Parlamento europeo, due deputati italiani accusati di aver gonfiato le note spese
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Dopo il Qatargate e il caso Huawei, un’altra chiesta rischia di aprirsi tra i banchi del Parlamento europeo. Due eurodeputati italiani, Giuseppe Ferrandino e Fulvio Martusciello sono sottoposti a un controllo per le loro note spesa. Il primo, di Azione, è stato eurodeputato dal 2018 al 2024. Il secondo, capo delegazione di Forza Italia, è ancora in carica. Le verifiche sono state richiesta dalla Procura pubblica europea (Eppo), e secondo il quotidiano belga Le Soir i magistrati europei hanno chiesto più di un anno fa alla polizia belga di controllare i profili di due politici italiani.
Il sospetto è che i due – entrambi coinvolti anche nell’inchiesta Hauwei – abbiano gonfiato i rimborsi, in particolare sulle presenze in aula cui sono associate delle indennità. Avrebbero reciprocamente firmato la partecipazione ai lavori dell’assemblea - mentre uno solo sarebbe stato effettivamente presente – per ottenere la diaria di 350 euro al giorno. I sospetti sarebbero emersi quando il…
BRUXELLES – Dopo il Qatargate e il caso Huawei, un’altra chiesta rischia di aprirsi tra i banchi del Parlamento europeo. Due eurodeputati italiani, Giuseppe Ferrandino e Fulvio Martusciello sono sottoposti a un controllo per le loro note spesa. Il primo, di Azione, è stato eurodeputato dal 2018 al 2024. Il secondo, capo delegazione di Forza Italia, è ancora in carica. Le verifiche sono state richiesta dalla Procura pubblica europea (Eppo), e secondo il quotidiano belga Le Soir i magistrati europei hanno chiesto più di un anno fa alla polizia belga di controllare i profili di due politici italiani.
Il sospetto è che i due – entrambi coinvolti anche nell’inchiesta Hauwei – abbiano gonfiato i rimborsi, in particolare sulle presenze in aula cui sono associate delle indennità. Avrebbero reciprocamente firmato la partecipazione ai lavori dell’assemblea - mentre uno solo sarebbe stato effettivamente presente – per ottenere la diaria di 350 euro al giorno. I sospetti sarebbero emersi quando il funzionario che registra le presenza avrebbe notato delle incongruenze. Anche in relazione ai rimborsi per i trasporti sarebbero emersi dei dubbi. Secondo Martusciello, “si tratta di questioni risalenti a quattro anni fa e già chiarite con gli uffici dell’Europarlamento”.