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Europa, il piano von der Leyen per la corsa agli armamenti: “Ottocento miliardi ai governi”

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Europa, il piano von der Leyen per la corsa agli armamenti “Ottocento miliardi ai governi”
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BRUXELLES – Più debito e nuovi eurobond. Per «riarmare l’Europa» e sostenere l’Ucraina. La presidente della commissione, Ursula von der Leyen, ha presentato il suo piano da 800 miliardi di euro per mettere in sicurezza il “Vecchio Continente”. Un progetto da discutere domani al Consiglio europeo straordinario di Bruxelles e formulato a poche ore dalla decisione di Donald Trump di sospendere gli aiuti a Kiev.

Il disegno di von der Leyen si articola in cinque punti. Il primo riguarda la flessibilità nel Patto di Stabilità. Verranno scorporate dal deficit le spese militari per 650 miliardi di euro. Ognuno dei 27 potrà spendere l’1,5% di Pil in più. Sostanzialmente verrà sospeso il parametro del deficit. Per l’Italia, in teoria, si tratta di avere a disposizione 30 miliardi supplementari per la difesa. Che non sono regalati, comunque andrebbero a formare debito e in futuro dovranno essere rimborsati. Ma nell’immediato non porteranno a una procedura per deficit eccessivo.

Il secondo …

BRUXELLES – Più debito e nuovi eurobond. Per «riarmare l’Europa» e sostenere l’Ucraina. La presidente della commissione, Ursula von der Leyen, ha presentato il suo piano da 800 miliardi di euro per mettere in sicurezza il “Vecchio Continente”. Un progetto da discutere domani al Consiglio europeo straordinario di Bruxelles e formulato a poche ore dalla decisione di Donald Trump di sospendere gli aiuti a Kiev.

Il disegno di von der Leyen si articola in cinque punti. Il primo riguarda la flessibilità nel Patto di Stabilità. Verranno scorporate dal deficit le spese militari per 650 miliardi di euro. Ognuno dei 27 potrà spendere l’1,5% di Pil in più. Sostanzialmente verrà sospeso il parametro del deficit. Per l’Italia, in teoria, si tratta di avere a disposizione 30 miliardi supplementari per la difesa. Che non sono regalati, comunque andrebbero a formare debito e in futuro dovranno essere rimborsati. Ma nell’immediato non porteranno a una procedura per deficit eccessivo.

Il secondo punto è composto da 150 miliardi raccolti con nuovi eurobond, quindi con nuovo debito comune come fu per il Recovery Fund lanciato durante il Covid. Non sono però previsti “grants”, fondi gratis da non rimborsare, come ai tempi della pandemia. Questi soldi saranno dati in prestito, ma con un tasso di interesse vantaggioso, molto più basso dei nostri attuali titoli di Stato. L’obiettivo sono gli acquisti di armamenti congiunti nel tentativo di rendere più comunitaria la Difesa.

Nello specifico la presidente della Commissione si riferisce alla difesa «aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, missili e droni, munizioni e sistemi anti-drone, mobilità informatica e militare». Viene poi data la possibilità di utilizzare i Fondi di coesione Ue, in genere mirati a progetti territoriali, e dirottarli sulla sicurezza. Si chiederà poi alla Bei, la Banca europea per gli investimenti, di finanziare altre spese. Il quinto punto consiste nell’accelerazione dell’Unione bancaria che potrebbe offrire altre possibilità nel reperire fondi privati.

«Siamo in un’era di riarmo – ha detto von der Leyen – perché la nostra sicurezza è minacciata. L’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la spesa per la difesa, sia per rispondere all’urgenza di agire a breve termine e per sostenere l’Ucraina, sia per affrontare l’esigenza a lungo termine di assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza europea». A suo giudizio, il punto non è più se la minaccia sia reale, ma «se siamo pronti ad agire con la decisione che la situazione richiede e se l’Europa sia pronta e capace di agire con la rapidità e l’ambizione necessarie».

Anche in vista del Consiglio europeo di domani, la Commissione ribadisce il «sostegno incrollabile verso i nostri amici in Ucraina». E ribadisce, nonostante tutto, l’amicizia con gli Usa. «Noi siamo molto riconoscenti – ha detto von der Leyen - per il sostegno degli Stati Uniti e per il ruolo che hanno svolto nella sicurezza europea per decenni. Ma il contesto in cui operiamo sta cambiando drasticamente e drammaticamente. Le fondamenta su cui è stato costruito l’intero ordine politico ed economico europeo del dopoguerra sono state scosse fino al midollo. E quando l’ordine europeo è scosso, la storia ci insegna che l’intero sistema internazionale può essere destabilizzato». Il problema, però, sarà proprio il vertice di domani di cui non si ha alcuna certezza di unità. Per questo Macron ha incontrato a Parigi il premier ungherese Viktor Orban.

Tra le misure rimaste in sospeso l’ipotesi di impegnare i fondi del Mes, il Meccanismo di Stabilità, e i beni russi congelati, dal valore di 200 miliardi di euro, che potrebbero diventare una garanzia per gli interventi programmati.

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