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Nato, la minaccia di Trump. “Non difenderemo chi non paga”

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Martedì in Arabia Saudita incontro tra le delegazioni di Washington e Kiev per avviare la tregua e il processo di pace in Europa
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WASHINGTON – Americani e ucraini si incontreranno la settimana prossima in Arabia Saudita, per «definire un quadro di riferimento per la pace e per il cessate il fuoco». Lo ha annunciato ieri l’inviato speciale del presidente Trump Steve Witkoff, dopo che la Casa Bianca ha ricevuto e apprezzato la lettera con cui Zelensky esprimeva rammarico per come era andata la sua visita a Washington di venerdì scorso e si diceva pronto a riprendere il dialogo. Il presidente ucraino ha confermato: «Lunedì sarò a Riad e vedrò Mohammed bin Salman. Dopo, il mio team resterà in Arabia Saudita per lavorare con i nostri partner americani». Parlando al Council for Foreign Relations, però, l’inviato per l’Ucraina Keith Kellogg ha detto che la chiave resta la firma dell’accordo per lo sfruttamento delle risorse minerarie di Kiev, che rappresenta in sostanza «un trattato fra i due Paesi».

Ieri Trump ha anche annunciato la volontà di cambiare la politica della Nato, garantendo la protezione dell’Articol…

WASHINGTON – Americani e ucraini si incontreranno la settimana prossima in Arabia Saudita, per «definire un quadro di riferimento per la pace e per il cessate il fuoco». Lo ha annunciato ieri l’inviato speciale del presidente Trump Steve Witkoff, dopo che la Casa Bianca ha ricevuto e apprezzato la lettera con cui Zelensky esprimeva rammarico per come era andata la sua visita a Washington di venerdì scorso e si diceva pronto a riprendere il dialogo. Il presidente ucraino ha confermato: «Lunedì sarò a Riad e vedrò Mohammed bin Salman. Dopo, il mio team resterà in Arabia Saudita per lavorare con i nostri partner americani». Parlando al Council for Foreign Relations, però, l’inviato per l’Ucraina Keith Kellogg ha detto che la chiave resta la firma dell’accordo per lo sfruttamento delle risorse minerarie di Kiev, che rappresenta in sostanza «un trattato fra i due Paesi».

Ieri Trump ha anche annunciato la volontà di cambiare la politica della Nato, garantendo la protezione dell’Articolo 5 solo ai Paesi che superano la soglia di investimenti nella difesa del 5% del Pil, anche se potrebbe accontentarsi del 3%. «Se non pagano non li difenderò», ha avvertito.

La giornata è cominciata con l’annuncio che il capo della Casa Bianca si prepara a rivedere l’asilo negli Stati Uniti concesso a circa 240.000 ucraini dall’inizio della guerra. Un altro elemento di pressione, dopo il blocco delle forniture militari e delle informazioni di intelligence. Parlando al Council for Foreign Relations, l’inviato Kellogg ha detto che Zelensky «si è andato a cercare i guai», rifiutando di firmare l’accordo per concedere agli Usa il diritto di sfruttare le terre rare. Quello, secondo Kellogg, era “un trattato” di cooperazione tra i due Paesi, che andava oltre i semplici interessi economici e rappresentava una garanzia di sicurezza. Bloccare gli aiuti militari è servito ad «attirare l’attenzione» del leader ucraino e fargli capire che Trump fa sul serio. Ora Zelensky deve firmare, «poi il presidente deciderà cosa fare riguardo gli aiuti sospesi».

Più tardi si è tenuta una riunione alla Casa Bianca, per discutere le prossime mosse sull’Ucraina, dopo lo scontro con Zelensky e la successiva marcia indietro. Alla fine Witkoff ha annunciato che Trump ha apprezzato la lettera del leader di Kiev, riaprendo quindi le comunicazioni. La settimana prossima le delegazioni dei due paesi si vedranno in Arabia Saudita per discutere il quadro della pace e il cessate il fuoco, supponendo che l’accordo relativo alle terre rare venga firmato prima o in quella occasione. A giudicare dalle parole usate da Witkoff si tratta di un passo avanti potenzialmente significativo, perché avverrà prima dell’incontro fra Trump e Putin, a cui si lavora da qualche tempo. Ciò dovrebbe significare che Washington non farà un accordo con Mosca sopra la testa di Kiev, ma si coordinerà prima con l’Ucraina. Questo quadro di riferimento potrebbe poi diventare la base per la trattativa con la Russia. Trump ha commentato così: «Penso che l’Ucraina voglia fare un accordo, perché non ha scelta. Anche la Russia lo vuole, perché in un modo diverso che solo io conosco, non ha scelta neanche lei».

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