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Antisemitismo, il summit in Israele è un flop per l’ultradestra

Bardella visita il Yad Vashem Holocaust Memorial a Gerusalemme 

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Imbarazzo alla Conferenza di Gerusalemme, presenti il Rassemblement National e Fidesz. Muzikant: “Sono solo in cerca del timbro kosher da parte di Israele”
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TEL AVIV – Una mega conferenza sulla lotta all’antisemitismo. Con ospite d’onore, però, l’estrema destra europea e trumpiana. Il grande azzardo del governo israeliano non ha pagato. E i media già scrivono di “fiasco e imbarazzo” per la due giorni apertasi ieri a Gerusalemme. A tanti illustri ospiti, infatti, proprio non andava di condividere il palco con il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella, l’altra giovane stella del post-lepenismo francese Marion Marechal e tutta una serie di esponenti di partiti europei che, come d’altronde la formazione di Marine Le Pen, hanno candidati e attivisti apertamente razzisti e antisemiti: l’ungherese Fidesz di Viktor Orbán, il Partito per la libertà olandese di Geert Wilders, lo spagnolo Vox (rappresentato a Gerusalemme dall’eurodeputato Hermann Tertsch, figlio di un nazista austriaco).


Poi manderanno un eurodeputato anche i Democratici svedesi di Jimmie Akesson, fondato da un nazista, e ci saranno anche l’ex leader sloveno Jane…

TEL AVIV – Una mega conferenza sulla lotta all’antisemitismo. Con ospite d’onore, però, l’estrema destra europea e trumpiana. Il grande azzardo del governo israeliano non ha pagato. E i media già scrivono di “fiasco e imbarazzo” per la due giorni apertasi ieri a Gerusalemme. A tanti illustri ospiti, infatti, proprio non andava di condividere il palco con il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella, l’altra giovane stella del post-lepenismo francese Marion Marechal e tutta una serie di esponenti di partiti europei che, come d’altronde la formazione di Marine Le Pen, hanno candidati e attivisti apertamente razzisti e antisemiti: l’ungherese Fidesz di Viktor Orbán, il Partito per la libertà olandese di Geert Wilders, lo spagnolo Vox (rappresentato a Gerusalemme dall’eurodeputato Hermann Tertsch, figlio di un nazista austriaco).


Poi manderanno un eurodeputato anche i Democratici svedesi di Jimmie Akesson, fondato da un nazista, e ci saranno anche l’ex leader sloveno Janez Jansa, il serbo-bosniaco filo-Putin Milorad Dodik e tanti esponenti del mondo Maga o comunque vicini alle politiche del presidente americano Trump, dall’ex ambasciatore David Friedman al capo dell’American Conservative Union Matt Schlapp fino alla giornalista australiana Erin Molan.

La presenza di estremisti di destra ha però spinto molti importanti ospiti a declinare l’invito: hanno fatto sapere che non andranno alla conferenza il capo dell’Anti-Defamation League Jonathan Greenblatt, l’intellettuale francese Bernard-Henri Levy e il rabbino capo britannico Ephraim Mirvis – tutti e tre erano previsti tra i principali speaker – ma anche il consigliere del governo britannico sull’antisemitismo Lord John Mann, l’attivista David Hirsh, lo zar dell’antisemitismo tedesco Felix Klein e il politico tedesco Volker Beck. Ma secondo il giornale Página/12 ci sarebbero le stesse ragioni politiche dietro il forfait del presidente argentino Javier Milei.

Soprattutto, parteciperanno al boicottaggio anche diverse organizzazioni ebraiche. Come l’International Holocaust Remembrance Association e lo European Jewish Congress, il cui leader Ariel Muzicant ha detto: “È una pugnalata alle spalle, così aiutate i nostri nemici. Alleandovi con l’estrema destra date argomenti ai peggiori critici di Israele. In Europa stiamo combattendo per tenere lontani i partiti estremisti, e in Israele ci sono invece politici che li invitano, perché pensano che sostengano Israele. Ma non è vero, questi partiti vogliono solo un timbro kosher, e non capisco perché un ministro israeliano voglia concederglielo”.


“Il nostro obiettivo era invitare amici di Israele da tutto lo spettro politico. Per raggiungere persone con opinioni diverse dalle tue devi incontrarle e discuterci, non zittirli”, ha spiegato un portavoce del ministro della Diaspora Chikli, che per il governo Netanyahu sta portando avanti questa apertura all’estrema destra internazionale e non ha escluso contatti nemmeno con l’Afd tedesca, partito che flirta con ambienti neonazisti. L’evento si è aperto ieri con un doppio tour per gli ospiti: nei luoghi del sud di Israele che il 7 ottobre del 2023 furono teatro del massacro compiuto da Hamas e nella Cisgiordania occupata (“Dove i partecipanti esploreranno i diversi aspetti della vita e della coesistenza nella regione e approfondiranno antichi siti biblici”).

Poi oggi, a Gerusalemme, alla conferenza vera e propria, interverrà Netanyahu ma non è ancora chiaro quale ruolo avrà il presidente Isaac Herzog, che ha fatto filtrare il suo profondo imbarazzo. Si parlerà dell’antisemitismo della sinistra, dei musulmani e dei college, ma non di quello di destra. Politicamente, è un altro tassello nell’inclusione di Netanyahu in questo mondo. Già alleato da anni di Donald Trump e del leader ungherese Viktor Orbán, a febbraio il suo partito Likud è entrato come osservatore nei Patrioti, gruppo europeo sovranista, anti-Ue, anti-migranti, anti-islamico e filorusso dove milita anche il Partito della Libertà austriaco, fondato da un ex generale delle SS.

Così Netanyahu, dopo il massacro di Gaza, cerca sponde per quello che in patria viene visto sempre più come un pericoloso piano autoritario, simile al Project 2025 di Trump nella lotta al dissenso e ai contropoteri e al Project Esther in quella all’antisemitismo di sinistra.Il ministro Chikli, i cui genitori sono immigrati dalla Francia, ieri sui social si mostrava molto fiero della visita di Bardella, il primo esponente del fu Fronte Nazionale in visita ufficiale in Israele. Maréchal sarà invece la prima rappresentante della famiglia Le Pen a mettervi piedi. Inizialmente sul sito della conferenza era indicata anche come “nipote di Jean-Marie Le Pen”, che definiva le camere a gas naziste “un dettaglio della Storia”. Poi quel riferimento è stato cancellato.

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