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A Riad gli Stati Uniti mediano l’intesa tra Russia e Ucraina: “Sì alla tregua nel Mar Nero”

A Riad gli Stati Uniti mediano l’intesa tra Russia e Ucraina: “Sì alla tregua nel Mar Nero”
(afp)

Accordo dopo tre giorni di colloqui: “Un passo verso la pace”. Ma Zelensky resta cauto Mosca rientra nel mercato agricolo. Impegno ad attuare il cessate il fuoco sull’energia

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NEW YORK – Dopo tre giorni di negoziati separati in Arabia Saudita, gli americani hanno mediato un accordo tra russi e ucraini per sospendere i combattimenti nel Mar Nero. I dettagli vanno definiti, come dimostra il fatto che i due comunicati pubblicati per annunciare l’intesa hanno alcune differenze chiave. Se però la tregua navale fosse confermata ed entrasse in vigore, resuscitando l’accordo sul grano raggiunto del 2022 e abbandonato l’anno successivo, oltre a risparmiare parecchie vite potrebbe aprire la strada per negoziare un cessate il fuoco complessivo, e poi magari una soluzione di lungo termine.

I colloqui di Riad sono durati tre giorni, con la delegazione americana che ha incontrato prima quella ucraina, poi quella russa, e poi ancora quella ucraina. La complessità è diventata pubblica ieri mattina, quando il vice capo del Comitato di difesa e sicurezza della Federazione Russa, Vladimir Chizhov, li ha commentati così all’Interfax: «Anche il fatto che si siano seduti per 12 ore, accordandosi su una dichiarazione congiunta, che però non è stata adottata a causa della posizione dell’Ucraina, è tipico e sintomatico». Poco dopo il ministro degli Esteri Lavrov, facendo eco all’antipatia per l’Europa espressa dal vice presidente americano Vance e dal capo del Pentagono Hegseth, ha aggiunto un colpo al premier britannico Starmer e al presidente francese Macron che si propongono come peacekeepers: «Questi sognatori dimostrano la loro totale incompetenza politica».

Qualche ora dopo, però, la Casa Bianca ha annunciato un accordo su cinque punti: «Usa e Russia hanno concordato di garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero. Gli Usa aiuteranno a ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, ridurre i costi delle assicurazioni marittime e migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni. Usa e Russia hanno concordato di sviluppare misure per attuare l’accordo di Trump e Putin per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina. Accolgono con favore i buoni uffici dei paesi terzi per implementare gli accordi energetici e marittimi. Continueranno a lavorare per una pace duratura».

Il diavolo sta sempre nei dettagli, che in questo caso non sono pochi. Mosca, infatti, ha pubblicato il suo comunicato, in cui ha sottolineato che la condizione per attuarlo sarà l’eliminazione dei limiti alle attività della propria banca per l’agricoltura e l’accesso ai sistemi di pagamento. La dichiarazione americana accenna a questo aspetto, dicendo che «aiuterà a ristabilire l’accesso della Russia al mercato mondiale delle esportazioni agricole e dei fertilizzanti». Nel 2022, grazie a Onu e Turchia, era stata varata la Black Sea Grain Initiative, abbandonata nel 2023 dal Cremlino proprio perché chiedeva la cancellazione delle sanzioni. Il testo americano-ucraino parla poi della liberazione dei prigionieri e i bambini rapiti, a cui Mosca non accenna. Dice invece che con gli Usa ha «concordato di sviluppare misure per attuare gli accordi sul divieto di attacchi agli impianti energetici per 30 giorni, a partire dal 18 marzo 2025».

Zelensky è stato prudente: «È troppo presto per dire che l’accordo funzionerà, ma questi sono i passi giusti. Nessuno può accusare l’Ucraina di non muoversi verso una pace sostenibile dopo questo». Quindi ha aggiunto che «terze parti» potrebbero supervisionarla: «Non sarebbe una brutta cosa se qualcuno dall’Europa, o ad esempio dalla Turchia, potesse essere coinvolto in mare, e forse qualcuno dal Medio Oriente sull’energia».

I colloqui ora proseguiranno sul piano tecnico. Il Cremlino ha detto che non ci sono nuovi contatti fra Putin e Trump in agenda, ma se servisse una chiamata si potrebbe organizzare in breve.

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