Turchia, la stretta di Erdogan sui manifestanti: oltre 1000 gli arresti, anche 10 giornalisti
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoISTANBUL – Erdogan alza il tiro, la repressione si intensifica. La notte appena trascorsa è stata la più violenta da parte della polizia contro le manifestazioni di massa in corso da una settimana in tutta la Turchia per l’arresto del sindaco Imamoglu, che da ieri è anche ufficialmente il candidato dell’opposizione alle prossime presidenziali, incoronato sull’onda di 15 milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie del Partito repubblicano.
A Istanbul, Ankara, Smirne, la polizia ha lanciato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti in larga parte pacifici, ci sono stati scontri e altri arresti: in totale sono 1.133 dall'inizio delle proteste, mercoledì scorso. Nella notte sono stati fermati anche dieci gio…
ISTANBUL – Erdogan alza il tiro, la repressione si intensifica. La notte appena trascorsa è stata la più violenta da parte della polizia contro le manifestazioni di massa in corso da una settimana in tutta la Turchia per l’arresto del sindaco Imamoglu, che da ieri è anche ufficialmente il candidato dell’opposizione alle prossime presidenziali, incoronato sull’onda di 15 milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie del Partito repubblicano.
A Istanbul, Ankara, Smirne, la polizia ha lanciato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti in larga parte pacifici, ci sono stati scontri e altri arresti: in totale sono 1.133 dall'inizio delle proteste, mercoledì scorso. Nella notte sono stati fermati anche dieci giornalisti, tra loro Ali Onur Tosun di Now, Zeynep Kuray, il reporter dell’Afp Yasin Akgül e il famoso fotoreporter turco Bulent Kilic, che in passato ha vinto due World Press Photo. Il lavoro dei fotografi è molto rischioso perché li obbliga a stare in prima linea in contatto diretto con la polizia, ma è anche estremamente prezioso per raccontare quello che sta accadendo.
Ieri sera, per esempio, il fotografo Umit Bektas di Reuters ha colto un momento molto significativo delle manifestazioni, immortalando un uomo nei panni di un derviscio rotante che sfida pacificamente la polizia indossando una maschera anti-gas. Gli agenti lo attaccano con gli idranti e lo spray al peperoncino. Lo scatto incarna bene lo spirito delle eterogenee manifestazioni di massa in corso in questi giorni in tutto il Paese. I dervisci sono mistici sufi che predicano una versione moderata, liberale e pacifista dell’Islam, sono stati spesso perseguitati nel corso della Storia, sono noti per la danza a spirale e gli alti cappelli di lana cotta che indossano.
L’opposizione ha chiesto ai turchi di scendere in strada anche oggi in diverse città. Stamattina si sono mobilitate le università: Bogazici, Yildiz, Hacettepe, Galatasaray, ODTU e Istanbul Teknik hanno annunciato il boicottaggio delle lezioni, sit in di protesta e raduni e confermato i cortei di stasera. Secondo alcune testate turche anche all'interno del partito di Erdogan, l’Akp, crescono i malumori per l’arresto di Imamoglu e il timore che si trasformi in un boomerang politico. Pure i mercati sono in tensione. Il ministro dell'economia Simsek ha vietato per dieci giorni le vendite allo scoperto. La scorsa settimana la borsa è crollata e la banca centrale ha dovuto da fondo alle riserve per sostenere la lira.