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Gaza, già 700 morti e migliaia in fuga. Washington benedice l’offensiva

(afp)

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Raid aerei e tank in azione a nord come a sud. In Israele ondata di proteste, riunione del governo per cacciare il capo dei servizi segreti
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TEL AVIV – Con il pieno sostegno di Donald Trump e nel sostanziale disinteresse dell’Europa, concentrata solo sulla questione ucraina, Netanyahu lancia il piano finale contro Hamas. A Gaza e in Cisgiordania. Un piano che, all’osso, suona così: missili dal cielo e offensive di terra fino a quando i miliziani non riconsegneranno i 59 ostaggi israeliani, 24 dei quali sono ritenuti vivi. Il costo umano dei bombardamenti, dopo la rottura del cessate il fuoco, è già spaventoso: 710 palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza e 900 feriti in 48 ore, secondo il portavoce dell’ospedale Shuhada al-Aqsa. Che aggiunge: «Il 70 per cento dei feriti sono donne e bambini, molti sono gravi».

I dettagli tattici dell’operazione militare sono stati approvati ieri in una riunione tra il ministro della Difesa Israel Katz e il nuovo capo di Stato maggiore, il generale Eyal Zamir. «La pressione sta già avendo effetti sulle posizioni di Hamas», afferma il ministro. Zamir ha specificato fin dove intendono a…

TEL AVIV – Con il pieno sostegno di Donald Trump e nel sostanziale disinteresse dell’Europa, concentrata solo sulla questione ucraina, Netanyahu lancia il piano finale contro Hamas. A Gaza e in Cisgiordania. Un piano che, all’osso, suona così: missili dal cielo e offensive di terra fino a quando i miliziani non riconsegneranno i 59 ostaggi israeliani, 24 dei quali sono ritenuti vivi. Il costo umano dei bombardamenti, dopo la rottura del cessate il fuoco, è già spaventoso: 710 palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza e 900 feriti in 48 ore, secondo il portavoce dell’ospedale Shuhada al-Aqsa. Che aggiunge: «Il 70 per cento dei feriti sono donne e bambini, molti sono gravi».

I dettagli tattici dell’operazione militare sono stati approvati ieri in una riunione tra il ministro della Difesa Israel Katz e il nuovo capo di Stato maggiore, il generale Eyal Zamir. «La pressione sta già avendo effetti sulle posizioni di Hamas», afferma il ministro. Zamir ha specificato fin dove intendono arrivare: «Quando parliamo della sconfitta di Hamas, ci riferiamo anche alla Giudea e alla Samaria». Che è il nome biblico della Cisgiordania, dove vanno avanti le incursioni dell’Idf nei campi di Jenin e Tulkarem.

Della liberazione ostaggi doveva occuparsi ieri il Gabinetto di sicurezza, ma la sessione è stata dedicata al voto sul licenziamento del capo dei servizi segreti interni, Ronen Bar, che sta indagando sui soldi del Qatar finiti a tre collaboratori di Netanyahu. Non a caso è il premier a volere la sua testa.

A migliaia per il secondo giorno consecutivo hanno protestato a Gerusalemme contro le manovre politiche del capo del governo e contro la decisione di rompere la tregua a Gaza. Ci sono stati momenti di tensione, la folla è stata dispersa con gli idranti, uno dei leader di opposizione, Yair Golan, è stato spintonato ed è caduto a terra. Il presidente dello Stato ebraico, Isaac Herzog, si dice «molto preoccupato» e attacca direttamente Netanyahu: «Persegue politiche divisive, controverse e unilaterali, è impossibile riprendere i combattimenti e allo stesso tempo non ascoltare le famiglie degli ostaggi».

A Gaza, sferzata da piogge gelide, le truppe israeliane hanno già ripreso il controllo del corridoio Netzarim, che divide in due la Striscia, e bloccato il transito sulla Salah-al-Din, l’arteria di connessione tra il nord e il sud. Gli ordini di evacuazione riguardano aree dove si stima la presenza di almeno 200 mila palestinesi, la metà dei quali si è rimessa in cammino tra le macerie e il fango. Le operazioni di terra si stanno espandendo a nord e nel centro di Gaza, blindati dell’Idf sono stati avvistati anche nei quartieri di Rafah, a sud. Nei raid aerei sono rimasti uccisi cinque dipendenti dell’Unrwa e un cittadino bulgaro che era nel compound dell’Onu a Gaza City.

«Il presidente Trump sostiene totalmente la ripresa dell’offensiva israeliana a Gaza», dichiara la portavoce della Casa Bianca Caroline Levitt, ribadendo quel che è sotto gli occhi di tutti. «È Hamas che ha scelto di giocare con le vite umane attraverso i media, se non rilasciano tutti gli ostaggi pagherà un prezzo alto». La guerra è ripresa, dunque, come prima del cessate il fuoco dichiarato il 19 gennaio scorso. «I comandanti e la leadership politica di Hamas», riferisce una fonte qualificata dell’Idf, «saranno braccati casa per casa, li elimineremo uno per uno».

È chiaro anche a Hamas, che infatti ieri, per la prima volta dallo scorso ottobre, ha lanciato tre razzi M90 da Khan Yunis su Israele, nella zona di Tel Aviv. Uno è stato distrutto dal sistema di difesa Iron Dome, due sono caduti in zone disabitate. Due missili balistici degli Houti yemeniti, invece, sono stati intercettati fuori dal territorio di Israele, facendo scattare le sirene dell’allerta aerea a Tel Aviv e a Gerusalemme.

La delegazione del movimento islamista palestinese però non ha interrotto i contatti con i mediatori egiziani e qatarini coinvolti nel negoziato di Doha. Formalmente è ancora aperto, seppure in stallo.

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