Israele, l’ultradestra europea ospite d’onore del governo alla conferenza sull’antisemitismo
dal nostro inviato Daniele Castellani PerelliTEL AVIV – Ci saranno l’estrema destra di Viktor Orbán e quella di Marine Le Pen, ma i rabbini europei e tanti amici di Israele no, hanno polemicamente declinato l’invito, alla conferenza sulla lotta all’antisemitismo organizzata dal governo Netanyahu e che si apre oggi a Gerusalemme. Paradossi di un evento controverso con cui il primo ministro rompe definitivamente il tabù dell’alleanza internazionale con forze nazionaliste e xenofobe in cui spesso vengono ancora candidate figure antisemite.
Il programma della conferenza
La due giorni inizia oggi con un doppio tour per gli ospiti: nei luoghi del sud di Israele che il 7 ottobre del 2023 furono teatro del massacro compiuto da Hamas e nella Cisgiordania occupata (“Dove i partecipanti esploreranno i diversi aspetti della vita e della coesistenza nella regione e approfondiranno antichi siti biblici”). Poi domani, a Gerusalemme, alla conferenza vera e propria, parleranno il premier Benjamin Netanyahu, il presidente Isaac Herzog e Amic…
TEL AVIV – Ci saranno l’estrema destra di Viktor Orbán e quella di Marine Le Pen, ma i rabbini europei e tanti amici di Israele no, hanno polemicamente declinato l’invito, alla conferenza sulla lotta all’antisemitismo organizzata dal governo Netanyahu e che si apre oggi a Gerusalemme. Paradossi di un evento controverso con cui il primo ministro rompe definitivamente il tabù dell’alleanza internazionale con forze nazionaliste e xenofobe in cui spesso vengono ancora candidate figure antisemite.
Il programma della conferenza
La due giorni inizia oggi con un doppio tour per gli ospiti: nei luoghi del sud di Israele che il 7 ottobre del 2023 furono teatro del massacro compiuto da Hamas e nella Cisgiordania occupata (“Dove i partecipanti esploreranno i diversi aspetti della vita e della coesistenza nella regione e approfondiranno antichi siti biblici”). Poi domani, a Gerusalemme, alla conferenza vera e propria, parleranno il premier Benjamin Netanyahu, il presidente Isaac Herzog e Amichai Chikli, responsabile di quel ministero per la Diaspora che ufficialmente è l’organizzatore dell’evento. A seguire, si alterneranno sul palco l’ex premier sloveno Janez Jansa e altri ospiti internazionali. Che colpiscono perché, siano politici o influencer, provengono tutti dall’estrema destra globale.
Gli ospiti dell’estrema destra
Politicamente, è un altro tassello nell’inclusione di Netanyahu in questo mondo. Già alleato da anni di Donald Trump e del leader ungherese Viktor Orbán, a febbraio il suo partito Likud è entrato come osservatore nei Patrioti, gruppo europeo sovranista, anti-Ue, anti-migranti, anti-islamico e filorusso dove milita anche il Partito della Libertà austriaco, fondato da un ex generale delle SS. Per i Patrioti non ci saranno gli italiani della Lega di Matteo Salvini, ma parteciperanno esponenti dell’ungherese Fidesz (la formazione di Orbán), del Partito per la libertà olandese (di Geert Wilders) e dello spagnolo Vox (con l’eurodeputato Hermann Tertsch, il cui padre era un nazista), mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen sarà rappresentato ai più alti livelli dal presidente Jordan Bardella.
Voleranno a Gerusalemme anche l’eurodeputata Marion Maréchal (nipote dell’antisemita Jean-Marie Le Pen), i Democratici svedesi di Jimmie Akesson, il serbo-bosniaco filo-Putin Milorad Dodik e tanti esponenti del mondo Maga o comunque vicini alle politiche del presidente americano Trump, dall’ex ambasciatore David Friedman alla giornalista australiana Erin Molan.
Gli assenti
Così ha fatto molto rumore l’invito, a una conferenza sull’antisemitismo, a partiti sì filoisraeliani ma da cui un tempo gli israeliani si tenevano ben lontani per la loro vicinanza a figure neonaziste e antisemite che negavano l’Olocausto. E per questo hanno fatto sapere che non andranno alla conferenza il capo dell’Anti-Defamation League Jonathan Greenblatt, l’intellettuale francese Bernard-Henri Levy, grande amico di Israele, e il rabbino capo britannico Ephraim Mirvis – tutti e tre erano previsti tra i principali speaker – ma anche il consigliere del governo britannico sull’antisemitismo Lord John Mann, l’attivista David Hirsh, lo zar dell’antisemitismo tedesco Felix Klein e il politico tedesco Volker Beck, e sono pronte al boicottaggio anche diverse organizzazioni ebraiche.
“Il nostro obiettivo era invitare amici di Israele da tutto lo spettro politico. Per raggiungere persone con opinioni diverse dalle tue devi incontrarle e discuterci, non zittirle”, ha spiegato un portavoce del ministro della Diaspora Chikli, che per il governo Netanyahu sta portando avanti questa apertura all’estrema destra internazionale, ha telefonato al populista romeno Calin Georgescu, nostalgico degli anni Trenta, e non ha escluso contatti nemmeno con l’Afd tedesca, partito che flirta con ambienti neonazisti.
Per venire incontro ai critici, il presidente Herzog ha deciso di invitare stasera i leader ebraici internazionali a una cena privata da cui saranno esclusi gli ingombranti ospiti politici. Ma non è bastato a placare l’indignazione di tanti. Come il leader dello European Jewish Congress Ariel Muzicant, che dice: “È una pugnalata alle spalle, così aiutate i nostri nemici. Alleandovi con l’estrema destra date argomenti ai peggiori critici di Israele. In Europa stiamo combattendo per tenere lontani i partiti estremisti, e in Israele ci sono invece politici che li invitano, perché pensano che sostengano Israele. Ma non è vero, questi partiti vogliono solo un timbro kosher, e non capisco perché un ministro israeliano voglia concederglielo”.