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A Parigi l’Europa cerca lo scatto: “Nessuna pace senza di noi. Pronti a inviare i nostri soldati”

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Vertice d’emergenza all’Eliseo per mandare un messaggio a Trump: “Peacekeeping a Kiev solo se coinvolti nei negoziati”. L’idea di nominare un “inviato” di alto livello per sedere al tavolo delle trattative. Spunta il nome di Angela Merkel
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L’Europa tenta il riscatto e manda un messaggio esplicito a Donald Trump: «O saremo coinvolti nel negoziato di pace per l’Ucraina o non faremo parte dell’eventuale contingente di interposizione». È questo l’obiettivo del summit convocato oggi a Parigi dal presidente francese, Emmanuel Macron, e al quale prenderanno parte i premier di Italia, Germania, Polonia, Gran Bretagna, Spagna e Danimarca oltre alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

È dunque l’inquilino dell’Eliseo che prova a tirare l’Europa fuori dall’angolo. L’appuntamento di oggi assume il carattere di un vertice di emergenza nel giorno in cui simbolicamente cominciano i negoziati tra americani e russi in Arabia saudita, senza nessuno, appunto, a rappresentare l’Europa. Serve a fornire una proposta e a esaminare il piano di pace della Casa Bianca che è stato informalmente trasmesso alle principale cancellerie d’Europa. E anche a valutare l’idea di…

L’Europa tenta il riscatto e manda un messaggio esplicito a Donald Trump: «O saremo coinvolti nel negoziato di pace per l’Ucraina o non faremo parte dell’eventuale contingente di interposizione». È questo l’obiettivo del summit convocato oggi a Parigi dal presidente francese, Emmanuel Macron, e al quale prenderanno parte i premier di Italia, Germania, Polonia, Gran Bretagna, Spagna e Danimarca oltre alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

È dunque l’inquilino dell’Eliseo che prova a tirare l’Europa fuori dall’angolo. L’appuntamento di oggi assume il carattere di un vertice di emergenza nel giorno in cui simbolicamente cominciano i negoziati tra americani e russi in Arabia saudita, senza nessuno, appunto, a rappresentare l’Europa. Serve a fornire una proposta e a esaminare il piano di pace della Casa Bianca che è stato informalmente trasmesso alle principale cancellerie d’Europa. E anche a valutare l’idea di nominare un inviato speciale per l’Ucraina. E il nome sul tavolo delle istituzioni europee è quello dell’ex Cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Macron intanto ha sentito ieri al telefono il principe saudita Mohammad bin Salman per ribadire che nessuna pace «solida e robusta» potrà realizzarsi senza una partecipazione degli europei. Il formato ristretto della riunione ha l’obiettivo di garantire una risposta il più possibile agile e unitaria all’offensiva trumpiana. Dopo la protesta contro il nuovo metodo statunitense, il presidente francese vuole spronare gli altri leader a essere «operativi». E a mettere sul tavolo una proposta sulle garanzie di sicurezza che Kiev reclama e a cui gli Usa sostengono di non voler partecipare.

Gli europei, ha spiegato l’Eliseo, devono fare «di più e meglio per la loro sicurezza collettiva». Il nodo infatti si stringe intorno alla possibilità che ci sia una missione militare europea in Ucraina. L’improvvisa accelerazione di Trump sul dossier ucraino ha seminato il panico in molte capitali del continente. Un anno fa proprio Macron era stato il primo a parlare di «boots on the ground», truppe da mandare a Kiev. Quell’ipotesi, scartata allora dai leader europei, diventa ora concreta nello scenario post-bellico. Secondo diverse fonti, la richiesta di truppe europee da inviare in Ucraina è contenuta nel documento condiviso da Washington nelle ultime ore.

«Cosa siamo pronti a fare?» è la domanda con cui Macron vuole aprire oggi la conversazione all’Eliseo. Il leader francese è consapevole che le posizioni sono ancora distanti, non solo tra i 27 dell’Ue, ma anche nel nucleo più ridotto dei sette paesi riuniti a Parigi. All’ordine del giorno ci sono il dibattito sui defence bond, l’uso della leva delle sanzioni sulla Russia nei negoziati, l’aumento della fornitura di armi a Kiev in questa fase delicata e la creazione di una forza di interposizione. Macron vuole un «sussulto», un «risveglio strategico» di quella che già immagina come una «coalizione di volenterosi». Altri leader sono più prudenti in questa fase di inedito disallineamento con l’alleato americano.

Il punto è sempre lo stesso: ll “Vecchio Continente” può essere pronto a mandare i suoi soldati per garantire la tregua, anche insieme a reparti di Paesi asiatici a cominciare dalla Cina. Ma non accetta l’idea che questo possa avvenire mentre sono solo gli Stati Uniti a trattare la sorte dell’Ucraina. Anche perché, in quel caso, nessuno può sapere quale sarebbe il contesto e quali possano essere i pericoli futuri con una Russia impunita e pronta a espandersi verso ovest.

E tra le mosse allo studio di Bruxelles c’è dunque l’idea di nominare un inviato speciale per l’Ucraina. In realtà non si tratterebbe di un semplice “inviato” ma di una sorta di “Plenipotenziario” che dovrebbe partecipare alla redazione finale del Piano di pace e a rappresentare l’Europa nel negoziato con il Cremlino. Per questo il nome circolato a Bruxelles è quello di di Angela Merkel. L’incarico all’ex Cancelliera tedesca sarebbe il segno di quanto l’Unione intende impegnarsi in questa trattativa che viene giudicata vitale. Una leader di altissimo profilo. Che conosce molto bene Putin, parla il russo ed è stata una dei protagonisti dell’accordo di Minsk. Va ancora verificata la sua disponibilità e l’accordo di tutti i 27. Considerando che il probabile futuro cancelleiere tedesco Merz non ha mai avuto con lei un gran feeling. Di certo, però, l’Ue ha bisogno di uno scatto per recuperare un minimo di rilievo.

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