Trump contro i giudici: dalla deportazione dei migranti all’annullamento delle grazie di Biden
di Massimo BasileNEW YORK – Dopo lo sfaldamento dei democratici, che venerdì hanno salvato Donald Trump dal blocco delle attività federali per mancanza di fondi, l’unico colpo che poteva renderlo vulnerabile, il presidente americano è passato alla seconda fase della sua svolta autoritaria: ha dichiarato guerra al “partito dei giudici”. La deportazione con due aerei diretti a El Salvador di 250 immigrati venezuelani, indicati in modo sommario come membri della gang criminale Tren de Aragua, ha aperto una crisi tra poteri dello Stato.
Lo scontro, innestato sabato dopo che un giudice, James Boasberg, aveva ordinato il rientro immediato negli Usa dei due aerei, ha vissuto un drammatico cambio di toni da parte del governo. Prima schermaglie legali. Poi avvertimenti diretti. Domenica l’amministrazione ha detto di non aver violato nessun ordine, perché gli aerei erano ormai usciti dai cieli americani. Ieri Tom Homan, “zar del confine” e fedelissimo di Trump, ha dichiarato: «Non mi interessa cosa pensano…
NEW YORK – Dopo lo sfaldamento dei democratici, che venerdì hanno salvato Donald Trump dal blocco delle attività federali per mancanza di fondi, l’unico colpo che poteva renderlo vulnerabile, il presidente americano è passato alla seconda fase della sua svolta autoritaria: ha dichiarato guerra al “partito dei giudici”. La deportazione con due aerei diretti a El Salvador di 250 immigrati venezuelani, indicati in modo sommario come membri della gang criminale Tren de Aragua, ha aperto una crisi tra poteri dello Stato.
Lo scontro, innestato sabato dopo che un giudice, James Boasberg, aveva ordinato il rientro immediato negli Usa dei due aerei, ha vissuto un drammatico cambio di toni da parte del governo. Prima schermaglie legali. Poi avvertimenti diretti. Domenica l’amministrazione ha detto di non aver violato nessun ordine, perché gli aerei erano ormai usciti dai cieli americani. Ieri Tom Homan, “zar del confine” e fedelissimo di Trump, ha dichiarato: «Non mi interessa cosa pensano i giudici, noi andremo avanti». La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito l’ordine del giudice «senza basi legali». Lo scontro è destinato a finire alla Corte Suprema, ed è quello a cui punta Trump. L’amministrazione, scrivono in Usa, «non vede l’ora» di sentire il parere dei giudici di Washington. Intanto, con un altro strappo istituzionale, Trump ha dichiarato «nulle» le grazie concesse da Joe Biden a una serie di obiettivi della rappresaglia del tycoon, dalla repubblicana Liz Cheney, membro della commissione d’inchiesta sul 6 gennaio, al generale Mark Milley e all’epidemiologo Anthony Fauci. Il presidente sostiene che le firme non sono valide perché fatte con l’autopen, strumento che riproduce meccanicamente la firma e già adottato in passato. La Costituzione non prevede l’obbligo di documenti firmati, ma per Trump lo stato di diritto sembra un dettaglio. Il presidente ha poi fatto mezza marcia indietro, dicendo che toccherà ai giudici accertare la validità degli atti. Quei giudici che punta a depotenziare.
Trump non vuole che una corte locale possa frenarlo. Il blitz dei due voli potrebbe essere stato pianificato per accelerare lo scontro. Secondo Axios, aveva firmato venerdì sera l’ordine esecutivo con cui ha invocato l’Alien Enemies Act – una legge d’emergenza vecchia di oltre due secoli adottata in tempo di guerra – ma senza annunciarlo, per evitare che qualche giudice intervenisse. Sabato è cominciata a filtrare la notizia. Alla Casa Bianca il vicecapo dello staff Stephen Miller e la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem stavano mettendo segretamente in piedi l’operazione. Alle 14.31 un attivista ha scoperto il piano, scrivendo su X che «due inusuali aerei dell’ufficio immigrazione» erano decollati dal Texas verso El Salvador. Alle 18.51 è arrivato lo stop imposto dal giudice. Gli aerei erano sopra lo Yucatan, in Messico. A quel punto lo staff del presidente ha discusso se annullare l’operazione per non incorrere in un reato, secondo alcuni, da impeachment. Ma Trump ha ordinato di andare avanti.