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Germania, Merz parla già da cancelliere: “Il mondo è cambiato”

(reuters)

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In attesa del voto di domenica, il candidato della Cdu è intervenuto a Berlino. È favorito nei sondaggi che lo danno al 30%, seguito dall’ultradestra di Afd al 21% e dall’Spd in caduta libera al 15%. Ma per governare avrà bisogno di due partner
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BERLINO — Quando Friedrich Merz prende la parola assume un tono pesante, e parla già da cancelliere. «Osserviamo le conseguenze delle elezioni negli Stati Uniti. Non è l’America di 40 anni fa. Quelle di domenica in Germania non sono elezioni normali: si tengono in un contesto storico eccezionale. È un movimento tettonico che sta spostando il centro politico ed economico del mondo. E per questo voglio dirvi una cosa: metterò tutte le mie forze perché la Germania ritorni a un ruolo di leader in Europa».

Iniziare un comizio con temi di politica estera è uno strappo alla regola: farlo sottolinea la gravità del momento. «La ferita nelle relazioni transatlantiche è profonda. Speriamo per il meglio ma prepariamoci al peggio. E il peggio significa che dovremo difenderci da soli. Dovremo fare sforzi disumani, ma siamo uniti con i nostri alleati di Francia e Regno Unito e potete contare sul fatto che il prossimo cancelliere farà ciò che è necessario».

Mancano due giorni alle elezioni in Ge…

BERLINO — Quando Friedrich Merz prende la parola assume un tono pesante, e parla già da cancelliere. «Osserviamo le conseguenze delle elezioni negli Stati Uniti. Non è l’America di 40 anni fa. Quelle di domenica in Germania non sono elezioni normali: si tengono in un contesto storico eccezionale. È un movimento tettonico che sta spostando il centro politico ed economico del mondo. E per questo voglio dirvi una cosa: metterò tutte le mie forze perché la Germania ritorni a un ruolo di leader in Europa».

Iniziare un comizio con temi di politica estera è uno strappo alla regola: farlo sottolinea la gravità del momento. «La ferita nelle relazioni transatlantiche è profonda. Speriamo per il meglio ma prepariamoci al peggio. E il peggio significa che dovremo difenderci da soli. Dovremo fare sforzi disumani, ma siamo uniti con i nostri alleati di Francia e Regno Unito e potete contare sul fatto che il prossimo cancelliere farà ciò che è necessario».

Mancano due giorni alle elezioni in Germania e ieri sera la campagna elettorale è entrata nel suo rush finale con un atteso evento di Merz al gasometro di Schoeneberg, a Berlino. Gli ultimi sondaggi di Insa vedono i cristiano-democratici della Cdu al primo posto con il 30%, l’ultradestra di Afd al 21%, l’Spd in caduta libera al 15%, i verdi al 13%, i liberali dell’Fdp al 4%, la sinistra di Die Linke al 7% e i rossobruni di Bsw al 5%. Vada come vada, è praticamente certo che Friedrich Merz avrà il mandato di formare un governo, che probabilmente dovrà avere due partner.

In una città paralizzata dal traffico per tre giorni di sciopero dei trasporti pubblici locali, la location dell’evento a inviti per circa 300 persone era presidiata da un numero simile di poliziotti. La manifestazione di Greenpeace, poco distante dall’evento faticava a farsi sentire oltre il cordone delle forze dell’ordine.

Il fatto è che la sicurezza è un tema che si è imposto in campagna elettorale dopo i recenti attentati di Magdeburgo, Aschaffenburg e Monaco. Stando a informazioni diffuse ieri dal tabloid Bild, l’Isis avrebbe esortato a compiere nuovi attentati in Germania alla vigilia del voto. “Che aspetti? Le strade sono piene di obiettivi! Colpisci!”, è il testo in tedesco di un’immagine che secondo il quotidiano avrebbe rilanciato ai media Al Saif, piattaforma vicina allo Stato Islamico. L’immagine ritrae il navigatore di un’auto che consiglia al conducente di imitare l’attentato di Monaco e investire i passanti. Vengono poi indicate anche delle città: Berlino, Monaco, Francoforte, Vienna, Bruxelles, Anversa e Salisburgo. Che sia un appello reale o una strategia ibrida per seminare ulteriore panico è difficile dirlo. Ma è certo che immigrazione e sicurezza sono i temi che si sono imposti in una campagna elettorale che vede i partiti di destra col vento in poppa.

Ed è di questo che si parla nel bar del gasometro tra currywurst, bretzel e birre. Non bisogna cercare molto per trovare chi già si proietta in un futuro senza più il tabù di un governo con l’estrema destra. Rudolph Thur, pensionato di Wannsee, ex dirigente di Siemens, beve una Berliner e su quel che dice ci tiene a mettere nome e cognome: «Si tratta di essere realisti, la Brandmauer (la barriera contro l’estrema destra), prima o poi è destinata a cadere. E io auspico che sia presto. Non si può ignorare che il 20% della popolazione vota Afd: dobbiamo isolare i più estremisti e far si che il partito rispetti le regole democratiche».

Sono parole che pesano in una breve campagna che ha vissuto un solo grande scossone: quando il 29 gennaio la Cdu di Merz ha fatto passare una mozione anti-migranti in Parlamento con i voti dell’Afd. Non era mai successo dalla Seconda guerra mondiale. Il dibattito politico ha vissuto uno tsunami e Merz si è visto costretto a ripetere continuamente: «Non tenderemo mai la mano all’Afd».

La maggior parte di quelli che si avvicendavano ieri sera sono convinti che dica la verità e che una Grossekoalition, un’alleanza di forze di centro, possa neutralizzare il pericolo dell’estrema destra, almeno per ora. A 52 anni, Lars è da 30 tesserato con la Cdu: «Non sono mai stato un grande fan di Merz, ero merkeliano, però quando uno osserva i numeri e vede che si apre la possibilità a una coalizione di sinistre e verdi, vuol dire che bisogna rimboccarsi le maniche fino all’ultimo giorno. Per questo sono qui stasera». A preoccuparlo è l’altro grande tema di queste elezioni: la crisi economica.

Al bar si trovano anche i socialisti rassegnati. Irmghard, 67 anni, alza le spalle: «Non mi piace per nulla Merz, ma volevo vedere il mio futuro cancelliere in carne ed ossa».

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