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I ministri Ue studiano la missione per Kiev: “Scudo per centrali e Mar Nero”

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I titolari della Difesa dei big europei a Parigi per l’impegno in Ucraina: “Dispositivo inedito”. Crosetto: “L’Italia valuterà l’intervento”. Sabato i leader dei 20 Paesi pronti al peacekeeping
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PARIGI – Nella partita di queste ore sulla proposta di cessate il fuoco in Ucraina, l’Europa continua a voler pesare. «Un ampio consenso si sta delineando» tra gli europei per continuare a sostenere l’esercito ucraino in uno scenario postbellico, poiché rappresenta la «prima garanzia di sicurezza» per Kiev, spiega il ministro francese della Difesa, Sébastien Lecornu, dopo la riunione con gli omologhi di Regno Unito, Germania, Italia e Polonia. I responsabili della Difesa delle cinque maggiori potenze militari europee si sono ritrovati a Parigi all’indomani della svolta sulla proposta di una tregua di un mese e della ripresa degli aiuti Usa a Kiev. Una «risincronizzazione» tra americani e ucraini che, sottolineano i ministri, dimostra come gli sforzi diplomatici di queste ultime settimane siano serviti.

L’urgenza ora è proporre opzioni per un’«architettura di sicurezza» in vista di un «cessate il fuoco duraturo», ha spiegato Lecornu, escludendo qualsiasi «demilitarizzazione» dell’Ucrain…

PARIGI – Nella partita di queste ore sulla proposta di cessate il fuoco in Ucraina, l’Europa continua a voler pesare. «Un ampio consenso si sta delineando» tra gli europei per continuare a sostenere l’esercito ucraino in uno scenario postbellico, poiché rappresenta la «prima garanzia di sicurezza» per Kiev, spiega il ministro francese della Difesa, Sébastien Lecornu, dopo la riunione con gli omologhi di Regno Unito, Germania, Italia e Polonia. I responsabili della Difesa delle cinque maggiori potenze militari europee si sono ritrovati a Parigi all’indomani della svolta sulla proposta di una tregua di un mese e della ripresa degli aiuti Usa a Kiev. Una «risincronizzazione» tra americani e ucraini che, sottolineano i ministri, dimostra come gli sforzi diplomatici di queste ultime settimane siano serviti.

L’urgenza ora è proporre opzioni per un’«architettura di sicurezza» in vista di un «cessate il fuoco duraturo», ha spiegato Lecornu, escludendo qualsiasi «demilitarizzazione» dell’Ucraina come chiede invece Mosca. «Al contrario, la vera garanzia di sicurezza a lungo termine sarà piuttosto nelle capacità che saremo in grado di fornire all’esercito ucraino». In vista della nuova videocall organizzata dal Regno Unito per radunare una “coalizione dei volenterosi”, Lecornu ha spiegato che una «quindicina di Paesi» si sono detti pronti a partecipare a una nuova «architettura di sicurezza che possa garantire l’Ucraina». Accanto al Segretario di Stato alla Difesa britannico, John Healey, il ministro francese non ha voluto precisare numeri di truppe da inviare. «Schierare truppe immediatamente dietro la linea di cessate il fuoco non è la stessa cosa che posizionarle lungo il confine polacco», ha sottolineato.

(reuters)

Lo schema e i numeri sono ancora in fase di discussione, ma alcuni punti operativi sono già sul tavolo. A cominciare da un eventuale pattugliamento del Mar Nero - con un confronto in corso anche con la Turchia, membro della Nato - e dalla protezione delle infrastrutture civili ucraine, tra cui le centrali nucleari. «Stiamo immaginando un dispositivo inedito, al di fuori dei tradizionali schemi della Nato, in un Paese che non è membro dell’Alleanza, e mentre i combattimenti sono ancora in corso» spiega Lecornu. «È proprio questo che rende questa riflessione strategica così cruciale e complessa» .


Sull’invio di truppe, la riunione ha evidenziato come, a differenza di Regno Unito e Francia, prevalga la prudenza nei principali partner europei. «Non siamo ancora a quel punto» ha precisato il polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz mentre il tedesco Boris Pistorius ha parlato di un’opzione «prematura». «In questo momento l’Ucraina continua a subire attacchi devastanti dalla Russia» ha sottolineato l’italiano Guido Crosetto: «Quando questa tregua arriverà e porterà con sé un accordo solido e riconosciuto, allora valuteremo come partecipare». Nel giorno in cui gli eurodeputati di Fratelli d’Italia si sono astenuti sulla risoluzione di sostegno a Kiev, Crosetto ribadisce che «l’aiuto all’Ucraina continuerà finché non cesseranno gli attacchi». L’Italia si trova allineata poi sull’idea di rafforzare gli investimenti militari per «avere un nuovo ruolo» nell’Alleanza. «Tutti noi abbiamo deciso di investire di più. Penso che già alla riunione Nato di giugno arriveremo a vedere un piano di investimenti».

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