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Gaza, l’appello di 200 ebrei italiani: “No alla pulizia etnica”

Gaza, l’appello di 200 ebrei italiani: “No alla pulizia etnica”

Nel testo, uscito oggi su “Repubblica”, è scritto: "Trump vuole espellere i palestinesi da Gaza. Intanto in Cisgiordania prosegue la violenza del governo e dei coloni israeliani. L'Italia non sia complice"

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Oltre 200 ebree ed ebrei italiani hanno firmato un appello pubblico contro la deportazione dei palestinesi proposta da Trump e contro le violenze israeliane a Gaza e in Cisgiordania, chiedendo al governo italiano di non rendersi più complice di queste azioni.

L'iniziativa riprende i temi di un analogo appello promosso da ebree ed ebrei statunitensi, che ha già raccolto migliaia di adesioni, tra cui quelle di trecentocinquanta rabbini.

Le reti dei promotori

Promotori dell'appello italiano sono Laa - Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti - Voci ebraiche per la pace, due reti che si battono per una giusta pace in Medio Oriente, in opposizione alle politiche di segregazione e occupazione in Palestina, e contro l'antisemitismo e ogni forma di razzismo presente all'interno delle nostre società. Molte persone che non appartengono ai due gruppi hanno aderito condividendo lo spirito dell'iniziativa.

I firmatari

"Trump vuole espellere i palestinesi da Gaza. Intanto in Cisgiordania prosegue la violenza del governo e dei coloni israeliani. Ebree ed ebrei italiani dicono: NO alla pulizia etnica! L'Italia non sia complice", è il testo dell'appello, uscito oggi su Repubblica e Manifesto. Tra i firmatari Anna Foa, Siegmund Ginzberg, Carlo Ginzburg, Helena Janeczek, Gad Lerner, Roberto Saviano e Widad Tamimi.

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