Bildt: “Per l’Europa la crisi peggiore, stretta tra i tank di Putin e i dazi di Trump”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — «Dal Dopoguerra, l’Europa non si era mai ritrovata in una morsa simile: da una parte i tank della Russia di Putin, dall’altra i dazi e il disprezzo di Trump che rinnega vergognosamente la storia e i valori dell’America. Insomma, siamo sotto attacco su sicurezza e prosperità. Questa è la crisi peggiore». A lanciare l’allarme è Carl Bildt: 76 anni, ex primo ministro svedese, diplomatico, negoziatore, già architetto delle politiche Ue per l’Est Europa e co-presidente del think tank European Council on Foreign Relations.
Ma ora cosa può fare l’Europa, signor Bildt?
«È fondamentale che rimanga unita e compatta. L’Europa in passato ha dimostrato di superare diverse gravi crisi. Ma questa è la peggiore di tutte».
E come se ne esce?
«Vedo comunque segnali positivi. C’è una nuova determinazione e consapevolezza dei politici che mi fanno ben sperare, anche per quanto riguarda Difesa, riarmo e sicurezza. Il prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz e la stabilità del suo governo …
LONDRA — «Dal Dopoguerra, l’Europa non si era mai ritrovata in una morsa simile: da una parte i tank della Russia di Putin, dall’altra i dazi e il disprezzo di Trump che rinnega vergognosamente la storia e i valori dell’America. Insomma, siamo sotto attacco su sicurezza e prosperità. Questa è la crisi peggiore». A lanciare l’allarme è Carl Bildt: 76 anni, ex primo ministro svedese, diplomatico, negoziatore, già architetto delle politiche Ue per l’Est Europa e co-presidente del think tank European Council on Foreign Relations.
Ma ora cosa può fare l’Europa, signor Bildt?
«È fondamentale che rimanga unita e compatta. L’Europa in passato ha dimostrato di superare diverse gravi crisi. Ma questa è la peggiore di tutte».
E come se ne esce?
«Vedo comunque segnali positivi. C’è una nuova determinazione e consapevolezza dei politici che mi fanno ben sperare, anche per quanto riguarda Difesa, riarmo e sicurezza. Il prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz e la stabilità del suo governo saranno fondamentali. Il coinvolgimento sensibile del Regno Unito post Brexit è confortante, e il vertice europeo a Londra di domenica su Difesa e Sicurezza infonde speranza. L’Europa dovrà imparare a camminare da sola e contraddire più spesso questi Stati Uniti. La strada mi sembra giusta. Ma restano tante incognite».
Per esempio?
«Le elezioni in Francia tra due anni. Ma, più in generale, l’amministrazione Trump è assolutamente determinata a turbare l’ordine internazionale e a interferire in Europa. Questa è una cosa inedita rispetto al primo Trump nel 2016. Certo, allora c’era Steve Bannon, ma non riuscì a combinare nulla di serio. Ora, invece, Trump sfodera personaggi come il suo vice JD Vance ed Elon Musk, che qui in Europa sostengono apertamente l’estrema destra, e in diversi Paesi. Insomma, dobbiamo relazionarci con gente che non vuole un cambio di regime in Russia, ma lo vuole nell’Unione Europea. Si rende conto?».
Quali potrebbero essere le conseguenze di questa offensiva americana?
«Molto gravi. E tuttora ignote. Per esempio, il loro supporto al partito di estrema destra tedesco Alternative Für Deutschland non ha spostato più di tanto gli equilibri alle urne. Anzi, forse l’ingerenza così marcata di Musk e Vance ha paradossalmente generato l’effetto opposto. Ma certo ci riproveranno a interferire nelle prossime elezioni in Europa. Perché vedono la Ue come l’incarnazione di tutto il male “liberal” del loro movimento “Maga”. È una frattura epocale in Occidente, che innescherà conseguenze imprevedibili. Ma purtroppo questa è l’America di oggi: negli ultimi dieci giorni ha rinnegato completamente la sua storia e i valori, e in maniera assolutamente vergognosa. Basti vedere come si è schierata con Russia e Corea del Nord all’Onu, fino al tristissimo spettacolo di Trump con Zelensky nello Studio Ovale. Cos’altro deve fare Trump per dirci che siamo di fronte a un’America assolutamente diversa da quella che abbiamo sempre conosciuto?».
Come giudica l’approccio di Trump verso Putin e la Russia?
«Rende più difficile raggiungere una pace vera e giusta, perché Trump sta alleggerendo la pressione su Mosca. Anzi si è praticamente allineato, indebolendo sensibilmente la posizione dell’Ucraina, che ora può scordarsi di entrare nella Nato nei prossimi anni. Non solo: così Trump farà accrescere le richieste di Putin, insieme ad atti ostili come quelli di sabotaggio in Europa, dove l’instabilità continuerà».
Quindi la proposta anglo-francese di una tregua di un mese, da sottoporre a Trump e poi a Putin, e di soldati di peacekeeping dopo un accordo di pace, non la convince?
«Non credo che la Russia accetterà. In ogni caso, non dovremmo stare a chiedere il permesso a Mosca. È una questione tra Ucraina, Stati Uniti e Alleati. Perciò è sbagliato l’approccio di Trump. Di questo passo, forse si riuscirà a raggiungere un cessate il fuoco. Ma una pace stabile in Ucraina sarà sempre più un miraggio».