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Mosca testa la reazione dei sistemi difensivi ucraini accecati dall’America

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Senza l’aiuto statunitense il tempo a disposizione per intercettare gli ordigni del nemico è stato dimezzato
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L’amministrazione Trump non ha completamente accecato le difese ucraine ma di sicuro le ha rese molto miopi. La decisione di bloccare il trasferimento all’Ucraina delle informazioni di intelligence riduce drammaticamente la capacità di fermare gli attacchi aerei russi. È quello che la Casa Bianca voleva ottenere? «È come colpire un mulo sul muso con una trave: ottieni la sua attenzione», ha commentato con sconvolgente cinismo Keith Kellogg, l’inviato presidenziale che intende obbligare Zelensky a negoziare senza garanzie.

Cosa è cambiato? Prima i satelliti a infrarossi statunitensi, che monitorano H24 il territorio di Mosca, avvistavano la partenza dei missili balistici al momento dell’accensione dei motori e lo stesso accadeva per il decollo dei bombardieri. L’allarme veniva trasmesso a Kiev pochi secondi dopo la partenza, permettendo di attivare subito le batterie terra-aria. Poi spesso dai comandi Nato arrivavano le indicazioni raccolte dai radar volanti sulla rotta degli incur…

L’amministrazione Trump non ha completamente accecato le difese ucraine ma di sicuro le ha rese molto miopi. La decisione di bloccare il trasferimento all’Ucraina delle informazioni di intelligence riduce drammaticamente la capacità di fermare gli attacchi aerei russi. È quello che la Casa Bianca voleva ottenere? «È come colpire un mulo sul muso con una trave: ottieni la sua attenzione», ha commentato con sconvolgente cinismo Keith Kellogg, l’inviato presidenziale che intende obbligare Zelensky a negoziare senza garanzie.

Cosa è cambiato? Prima i satelliti a infrarossi statunitensi, che monitorano H24 il territorio di Mosca, avvistavano la partenza dei missili balistici al momento dell’accensione dei motori e lo stesso accadeva per il decollo dei bombardieri. L’allarme veniva trasmesso a Kiev pochi secondi dopo la partenza, permettendo di attivare subito le batterie terra-aria. Poi spesso dai comandi Nato arrivavano le indicazioni raccolte dai radar volanti sulla rotta degli incursori, con la possibilità di concentrare gli scudi intorno ai bersagli. Adesso questo schermo è stato spento. L’allerta scatta quando gli ordigni superano la linea del fronte e il tempo per intercettarli viene dimezzato. Inoltre per poterli seguire gli ucraini devono tenere accesi tutti i loro radar, permettendo ai russi di localizzarli e tentare di distruggerli.

(afp)

Il Cremlino ha voluto subito mettere alla prova le capacità di reazione, scagliando nella notte un poderoso raid con 67 missili e 194 droni. Una parte si è diretta verso la regione prossima alla Romania, sorvolando tutta l’Ucraina: questo ha reso possibile l’intervento dei caccia F16 e dei Mirage appena consegnati dalla Francia. Ma le armi russe che sono piovute su Odessa e su altre località più vicine al fronte hanno incontrato una resistenza indebolita. Il quartiere generale di Kiev ha diffuso un bollettino in cui ha vantato — con uno stile ottimistico e poco credibile — l’abbattimento di metà degli aggressori: è una percentuale comunque inferiore a quelle dichiarate in passato dalla stessa fonte e testimonia l’impoverimento delle difese.

Ancora più cupa la prospettiva per le azioni offensive ucraine condotte contro le installazioni nemiche: i raid dei droni a lungo raggio che hanno tormentato raffinerie e depositi bellici, portando la guerra nel cuore della Russia. Ieri gli Usa hanno sospeso pure la fornitura di immagini satellitari commerciali da parte di Maxar e delle altre compagnie private. Per pianificare queste missioni bisogna conoscere le posizioni della contraerea, in modo da evitarle, e le coordinate esatte dei bersagli. Non solo. Circolano indiscrezioni sul blocco dei computer per il lancio di razzi americani Himars e Atacms, mentre pure la programmazione dei missili europei Storm Shadow diventa più difficoltosa. In pratica, Trump ha imposto una tregua agli attacchi contro i russi. Una situazione paradossale, visto che Putin non ha rinunciato a bombardare le città ucraine.

Ora cosa succederà? Molte nazioni della Ue intendono proseguire la trasmissione di intelligence a Kiev, anche se solo Parigi ha esplicitato questa volontà. Tre giorni fa sulla Romania — come riportato dal sito Itamilradar — c’erano un aereo da ricognizione elettronica francese, il potentissimo radar volante Caew italiano e l’E3 Sentry della Nato. Diverse aviazioni europee dispongono di velivoli in grado di sorvegliare i cieli ucraini, restando fuori dai confini. E parecchie hanno costellazioni di satelliti spia, in particolare Francia e Italia. Nessuna però dispone di vedette all’infrarosso che controllino ininterrottamente la Russia: la rete americana nasce per prevenire il conflitto nucleare. Non esiste nemmeno una centrale unica di condivisione dei dati, custoditi gelosamente da ogni nazione. C’è il coordinamento dell’Alleanza atlantica, che schiera una squadriglia comune di radar volanti e una di droni Global Hawk. Repubblica ha verificato la presenza di una delle sentinelle alate Awacs della Nato sulla Polonia a ridosso della frontiera ucraina durante l’attacco di ieri. Le sue antenne avvistano i missili a 400 chilometri, ma non si può sapere se ha condiviso le informazioni con Kiev o si è limitata a proteggere il territorio di Varsavia.

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