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Rubio fa il paciere sull’Ucraina: “Gli europei devono essere coinvolti”

(afp)

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Il segretario di Stato americano prova a ricucire lo strappo con gli alleati. Ma non spiega come, né se il tycoon sia d’accordo
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WASHINGTON – Il segretario di Stato americano Marco Rubio dice che «gli europei dovranno essere coinvolti» nel processo diplomatico per la pace in Ucraina, ma intanto i colloqui sono cominciati senza la loro presenza e le differenze da conciliare restano significative. A partire dal fatto che il Vecchio Continente non si considera neutrale, perché la Russia ha invaso il Paese vicino e potrebbe minacciarne presto altri, mentre il presidente Trump ha detto che non vuole prendere posizione a favore di una parte, e finora ha dato ascolta soprattutto alla versione di Vladimir Putin.

Volando da Gedda al Quebec, per il G7 dei ministri degli Esteri in programma oggi e domani, il capo della diplomazia americana ha detto che «non andiamo a discutere di come prenderemo il controllo del Canada». Già questo è un passo avanti, che comunque avviene sullo sfondo dei dazi del 25% entrati in vigore tanto contro le esportazioni di acciaio e alluminio del Paese confinante quanto contro quelle europee…

WASHINGTON – Il segretario di Stato americano Marco Rubio dice che «gli europei dovranno essere coinvolti» nel processo diplomatico per la pace in Ucraina, ma intanto i colloqui sono cominciati senza la loro presenza e le differenze da conciliare restano significative. A partire dal fatto che il Vecchio Continente non si considera neutrale, perché la Russia ha invaso il Paese vicino e potrebbe minacciarne presto altri, mentre il presidente Trump ha detto che non vuole prendere posizione a favore di una parte, e finora ha dato ascolta soprattutto alla versione di Vladimir Putin.

Volando da Gedda al Quebec, per il G7 dei ministri degli Esteri in programma oggi e domani, il capo della diplomazia americana ha detto che «non andiamo a discutere di come prenderemo il controllo del Canada». Già questo è un passo avanti, che comunque avviene sullo sfondo dei dazi del 25% entrati in vigore tanto contro le esportazioni di acciaio e alluminio del Paese confinante quanto contro quelle europee. Non esattamente il modo migliore per costruire la buona volontà necessaria a operare insieme per favorire la pace in Ucraina.

Una divergenza fondamentale tra le due sponde dell’Atlantico riguarda il fatto che gli europei continuano a considerare Mosca colpevole dell’invasione, mentre Trump nei giorni scorsi aveva scaricato la responsabilità su Zelensky. I Paesi del Vecchio Continente poi restano fermi sulla necessità di preservare l’integrità territoriale e la sovranità della nazione aggredita, e sull’impegno preso a favorire l’eventuale ingresso nella Nato, oltre che nella Ue. E infine c’è il nodo delle garanzie di sicurezza, che secondo gli europei sono indispensabili per evitare future invasioni da parte dell’esercito russo, ma che non possono essere date in modo credibile senza l’aiuto americano. Gran Bretagna e Francia hanno offerto truppe, irrise dal vicepresidente americano Vance e finora rifiutate dal Cremlino, che non vuole soldati dei Paesi Nato ai confini, anche se autorizzati dalle Nazioni Unite come membri di una “coalizione di volenterosi”.

Trump finora ha mostrato scetticismo, se non proprio avversione, all’idea di includere gli europei nel negoziato, che secondo la sua visione dovrebbe limitarsi a chi conta davvero: ossia lui e Putin. Un modo per decidere il futuro del continente non solo sulla testa degli ucraini, ma anche su quelle di tutti gli altri abitanti dell’Europa. Rubio dice che saranno coinvolti: ma non spiega come, né se è una sua idea o se ha il mandato del presidente.

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