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Allarme Isis in Europa: “L’accoltellatore di Berlino voleva colpire degli ebrei”

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Dopo l’appello a attaccare ovunque e i casi degli ultimi giorni, è allerta in tutto il Continente
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BERLINO — Il memoriale per gli ebrei d’Europa vittime dell’Olocausto è situato a 50 m dall’entrata secondaria dell’ambasciata americana. Nel cuore di Berlino, la capitale di un Paese che oggi vota in un’elezione cruciale per l’Europa. Come se non bastasse, le intelligence europee avevano fatto circolare un allarme contro possibili attacchi di lupi solitari: Berlino era esplicitamente specificata nella lista.
L’allerta era al massimo e non doveva succedere. Ma è successo. Ieri la conferma del movente: un richiedente asilo siriano di 19 anni animato dall’intenzione «di uccidere gli ebrei» si è scagliato contro un turista nei cunicoli del memoriale e lo ha gravemente ferito.

L’aggressione è avvenuta venerdì sera intorno alle 18:00, quando l’assalitore ha colpito alle spalle un turista spagnolo di 30 anni, ferendolo al collo. La vittima è stata immediatamente trasportata in ospedale, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza e posta in coma indotto. Le autorità hann…

BERLINO — Il memoriale per gli ebrei d’Europa vittime dell’Olocausto è situato a 50 m dall’entrata secondaria dell’ambasciata americana. Nel cuore di Berlino, la capitale di un Paese che oggi vota in un’elezione cruciale per l’Europa. Come se non bastasse, le intelligence europee avevano fatto circolare un allarme contro possibili attacchi di lupi solitari: Berlino era esplicitamente specificata nella lista.
L’allerta era al massimo e non doveva succedere. Ma è successo. Ieri la conferma del movente: un richiedente asilo siriano di 19 anni animato dall’intenzione «di uccidere gli ebrei» si è scagliato contro un turista nei cunicoli del memoriale e lo ha gravemente ferito.

L’aggressione è avvenuta venerdì sera intorno alle 18:00, quando l’assalitore ha colpito alle spalle un turista spagnolo di 30 anni, ferendolo al collo. La vittima è stata immediatamente trasportata in ospedale, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza e posta in coma indotto. Le autorità hanno confermato che non è più in pericolo di vita.
La polizia di Berlino ha arrestato un sospetto nelle vicinanze della scena del crimine dopo aver notato macchie di sangue sulle sue mani e sui vestiti. Secondo quanto riportato, si tratta di Wassim al-M., un richiedente asilo siriano di 19 anni arrivato in Germania da minore non accompagnato e riconosciuto come rifugiato.

Nel suo zaino sono stati trovati un tappeto da preghiera, una copia del Corano e l’arma presumibilmente usata nell’attacco, un coltello.


La procura di Berlino ha dichiarato che il giovane aveva pianificato da settimane di «uccidere ebrei», suggerendo una possibile motivazione religiosa e un legame con l’attuale conflitto in Medio Oriente, anche se non sono emerse prove di connessioni con gruppi o individui specifici. Le autorità stanno anche indagando sulla salute mentale del sospetto.

L’attacco è avvenuto a meno di due giorni dalle elezioni di oggi in un contesto di crescenti tensioni legate a immigrazione, sicurezza e antisemitismo. Il Memoriale, che commemora i sei milioni di ebrei uccisi durante l’Olocausto, è un simbolo potente che rende l’episodio ancora più serio.

Parallelamente, poche ore dopo l’attacco, la polizia svedese ha arrestato tre uomini vicino all’ambasciata israeliana a Stoccolma, sospettati di pianificare un crimine violento. Ci sono stati sospetti ieri anche riguardo a un possibile piano di attaccare l’ambasciata israeliana di Berlino: la polizia ha evacuato un condominio a Potsdam a causa di un possibile ritrovamento di esplosivi durante una perquisizione.

L’operazione è collegata all’arresto di un 18enne ceceno sospettato di pianificare un attentato nella capitale tedesca, ha affermato un portavoce della polizia.
Giovedì le intelligence europee avevano fatto circolare un allarme riguardo a un appello dello Stato Islamico a compiere attentati. «Che aspetti? Le strade sono piene di obiettivi! Colpisci!», era il testo in tedesco sopra un’immagine rilanciata dal media Al Saif, una piattaforma vicina all’Isis. L’immagine ritraeva il navigatore di un’automobile che consiglia al conducente di imitare l’attentato di Monaco e investire i passanti. Di seguito una lista di città: Berlino, Monaco, Francoforte, Vienna, Bruxelles, Anversa e Salisburgo.

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