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Israele approva il prolungamento della tregua per il Ramadan. Ma Hamas non ci sta: “Serve la seconda fase”

(reuters)

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Il piano proposto dall’inviato Usa Witkoff, approvato dal governo Netanyahu ma non dal movimento islamico, prevederebbe il rilascio dei rapiti in due fasi. Nuovo video da Gaza con gli ostaggi
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TEL AVIV — Gli americani provano a rompere lo stallo nelle trattative tra Israele e Hamas facendo propria la proposta del premier Netanyahu di estendere di altri 42 giorni la prima fase del cessate il fuoco a Gaza. Nella notte israele ha annunciato il suo pieno sostegno a un nuovo “piano Witkoff” che prevede appunto il prolungamento del cessate il fuoco con Hamas fino alla fine del Ramadan e della Pasqua ebraica (il 20 aprile). «Dopo una discussione sulla sicurezza presieduta da Benjamin Netanyahu, Israele adotta il piano proposto dall’inviato Usa Steve Witkoff», recita un comunicato dello Stato ebraico.

In realtà, Israele avanza già da qualche giorno la richiesta di prorogare la prima fase dell’accordo siglato il 18 gennaio, che vorrebbe dire ottenere altri scambi ostaggi-prigionieri senza passare alla fase due, ovvero senza ritirare l’esercito dalla Striscia e senza dunque porre fine alla guerra in maniera permanente.

Ora arriva l’assist di Trump. Hamas ha sempre rifiutato, chieden…

TEL AVIV — Gli americani provano a rompere lo stallo nelle trattative tra Israele e Hamas facendo propria la proposta del premier Netanyahu di estendere di altri 42 giorni la prima fase del cessate il fuoco a Gaza. Nella notte israele ha annunciato il suo pieno sostegno a un nuovo “piano Witkoff” che prevede appunto il prolungamento del cessate il fuoco con Hamas fino alla fine del Ramadan e della Pasqua ebraica (il 20 aprile). «Dopo una discussione sulla sicurezza presieduta da Benjamin Netanyahu, Israele adotta il piano proposto dall’inviato Usa Steve Witkoff», recita un comunicato dello Stato ebraico.

In realtà, Israele avanza già da qualche giorno la richiesta di prorogare la prima fase dell’accordo siglato il 18 gennaio, che vorrebbe dire ottenere altri scambi ostaggi-prigionieri senza passare alla fase due, ovvero senza ritirare l’esercito dalla Striscia e senza dunque porre fine alla guerra in maniera permanente.

Ora arriva l’assist di Trump. Hamas ha sempre rifiutato, chiedendo invece il rispetto dell’accordo in tre fasi che era stato disegnato dalla ex amministrazione Biden, e lo ha ribadito anche nella notte. “Vogliamo il pieno impegno nell'attuazione di tutti i termini dell'accordo in tutte le sue fasi e dettagli", ha dichiarato un portavoce del gruppo.

In risposta Israele ha annunciato lo stop all’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e ha chiuso i valichi di accesso.

E Hamas ha replicato che “fermare l'ingresso degli aiuti significa che Israele vuole far morire di fame i residenti della Striscia. Deve essere presa una posizione internazionale dura per fare pressione su Israele affinché fermi tutto questo".

Secondo la nuova proposta americana, il cessate il fuoco a Gaza verrebbe esteso per altri 42 giorni e nel primo giorno Hamas dovrebbe liberare la metà degli ostaggi vivi, circa una decina: si stima che siano 22 i rapiti ancora vivi a Gaza.

Anche i corpi di 18 ostaggi morti verrebbero restituiti. Nelle settimane successive Israele e Hamas dovrebbero poi negoziare un cessate il fuoco permanente. "Secondo l'accordo, Israele può tornare a combattere dopo il giorno 42 se ritiene che i negoziati siano inefficaci", ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu suggerendo che Israele potrebbe riprendere la guerra se Hamas non accetta la proposta degli Stati Uniti.

La mossa americana a supporto dell'alleato arriva dopo giorni di stallo nei colloqui al Cairo. Per fare pressioni e ottenere l’avvio della seconda fase, Hamas ieri ha diffuso un video straziante degli ostaggi ancora a Gaza. Si vedono Yair Horn e suo fratello Eitan nel momento in cui si abbracciano prima della liberazione di Yair. Eitan supplica: «Firmate la seconda e terza fase». Sale sulle ferite delle famiglie, che ieri sera hanno organizzato manifestazioni in tutto Israele, da Haifa a Tel Aviv, con centinaia di persone radunate nella piazza degli ostaggi.

Fuori dal Ministero della Difesa, Einav Zanguaker, la madre dell’ostaggio Matan Zanguaker, ha accusato Netanyahu di aver inviato una «falsa delegazione con una falsa proposta» ai negoziati al Cairo «per sabotare l’accordo e poi dare la colpa ad Hamas. Tutti possono essere riportati a casa. C’è un accordo che può essere implementato subito».

Intanto la tensione sale anche al confine siriano. Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all’Idf di «prepararsi a difendere» la città di Jaramana, a maggioranza drusa, alla periferia di Damasco che sostengono essere «sotto attacco da parte delle forze del regime siriano». Se il regime «danneggia i drusi, verrà colpito da noi», ha promesso Katz. Dopo la caduta di Assad Israele ha bombardato ripetutamente la Siria distruggendo quel che restava del suo arsenale bellico, e occupando una zona cuscinetto sul monte Hermon. Da venerdì ci sono scontri armati a Jamaruna tra drusi e uomini della sicurezza inviati dal governo di Damasco.

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