BERLINO – Il cinema Kosmos è un edificio socialista a un piano di vetro e cemento che si specchia su una Karl-Marx-Allee ghiacciata. Sono le tre di pomeriggio e un serpentone di giovani in coda si estende per vari isolati. Hanno capelli colorati, alcuni hanno i piercing, molti sono queer, ci sono giovani genitori con neonati appesi al collo, trentenni vestiti da trekking e moltissime donne ventenni. Dentro c’è la musica, ci sono le birre e il frizzante Rotkaepchen, i succhi bio e il caffè macchiato con il latte d’avena.
Nella sala le sedie sono già tutte occupate. Le agenzie internazionali appostate, le luci rosse già soffuse, ma è chiaro che non si può iniziare. «Abbiamo cambiato location per avere più spazio, non è bastato. Vi chiedo un favore: alzatevi, raccogliete le sedie e impilatele ai lati. Devono entrare tutti», Heidi Reichinnek, 36 anni, Spitzenkandidatin di Die Linke è la star della serata, ma non per questo…
BERLINO – Il cinema Kosmos è un edificio socialista a un piano di vetro e cemento che si specchia su una Karl-Marx-Allee ghiacciata. Sono le tre di pomeriggio e un serpentone di giovani in coda si estende per vari isolati. Hanno capelli colorati, alcuni hanno i piercing, molti sono queer, ci sono giovani genitori con neonati appesi al collo, trentenni vestiti da trekking e moltissime donne ventenni. Dentro c’è la musica, ci sono le birre e il frizzante Rotkaepchen, i succhi bio e il caffè macchiato con il latte d’avena.
Nella sala le sedie sono già tutte occupate. Le agenzie internazionali appostate, le luci rosse già soffuse, ma è chiaro che non si può iniziare. «Abbiamo cambiato location per avere più spazio, non è bastato. Vi chiedo un favore: alzatevi, raccogliete le sedie e impilatele ai lati. Devono entrare tutti», Heidi Reichinnek, 36 anni, Spitzenkandidatin di Die Linke è la star della serata, ma non per questo non si rimbocca le maniche insieme agli altri.
Domani si vota in Germania e al Kosmos chiude la campagna il caso elettorale del momento. Die Linke, che fino a sei settimane fa era data per spacciata al 3% è stata protagonista di un boom di tesseramenti: 25mila in poche settimane, età media 28 anni, per la maggior parte donne. Uno slancio che l’ha portata all’8% dell’ultimo sondaggio di ieri. Non è un partito nuovo, anzi: è l’erede democratico del partito unico della Germania Est. Ma sembra rinato da quando lo scorso anno c’è stata la scissione di Sarah Wagenknecht, che ha fondato il rossobruno Bsw.
«Hanno fatto una campagna elettorale fighissima. Sono cool sui social e allo stesso tempo presenti sul territorio», Ari ha 27 anni è una designer, porta grandi occhiali quadrati e ha gli occhi circondati da pois neri disegnati a matita, «parlano di temi che ci interessano: il prezzo degli affitti e il costo del cibo. Non ero mai stata membro di un partito, lo sono diventata la scorsa settimana».
«Sono stato membro dell’Spd e poi dei Verdi», dice Leo, 35 anni, creativo, «ma ho deciso di rendermi attivo per Die Linke perché tutto lo spettro politico si è spostato a destra. È l’unico partito che circoscrive chiaramente il tema dell’immigrazione e quando in parlamento ci sarà una grande coalizione che esclude solo Afd, allora la sola opposizione possibile sarà Die Linke». «È stato il discorso di Reichinnek in Parlamento, quando ci siamo resi conto che era possibile che i cristiano-democratici votassero insieme all’estrema destra di Afd, che ho deciso di entrare a far parte», dice Luisa, 26 anni.
Heidi Reichinneck entra a ritmo di musica sulle note di “Ready for it” di Taylor Swift. Ha i capelli rossi e i muscoli della passionaria ma anche la parlantina e la battuta facile della stand-up commedian. Quando inscena il dibattito in parlamento scimmiottando i rivali la platea scoppia a ridere. Ma è subito in grado di cambiare registro: «Mi dicono che quella mozione votata da Cdu e Afd insieme non aveva conseguenze pratiche immediate. Ebbene non è vero, le ha avute: sulle famiglie di origini migranti che vivono in Germania che ora hanno paura. Mi rivolgo soprattutto a loro: siamo noi il muro di fuoco, non lasceremo nemmeno un millimetro al fascismo», applausi.
C’è molta retorica, ma altrettanta verità. «È fuori discussione che Cdu e Afd si alleino dopo il voto», spiega a Repubblica l’analista Albrecht von Lucke, «ma il leader conservatore Friedrich Merz è talmente determinato a portare avanti istanze di destra su determinati temi che non è escluso che Afd voterà a favore del governo in alcuni casi». Dunque si capisce meglio perché da Die Linke continuano a dire: «Siamo noi la sola opposizione».
Il prezzo degli affitti, gli aiuti alle famiglie con figli piccoli, la riforma del diritto all’aborto, la rassegna dei temi è quella tradizionale. Ma è quando si parla di solidarietà e di immigrazione che la giovane platea si infiamma. Il presente è a destra, ma c’è una nicchia rumorosa e colorata a cui non vanno giù i toni xenofobi del dibattito attuale ed è convinta di una cosa: «Il futuro siamo noi».