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“Adolescence”, la decisione di Starmer: “La serie sarà mostrata nelle scuole britanniche”

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La produzione Netflix sull’omicidio di una 13enne ha innescato un grande dibattito internazionale sull’alienazione e la misoginia dei teenager di oggi
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LONDRA – Adolescence sarà mostrata anche nelle scuole secondarie britanniche. La serie tv sull’omicidio di una 13enne in Inghilterra, che sta battendo tutti i record di visione su Netflix, ha innescato un dibattito nazionale e internazionale sull’alienazione e la misoginia tra i teenager di oggi. Dunque il primo ministro britannico Keir Starmer ieri ha invitato a Downing Street il creatore e sceneggiatore della serie, Jack Thorne, il produttore Jo Johnson e una serie di ong e anche adolescenti che hanno vissuto disagio e problematiche a scuola, legate anche alla cosiddetta “manosfera”, parola con cui si identificano tutti quegli spazi digitali di condivisione per la mascolinità tossica, i contenuti e le teorie fortemente misogini e antifemministi.

Adolescence. (L to R) Mark Stanley as Paulie Miller, Owen Cooper as Jamie Miller, Stephen Graham as Eddie Miller in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix © 2024 
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LONDRA – Adolescence sarà mostrata anche nelle scuole secondarie britanniche. La serie tv sull’omicidio di una 13enne in Inghilterra, che sta battendo tutti i record di visione su Netflix, ha innescato un dibattito nazionale e internazionale sull’alienazione e la misoginia tra i teenager di oggi. Dunque il primo ministro britannico Keir Starmer ieri ha invitato a Downing Street il creatore e sceneggiatore della serie, Jack Thorne, il produttore Jo Johnson e una serie di ong e anche adolescenti che hanno vissuto disagio e problematiche a scuola, legate anche alla cosiddetta “manosfera”, parola con cui si identificano tutti quegli spazi digitali di condivisione per la mascolinità tossica, i contenuti e le teorie fortemente misogini e antifemministi.

Adolescence. (L to R) Mark Stanley as Paulie Miller, Owen Cooper as Jamie Miller, Stephen Graham as Eddie Miller in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix © 2024 

“È stato davvero difficile vedere la serie tv con i miei figli adolescenti”, ha commentato Starmer, che ha una figlia di 14 anni e un figlio di 16, di cui si sa pochissimo: sinora il primo ministro laburista e sua moglie Vicky hanno protetto al massimo la privacy dei loro figli, evitando di mostrarne anche il volto.

“Questa serie è una torcia che brilla intensamente perché si basa su temi e sfide contro cui molte persone e molti genitori non sanno come reagire”, ha continuato Starmer, “ma non c’è la bacchetta magica per risolvere questi problemi. Per questo abbiamo invitato qui a Downing Street persone che se ne intendono, perché se ne occupano quotidianamente. Ed è bene che quanti più ragazzi la vedano a scuola per combattere gli effetti devastanti della misoginia in classe, i pericoli della radicalizzazione online e quanto provano questi giovani che si ritrovano da soli con essa, isolati nelle loro stanze”.

Thorne, invece, ha esortato il primo ministro a “considerare in maniera urgente la possibilità di vietare gli smartphone a scuola e approvare una legge per limitare fortemente” l’accesso digitale agli under 16, come di recente ha fatto un altro governo laburista, quello australiano di Anthony Albanese.

Una ipotesi che al momento non sembra considerata dall’esecutivo Starmer. Un suo portavoce ci ha detto stamattina come “il governo cerchi il giusto equilibrio sulla questione, anche per sfruttare le potenzialità della tecnologia per l’apprendimento scolastico”. Starmer però ha confermato la legge Online Safety Act, proposta dal precedente governo conservatore, che impone ai giganti dei social media di proteggere i giovani utenti da contenuti pornografici, masochistici o di bullismo, e di controllare la loro età, altrimenti rischiano multe pesantissime.

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