Antartide, assistenza psicologica a distanza dopo le violenze: il dramma della base tra i ghiacci
di Enrico FranceschiniLONDRA – Una “minaccia di uccidere”. Un clima “di paura e di intimidazione”. Persone che temono per la propria “sicurezza, chiedendosi di continuo: sarò io la prossima vittima?” È la situazione che emerge dal “giallo dell’Antartide”: l’aggressione sofferta nei giorni scorsi da un membro della squadra di scienziati in una remota stazione di ricerca sudafricana al Polo Sud. L’aggredito è probabilmente una donna. L’aggressore è un uomo. Il ministero dell’Ambiente del Sud Africa indaga anche su possibili violenze sessuali. Ma la vicenda si svolge a 4 mila chilometri da Cape Town e a 170 chilometri dalla costa dell’Antartico, in un inverno di condizioni atmosferiche proibitive che rendono estremamente difficile raggiungere la base. Per cui i protagonisti, carnefice e vittima, continuano a vivere insieme nella piccola stazione. Tre moduli, nove membri dello stesso team, che in teoria dovrebbero restare lì, insieme, fino a dicembre.
Nuovi dettagli del caso, sempre più inquietanti, sono stati…
LONDRA – Una “minaccia di uccidere”. Un clima “di paura e di intimidazione”. Persone che temono per la propria “sicurezza, chiedendosi di continuo: sarò io la prossima vittima?” È la situazione che emerge dal “giallo dell’Antartide”: l’aggressione sofferta nei giorni scorsi da un membro della squadra di scienziati in una remota stazione di ricerca sudafricana al Polo Sud. L’aggredito è probabilmente una donna. L’aggressore è un uomo. Il ministero dell’Ambiente del Sud Africa indaga anche su possibili violenze sessuali. Ma la vicenda si svolge a 4 mila chilometri da Cape Town e a 170 chilometri dalla costa dell’Antartico, in un inverno di condizioni atmosferiche proibitive che rendono estremamente difficile raggiungere la base. Per cui i protagonisti, carnefice e vittima, continuano a vivere insieme nella piccola stazione. Tre moduli, nove membri dello stesso team, che in teoria dovrebbero restare lì, insieme, fino a dicembre.
Nuovi dettagli del caso, sempre più inquietanti, sono stati portati alla luce dal Guardian di Londra, dopo che tre giorni fa lo aveva reso noto dapprima un quotidiano sudafricano, il Sunday Times di Johannesburg, quindi la Bbc. Il quotidiano londinese ha raccolto indiscrezioni da responsabili governativi che attestano la gravità del fatto. Confermano anche l’impossibilità di risolverlo in breve tempo. “Non appare necessario trasferire immediatamente a Cape Town nessuno dei nove residenti di Sanae IV”, come si chiama la base, afferma una fonte del ministero dell’Ambiente. E tuttavia la stessa fonte indica che psicologi e altri esperti sono in “costante contatto” con i membri della stazione di ricerca. Le circostanze esatte dell’accaduto non sono state finora rese note dal governo del Sud Africa.
L’episodio che ha fatto scattare l’aggressione è nato da una disputa su una mansione affidata ad alcuni membri della squadra, rinviata a causa del maltempo. Ma il Guardian scrive che la violenza fisica perpetrata da uno dei componenti del team ha causato “un pericolo di morte”. Non è chiaro se la vittima abbia riportato ferite. Né è trapelato un coinvolgimento di polizia e magistratura, sia pure da migliaia di chilometri di distanza. Di certo c’è che ora anche gli altri ricercatori della base, costretti a convivere in uno spazio limitato con un violento, hanno paura. Il ministero afferma che l’aggressore si è scusato, si è sottoposto a perizia psicologica e collabora con le autorità, ma le testimonianze prodotte dal Guardian rivelano uno stato di allarme tutt’altro che superato.
Uno scenario da thriller o da film dell’orrore: nove uomini e donne, fra loro un medico, alcuni ingegneri, un paio di meccanici, vari scienziati; una minuscola base isolata fra i ghiacci dell’Antartico; una lontananza incolmabile dalla civiltà. Fuori dalla stazione di ricerca, soltanto neve, vento, gelo. E, dentro la stazione, qualcuno che sembrava pronto a uccidere, in mezzo a colleghi che temono per la propria vita. Il giallo del Polo Sud continua.