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Riarmo Ue, la Germania fa da apripista: oggi si vota il piano sulla Difesa

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Al Bundestag si riunisce per il maxi pacchetto sulle armi e sul rilancio dell'economia voluto da Merz in accordo con il suo possibile vice Kingbeil
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BERLINO – Il vecchio Bundestag si riunirà oggi per l’ultima volta per votare un unico punto all’ordine del giorno: “Modifiche alla Costituzione”. Il maxi pacchetto di riarmo e rilancio dell’economia concordato dal cancelliere in pectore e leader dei cristiano-democratici Friedrich Merz con il suo probabile futuro vice in un governo di Grande coalizione, il leader della Spd Lars Kingbeil, approderà alle 10 nella plenaria del Reichstag. Ma per passare, dovrà incassare la maggioranza dei due terzi.

Grazie a un accordo con i Verdi che hanno imposto modifiche al piano - già definito storico perché segna la fine dell’austerità tedesca - Merz dovrebbe ottenere la maggioranza “costituzionale”. In teoria, Cdu/Csu, Spd e Verdi possono contare su 31 voti di scarto, rispetto ai due terzi dell’emiciclo. Ma fino a ieri incombevano due incognite: i franchi tiratori e il rischio bocciatura del piano nella seconda lettura al Bundesrat, la camera delle regioni.

Da giorni si rincorrono voci su defe…

BERLINO – Il vecchio Bundestag si riunirà oggi per l’ultima volta per votare un unico punto all’ordine del giorno: “Modifiche alla Costituzione”. Il maxi pacchetto di riarmo e rilancio dell’economia concordato dal cancelliere in pectore e leader dei cristiano-democratici Friedrich Merz con il suo probabile futuro vice in un governo di Grande coalizione, il leader della Spd Lars Kingbeil, approderà alle 10 nella plenaria del Reichstag. Ma per passare, dovrà incassare la maggioranza dei due terzi.

Grazie a un accordo con i Verdi che hanno imposto modifiche al piano - già definito storico perché segna la fine dell’austerità tedesca - Merz dovrebbe ottenere la maggioranza “costituzionale”. In teoria, Cdu/Csu, Spd e Verdi possono contare su 31 voti di scarto, rispetto ai due terzi dell’emiciclo. Ma fino a ieri incombevano due incognite: i franchi tiratori e il rischio bocciatura del piano nella seconda lettura al Bundesrat, la camera delle regioni.

Da giorni si rincorrono voci su defezioni tra i parlamentari della Spd, arrabbiati perché con il pessimo risultato elettorale non sono stati rieletti. O tra i rigoristi della Cdu che non sono d’accordo con la rivoluzione del loro capo. Ieri l’ex segretario generale dei conservatori, Czaja, ha citato perfidamente il mentore di Merz, Wolfgang Schaeuble, per motivare il suo “no’” al mega piano finanziato a debito.

Merz getta acqua sul fuoco, è fiducioso che ci sarà solo «una manciata» di defezioni tra i suoi, mentre Klingbeil ha detto che «qualcuno voterà “no”, ma continuiamo a dialogare». Intanto dal Bundesrat arriva una buona notizia: l’alleato del governatore della Baviera Markus Soeder, il partito dei Freien Waehler, aveva annunciato voto contrario. Soeder ha fatto sapere che la crisi è rientrata.

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