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Von der Leyen: “Aiuteremo Kiev e non escludo il debito comune”

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La presidente della Commissione Ue traccia un bilancio dei primi 100 giorni: “Tempi turbolenti, tutto cambia rapidamente”
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BRUXELLES – Continuare ad aiutare l’Ucraina e prepararsi in tutti i modi ad affrontare «i tempi turbolenti» e «un mondo che sta cambiando alla velocità della luce», dando forza alla difesa europea anche ricorrendo a nuovo debito pubblico, proprio come accadde per il Recovery fund dopo la pandemia di Covid. Ursula von der Leyen, alla vigilia dei primi cento giorni della sua nuova Commissione, ha fatto ieri il punto della situazione ricordando cosa è stato fatto e quali saranno le sfide del prossimo futuro.

A novembre scorso la responsabile dell’esecutivo europeo si era impegnata a presentare un pacchetto di provvedimenti per indirizzare la legislatura europea, in particolare per rinvigorire la competitività del Vecchio Continente sulla base dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta. Ma evidentemente le priorità sono cambiate, o sono aumentate dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. In particolare per quanto riguarda la difesa dei confini comunitari. «100 giorni dal pr…

BRUXELLES – Continuare ad aiutare l’Ucraina e prepararsi in tutti i modi ad affrontare «i tempi turbolenti» e «un mondo che sta cambiando alla velocità della luce», dando forza alla difesa europea anche ricorrendo a nuovo debito pubblico, proprio come accadde per il Recovery fund dopo la pandemia di Covid. Ursula von der Leyen, alla vigilia dei primi cento giorni della sua nuova Commissione, ha fatto ieri il punto della situazione ricordando cosa è stato fatto e quali saranno le sfide del prossimo futuro.

A novembre scorso la responsabile dell’esecutivo europeo si era impegnata a presentare un pacchetto di provvedimenti per indirizzare la legislatura europea, in particolare per rinvigorire la competitività del Vecchio Continente sulla base dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta. Ma evidentemente le priorità sono cambiate, o sono aumentate dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. In particolare per quanto riguarda la difesa dei confini comunitari. «100 giorni dal primo dicembre sembrano una vita fa – ha ammesso -. Il mondo intorno a noi sta cambiando alla velocità della luce. Certezze vecchie di decenni stanno crollando e abbiamo ancora una guerra brutale che infuria ai nostri confini». E infatti verrà convocato presto un «Collegio di sicurezza» per aggiornare sistematicamente sulla sicurezza interna ed esterna.

I pilastri indicati, certo, restano gli stessi – «prosperità, sicurezza e democrazia» – ma la gerarchia delle emergenze è ormai del tutto nuova. Basti pensare che nessuno poteva pensare che il commissario alla Difesa diventasse così centrale. «Qualcosa di fondamentale ha spostato i nostri valori europei – ha aggiunto -, la democrazia, la libertà, lo stato di diritto sono minacciati. Tutto è diventato transazionale». Il simbolo di tutto sono gli Stati Uniti, che restano «nostri alleati», ma «il modello che abbiamo avuto negli ultimi 25 o 30 anni non è più quello giusto». Ossia, la sicurezza non può più essere affidata integralmente agli Usa.

L’obiettivo Nato di spendere almeno il 2 per cento del Pil è sostanzialmente superato, ormai il 3% è il minimo. È dunque indispensabile investire di più e infatti von der Leyen, dopo i 150 miliardi di prestiti finanziati con eurobond (strumento che ha chiamato «Safe», Security Action For Europe) adesso non esclude anche i grants, le gratuità, attraverso il debito comune: «Nulla è fuori dal tavolo». Del resto, il pacchetto “Rearm Europe” che ha suscitato molte polemiche per la denominazione bellica, per la presidente della Commissione europea risponde precisamente a «quel che sta succedendo». Certo, nel rapporto modificato con Washington si inserisce pure quello con Donald Trump, non proprio fluido. L’inquilina di Palazzo Berlaymont ha raccontato di aver avuto una telefonata con il Tycoon per poi precisare: «Lo incontrerò quando sarà il momento».

Intanto, domani, ci sarà un altro provvedimento promesso all’inizio del suo mandato, quello sul rimpatrio dei migranti. «Proporremo norme comuni con il nuovo ordine europeo di rimpatrio e il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio da parte degli Stati membri. Norme semplici e chiare che impediscano la fuga e facilitino il rimpatrio di cittadini di Paesi terzi senza diritto di soggiorno». A chi dovrà lasciare l’Unione, «verrà rilasciato un divieto di ingresso, e saremo più severi laddove vi siano rischi per la sicurezza. Saremo assertivi, ma nel pieno rispetto dei nostri obblighi ai sensi del diritto internazionale e dei diritti fondamentali».

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