mentre a modo loro intendono continuare la guerra, allora perché invitarli lì?", ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il ministro degli Esteri serbo Marko Djuric, come riporta Ria Novosti.
Media: gli Usa potrebbero inviare truppe a proteggere giacimenti minerari
Gli Stati Uniti avrebbero espresso la loro disponibilità a inviare truppe in Ucraina per proteggere i giacimenti minerali qualora si dovesse raggiunto un accordo con la Russia per porre fine alla guerra. Lo riporta l'Nbc citando fonti informate. L'Ucraina ha alcune delle più grandi riserve mondiali di titanio e terre rare, entrambi utilizzati per realizzare una varietà di prodotti tecnologici. Molti dei minerali, tuttavia, si trovano in aree ora controllate dalle truppe russe, secondo funzionari statunitensi.
Incontro tra Von der Leyen e l’inviato Usa Kellogg rinviato a domani
E' stato rimandato a domani mattina l'incontro tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l'inviato speciale degli Stati Uniti per l'Ucraina Keith Kellogg, previsto inizialmente per oggi a Bruxelles. Lo riferiscono fonti Ue. Oggi pomeriggio Von der Leyen parteciperà alla riunione informale sull'Ucraina convocata dal presidente francese Emmanuel Macron.
Mosca: “A Riad anche discussioni su possibili negoziati sull’Ucraina”
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, afferma che funzionari russi e americani si incontreranno domani a Riad anche per discutere della "preparazione di possibili negoziati per una soluzione" del conflitto in Ucraina e "dell'organizzazione dell'incontro dei due presidenti", Donald Trump e Vladimir Putin. Lo riporta la Tass.
Cremlino: “Positivo il vertice europeo di Parigi per la pace”
Il Cremlino ha definito positivo il fatto che oggi a Parigi i leader europei discuteranno di possibili soluzioni di pace per l'Ucraina, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sottolineando che vale la pena attendere i risultati di questo vertice.
"Aspettiamo i risultati di questo vertice, aspettiamo le dichiarazioni dei rappresentanti degli Stati europei", ha detto Peskov ai giornalisti, rispondendo a una domanda su cosa si aspetta Mosca dal vertice di alcuni leader europei a Parigi e se ciò potrebbe ostacolare il processo di risoluzione in Ucraina.
Secondo Peskov, quello che conta è che solo due mesi fa, "tutti nel mondo, con l'eccezione, forse, della Russia e dei èaesi amici, parlavano di come continuare la guerra a qualsiasi costo". "E' gratificante che ora tutti stiano cercando di parlare di ciò che deve essere fatto per fermare la guerra a tutti i costi. Questo è un fatto positivo. Valuteremo dopo tutto il resto", ha osservato il portavoce.
Cremlino: “A Riad Lavrov vedrà Rubio”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il consigliere del presidente Vladimir Putin Yuri Ushakov si recheranno oggi a Riad per incontrare il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov spiegando che al centro dei colloqui saranno i rapporti tra Washington e Mosca oltre all'avvio di negoziati per la pace in Ucraina. "Si prevede che domani a Riad terranno un incontro con le loro controparti americane, che sarà dedicato principalmente al ripristino completo delle relazioni russo-americane e alla preparazione di possibili negoziati sull'Ucraina", ha detto Peskov citato dalla Ria Novosti.
Cremlino: “A Riad discuteremo di un vertice tra Putin e Trump”
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il consigliere diplomatico del Cremlino Yuru Ushakov discuteranno dei preparativi per possibili colloqui sull'Ucraina con le loro controparti americane domani a Riad.
Secondo quanto annunciato dal portavoce del Cremlino, Dmtri Peskov, in agenda nei colloqui in Arabia Saudita ci sarà anche "l'organizzazione di un incontro tra i due presidenti".
Cremlino: “Il ministro degli Esteri Lavrov a Riad per l’incontro di domani con gli Usa”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov voleranno a Riad oggi su istruzioni del presidente russo Vladimir Putin, ha affermato il portavoce del leader russo Dmitri Peskov.
"Oggi, su ordine del presidente Putin, il ministro degli Esteri Lavrov e il consigliere presidenziale Yuri Ushakov voleranno a Riad ", ha detto Peskov ai giornalisti. Domani, ha spiegato Peskov, la delegazione russa vedrà i rappresentanti americani "per discutere il ripristino dell'intera gamma di relazioni bilaterali".
La Svezia "non esclude" l’invio di forze di peacekeeping in Ucraina
La Svezia "non esclude" l'invio di truppe di peacekeeping in Ucraina, ha affermato il suo ministro degli Esteri, dopo che il Regno Unito ha dichiarato di essere disposto a contribuire con truppe sul campo per garantire la sicurezza di Kiev.
"Dobbiamo prima negoziare ora una pace giusta e duratura che rispetti il diritto internazionale. Quando avremo stabilito questa pace, dovrà essere mantenuta e per questo il nostro governo non esclude nulla", ha detto la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard alla radio pubblica Sveriges Radio.
Nella vicina Norvegia, il primo ministro Jonas Gahr Store ha affermato che "non è ancora il momento" per discutere l'invio di soldati norvegesi in Ucraina. "Non è ancora il momento di trarre conclusioni su come formulare una garanzia di sicurezza e che tipo di contributo apportare", ha insistito alla radio Nrk.
Diversi leader europei si incontreranno oggi a Parigi per discutere del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di avviare "molto presto" i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin per porre fine al conflitto in Ucraina, tenendo a distanza Kiev e l'Europa. "Siamo pronti e disposti a contribuire alle garanzie di sicurezza dell'Ucraina inviando le nostre truppe sul territorio, se necessario", ha scritto ieri il primo ministro britannico Keir Starmer sul quotidiano Daily Telegraph. "Non lo dico alla leggera", ha aggiunto Keir Starmer, affermando di comprendere "la responsabilità che deriva dal mettere potenzialmente a rischio" gli uomini e le donne dell'esercito britannico. Ma "aiutare a garantire la sicurezza dell'Ucraina significa aiutare a garantire la sicurezza del nostro continente e la sicurezza del Paese".
Ungheria: “Il vertice di Parigi ostacola gli sforzi di pace in Ucraina”
L'Ungheria attacca l'iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron di un vertice a Parigi per concordare una linea europea comune in relazione ai negoziati di pace tra Ucraina e Russia. "I leader europei che sostengono la guerra e sono contrari a Trump si riuniscono oggi a Parigi per bloccare gli sforzi di pace in Ucraina", ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto.
Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, "l'era della politica interventista è finita" ha detto Szijjarto."A differenza di coloro che si riuniscono a Parigi, che hanno alimentato l'escalation per tre anni, noi sosteniamo gli sforzi di pace".
Attacchi hacker contro siti italiani: nella rivendicazione citato Mattarella
Il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha avviato in mattinata una nuova serie di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) contro i siti web di soggetti italiani, afferenti ai settori trasporti (aeroporti di Linate e Malpensa, Autorità trasporti, porti di Taranto e Trieste, tra gli altri) e finanziari (Intesa San Paolo). Al momento non risultano impatti effettivi sui servizi erogati.
L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha avviato l'opera di supporto e mitigazione alle prime avvisaglie delle azioni. Nella rivendicazione i NoName citano le dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella, definito "russofobo, sulla Russia e il Terzo Reich”.
Anche il banchiere russo – ex Goldman Sachs – Dmitriev nella delegazione russa a Riad
Il capo del fondo sovrano russo Kirill Dmitriev incontrerà una delegazione statunitense in Arabia Saudita domani per concentrarsi sul rafforzamento dei legami e sulla maggiore cooperazione economica, ha detto una fonte a Riad a Reuters. L'incontro con Dmitriev è la prima conferma che l'ex banchiere di Goldman Sachs istruito negli Stati Uniti sarà coinvolto nei colloqui con gli Stati Uniti. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe essere in Arabia Saudita per incontrare funzionari russi in Arabia Saudita insieme al consigliere per la sicurezza nazionale di Trump Mike Waltz e all'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff. Dmitriev, 49 anni, è un banchiere d'investimento che ha studiato ad Harvard e Stanford negli anni '90. Ha lavorato presso le società statunitensi Goldman Sachs e McKinsey prima di tornare a Mosca. Dmitriev ha diretto la società di private equity sostenuta da capitale statunitense Delta Equity Partners in Russia prima di essere nominato da Putin a capo dell'RDIF, creato nel 2011 per facilitare gli investimenti esteri in Russia. Ha avuto un ruolo nei primi contatti tra Mosca e il team di Trump quando Trump è stato eletto presidente per la prima volta nel 2016, così come nella costruzione delle relazioni tra Russia e Arabia Saudita, che hanno portato a un accordo sui prezzi del petrolio OPEC+.
Dmitriev ha incontrato diverse volte il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che ha anche avuto un ruolo nella mediazione dello scambio di prigionieri della scorsa settimana tra Russia e Stati Uniti. L'Arabia Saudita è stata menzionata da entrambe le parti come probabile sede per il vertice pianificato Putin-Trump.
Mosca insiste contro Mattarella: il suo paragone tra Russia e Germania nazista avrà conseguenze
Il paragone tra la Russia e la Germania nazista nell'anno dell'80esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, fatto di recente dal presidente italiano Sergio Mattarella, "non resterà senza conseguenze". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ospite della tv russa ieri sera. "Nella sua veste di presidente ha dichiarato di ritenere che la Russia possa essere equiparata al Terzo Reich. Ciò non può e non rimarrà mai senza conseguenze", ha ammonito Zakharova intervistata nel programma del giornalista filo-Cremlino Vladimir Solovyov sul canale Rossiya-1. Zakharova - che ha postato una clip del suo intervento sul suo canale Telegram - ha sottolineato che queste parole sono state pronunciate dal "presidente di un Paese che storicamente è stato tra coloro che hanno attaccato il nostro Paese".
"Purtroppo l'Italia è il Paese in cui è nato il fascismo", ha aggiunto la portavoce. "Questo ci viene detto da una persona che non può fare a meno di sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nonni e i bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda Guerra Mondiale sotto le bandiere e gli slogan nazisti. Su quale base questo viene detto nell'anno dell'80esimo anniversario della nostra Vittoria?", ha insistito la diplomatica. "Abbiamo dato una risposta, che ha dato origine non solo a un'ondata di russofobia e alla presunta pseudo-difesa del presidente italiano. La gente ha creato una petizione online in cui comuni cittadini italiani, giornalisti, personaggi pubblici hanno iniziato a scrivere che si scusano con i russi per queste parole indegne", ha concluso Zakharova. Intanto l'agenzia ufficiale Tass questa mattina riporta che la petizione in questione, in cui si dichiara che "il popolo italiano non condivide la dichiarazione del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e desidera chiedere scusa alla Federazione Russa e all'intero popolo russo", è stata firmata da oltre 10.000 persone. Lo ha raccontato all'agenzia russa il suo promotore, il giornalista italiano Vincenzo Lorusso, che vive a Lugansk e racconta la vita nel Donbass. "I firmatari sono principalmente cittadini italiani, ci sono anche russi che vivono in Italia", ha detto. Lorusso ha affermato che una volta completata la raccolta delle firme, la petizione verrà inviata al ministero degli Esteri russo per "dimostrare che gli italiani non condividono le opinioni del presidente".
Zelensky con la moglie negli Emirati arabi uniti
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy è arrivato ieri sera negli Emirati Arabi Uniti, mentre cresce lo slancio per potenziali colloqui di pace che porrebbero fine alla guerra di Mosca contro il paese. La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suggerito che avrebbe incontrato il presidente russo Vladimir Putin in Arabia Saudita. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati a lungo considerati un possibile sito per colloqui di pace. Zelenskyy è arrivato ad Abu Dhabi dopo aver partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco in Germania. Le riprese pubblicate dal suo ufficio hanno mostrato lui e sua moglie, Olena Zelenska, accolti da un funzionario emiratino e da una guardia d'onore all'aeroporto domenica sera tardi. "La nostra massima priorità è riportare a casa dalla prigionia ancora più persone", ha affermato l'ufficio di Zelenskyy in messaggi online. "Ci concentreremo anche sugli investimenti e sulla partnership economica, nonché su un programma umanitario su larga scala".
L'agenzia di stampa statale WAM degli Emirati Arabi Uniti non ha immediatamente riferito dell'arrivo di Zelenskyy, il che è insolito. Non è stato immediatamente chiaro quale è il programma della visita. Abu Dhabi ospita questa settimana la sua biennale International Defense Exhibition and Conference, una mostra di armi, dove sia l'Ucraina che la Russia hanno esposto armi, anche se Mosca affronta le sanzioni occidentali per la guerra. Il denaro russo continua a inondare il mercato immobiliare rovente di Dubai. I voli giornalieri tra gli Emirati e Mosca forniscono un'ancora di salvezza sia per coloro che fuggono dalla leva obbligatoria sia per l'élite russa. Anche il Tesoro degli Stati Uniti sotto l'ex presidente Joe Biden ha espresso preoccupazioni sulla quantità di denaro russo che affluisce nel paese della penisola arabica. La visita di Zelenskyy avviene mentre Denis Manturov, primo vice primo ministro russo, ha incontrato domenica mattina il leader degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente del paese e governatore di Abu Dhab.
Rubio in Arabia Saudita, attesa per i colloqui con i russi
Potrebbero iniziare domani a Riad, in Arabia Saudita, i colloqui tra Stati Uniti e Russia sull'Ucraina. A riferirlo sono stati nelle ultime ore vari media negli Stati Uniti e in Russia, come riporta stamani la Bbc, mentre il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, l'inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il consigliere per la Sicurezza nazionale, Mike Waltz, sono attesi per incontri nella monarchia del Golfo a pochi giorni dal terzo anniversario dall'inizio del conflitto in Ucraina, innescato dall'invasione russa su vasta scala avviata il 24 febbraio del 2022. L'Ucraina non è stata invitata ai colloqui attesi a Riad, coinvolta a sua volta con gli Usa anche per il futuro della Striscia di Gaza, e non è chiaro quali interlocutori russi incontrerà Rubio in Arabia Saudita. Risale a sabato scorso il suo colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov. Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aspettarsi un incontro "molto presto" con il leader russo Vladimir Putin, dopo il colloquio telefonico della scorsa settimana. Nella regione c'è comunque anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, arrivato ieri sera negli Emirati Arabi Uniti.
Kiev: “Nella notte abbattuti 83 droni russi su 147”
Le forze russe hanno attaccato l'Ucraina la notte scorsa con 147 droni di vario tipo, 83 dei quali sono stati abbattuti dalle difese aeree di Kiev: lo ha reso noto l'Aeronautica militare ucraina aggiungendo che 59 droni-esca sono caduti in zone aperte. I droni distrutti sono stati intercettati nelle regioni di Kharkiv, Poltava, Sumy, Chernihiv, Cherkasy, Kiev, Kirovohrad, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e Odessa.
Media, domani negoziati Usa-Russia a Riad senza Kiev
I negoziati sull'Ucraina tra le delegazioni russa e americana sono programmati per domani a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, secondo quanto riferito ieri sera dal quotidiano russo Kommersant. Sabato, il sito Politico aveva riferito che, secondo alcune fonti, un team di alti funzionari dell'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump si era recato in Arabia Saudita per iniziare i preparativi per i colloqui di pace sull'Ucraina.
Poroshenko: “In Ucraina iniziati i preparativi per le elezioni”
L'ex presidente ucraino e leader del partito Solidarietà europea, Petro Poroshenko, ha affermato che nel Paese sono iniziati i preparativi per le elezioni. Intervistato da Ukrainska Pravda, Poroshenko ha detto che "la Commissione elettorale centrale, che non ha fatto nulla per due anni e mezzo, ha iniziato a lavorare". Inoltre "la tipografia ucraina è stata incaricata dalle autorità di calcolare i costi di stampa delle schede elettorali".
Allo stesso tempo, l'ex capo di Stato (2014-2019) ha affermato di ritenere che i discorsi sulle elezioni in Ucraina siano "dannosi" ed ha assicurato che il suo partito non ha condotto e non intende attualmente condurre alcuna campagna elettorale. In un'intervista a Censor.Net pubblicata ieri, Poroshenko, aveva dichiarato di essere convinto che le elezioni in Ucraina si terranno il prossimo ottobre.
Ucraina, raid russi su Zaporizhzhia, Kherson e Kharkiv
Le autorità di Kiev affermano che le forze russe hanno attaccato stanotte diverse zone dell'Ucraina, causando danni e disservizi. Lo riportano i media locali. In particolare 10 droni russi avrebbero preso di mira la città di Zaporizhzhia colpendo alcuni magazzini, che hanno preso fuoco. Interruzioni di corrente dovute ai raid si sono verificate invece a Kherson. Esplosioni anche a Kharkiv, attaccata da velivoli senza pilota di tipo Shahed.
Mosca, distrutti 90 droni ucraini nella notte
Il sistema di difesa russo ha intercettato e distrutto 90 droni ucraini durante la notte. Lo comunica il ministro della difesa russo su Telegram. Ne sono stati abbattuti 38 sul mar d’Azov, 24 sulla regione di Krasnodar e i restanti in altre regioni a sud e ovest del Paese.
Starmer: “Regno Unito pronto a schierare le sue truppe in Ucraina se necessario”
Il Regno Unito è pronto e disposto “a inviare truppe britanniche per il mantenimento della pace in Ucraina”. Lo ha affermato il primo ministro Keir Starmer. In un articolo per il quotidiano Telegraph pubblicato domenica sera, Starmer ha affermato che "garantire una pace duratura in Ucraina che salvaguardi la sua sovranità a lungo termine è essenziale" per dissuadere il presidente russo Vladimir Putin da "ulteriori aggressioni". L'impegno è assunto in vista di un incontro con i leader europei a Parigi convocato lunedì dal presidente francese Emmanuel Macron, ed è la prima volta che Starmer ha esplicitamente indicato che il Regno Unito è pronto a schierare le sue truppe in Ucraina.
Attacco ucraino con droni nella regione di Krasnodar, un ferito e decine di case danneggiate
Un attacco ucraino con i droni nella regione russa di Krasnodar ha ferito una persona e danneggiato almeno 12 case, riferisce il governatore Veniamin Kondratyev in un post su Telegram. Ha definito l’attacco “massiccio”.
Trump: “Incontro con Putin? Potrebbe essere molto presto”
"Nessuna data stabilita, ma potrebbe essere molto presto". Così Donald Trump ai reporter che gli chiedevano i tempi dell’incontro con Vladimir Putin. "Tipo questo mese?", hanno incalzato i cronisti. "Beh, sarà presto. Vedremo cosa succede, si stanno incontrando adesso" ha detto riferendosi agli imminenti colloqui a Riad tra americani e russi. "Questo avrebbe dovuto essere fatto quattro anni fa, tre anni fa, prima che iniziasse, ma avrebbe dovuto essere fatto subito dopo che è iniziato, invece di farlo ora, tre anni dopo", ha aggiunto.
Trump: “Putin e Zelensky vogliono che la guerra finisca presto”
"Penso che voglia che la guerra finisca e presto". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferendosi al presidente russo Vladimir Putin. "Anche Volodymiyr Zelensky vuole che finisca e sarà coinvolto nei negoziati di pace", ha aggiunto. Il presidente Usa ha escluso che Putin voglia conquistare tutta l’Ucraina: “No, credo voglia fermarsi”.