L’inviato di Mosca Kirill Dmitriev è arrivato a Washington per incontrare l'omologo Usa Steve Witkoff. L’obiettivo: il rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi nel tentativo di porre fine alla guerra in Ucraina.
Usa, segnale staccato: niente più Radio Free Europe in Russia
Dopo 79 anni di onorato servizio, Radio Free Europe/Radio Liberty da oggi non trasmette più in Russia. Il governo degli Stati Uniti ha spento il satellite che consentiva all'emittente di trasmettere nel cuore dell'ex Unione sovietica. "Siamo venuti al lavoro questa mattina e abbiamo visto che i servizi satellitari che raggiungono la Russia sono stati disabilitati", ha riferito Stephen Capus, amministratore delegato di Rfe/Rl, con sede a Praga. A essere oscurata è stata la trasmissione 24 ore su 24 del canale televisivo in lingua russa "Current Time" in Russia, Ucraina, Asia centrale, Europa orientale e altre regioni. La radio era stata fondata nel 1949 dall'allora Usia, l'agenzia governativa creata nel Dopoguerra per contrastare la propaganda sovietica. A metà marzo, nell'ambito del piano per ridurre le spese federali e nel nuovo clima generale di riavvicinamento alla Russia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di congelare i finanziamenti a Rfe/Rl. L'emittente ha impugnato la decisione in tribunale e ha ottenuto un'ingiunzione temporanea a suo favore, ma la World Media Agency (Usagm), da cui è controllata oggi, non solo non ha sbloccato i fondi, ma ha anche spento il segnale. "Non credo che ci siano dubbi sul fatto che l'amministrazione Trump vorrebbe vederci chiudere. Penso che sia abbastanza chiaro", ha detto Capus
Zelensky: “Premendo su Mosca tregua possibile in settimane o mesi”
"In Arabia Saudita, come sapete, noi abbiamo accettato un cessate il fuoco incondizionato, ma i russi non l'hanno ancora accettato". Tuttavia, "siamo consapevoli che sono in corso colloqui tra americani e russi su questo tema. Questi colloqui privati stanno avvenendo". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sottolineando che con una pressione sufficiente sulla Russia, "si potrebbe raggiungere" un accordo per la tregua "nelle prossime settimane, forse mesi. Oppure potrebbe accadere all'improvviso, a volte, in guerra, le cose cambiano in un istante". Lo riporta Ukrinform. Zelensky ha affermato che un cessate il fuoco non significa la fine della guerra, ma piuttosto "apre la porta alla vera diplomazia"
Russia, esercitazioni anti-sottomarino nel Baltico
Una nave russa è stata impegnata in esercitazioni antisommergibile nel Mar Baltico. Lo ha riferito la flotta russa nel Baltico. "Durante una missione pianificata, la corvetta Soobrazitelny si è esercitata a cercare, rilevare e distruggere un sottomarino nemico simulato utilizzando armi antisommergibile", si legge in una nota. La Soobrazitelny è una corvetta multiruolo Project 20380 sviluppata dall'ufficio centrale di progettazione marittima di Almaz, progettata per rilevare e distruggere sottomarini e navi di superficie, supportare le operazioni di sbarco ed eseguire missioni nelle zone costiere
Zelensky: “L’operazione a Kursk un grande risultato”
"Oggi ero nella regione di Sumy, una delle direzioni in cui molto è in gioco. Ho ringraziato personalmente i nostri guerrieri e tutti coloro che svolgono missioni nella regione di Kursk, difendendo il nostro Stato e la nostra regione di Sumy dal desiderio implacabile dei russi di avanzare in Ucraina". Lo riferisce su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
"Da agosto dell'anno scorso, le nostre unità hanno combattuto in territorio nemico, uno dei risultati più significativi dell'Ucraina in questa guerra. È del tutto giusto riportare la guerra da dove è venuta. Abbiamo parlato con i comandanti delle nostre unità in questa zona, abbiamo discusso delle esigenze chiave, del supporto aggiuntivo, della fornitura di equipaggiamento, dei droni, delle questioni operative. Stiamo lavorando per difendere le nostre posizioni. Sappiamo su cosa conta il nemico. In ogni caso, difenderemo il nostro Stato, la nostra indipendenza e il nostro popolo", ha sottolineato.
Zelensky a Sumy: “Fondi per la sicurezza delle comunità di confine”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato in visita a Sumy, nell'Ucraina orientale, e ha annunciato lo stanziamento di fondi per aumentare la sicurezza delle comunità che vivono al confine con la Russia. In un videomessaggio da Sumy condiviso su Telegram, Zelensky ha detto che "le nostre due regioni di Chernihiv e Sumy sono strategiche e al confine con la Russia".
Condannando i recenti attacchi commessi da Mosca, il presidente ucraino ha detto che "abbiamo deciso oggi di stanziare fondi aggiuntivi per sostenere tutte queste comunità: quelle di confine, quelle al confine con il nemico e quelle vicine al fronte".
Kiev: “Le garanzie di sicurezza siano legate ai negoziati di pace”
“Oggi discuterò con gli alleati su come fare pressione sulla Russia affinché si impegni in un dialogo reale. Discuterò anche delle nostre urgenti esigenze di difesa e delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, nonché di un pacchetto di deterrenza credibile per noi: garanzie forti e durature sono direttamente collegate al processo di pace e agli sforzi in corso perché senza di esse la Russia attaccherà di nuovo". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sibiha nel corso del punto stampa prima del Consiglio Nato-Ucraina.
Rutte: “Xi osserva chi vincerà tra Russia e Occidente”
Secondo il segretario generale della Nato, Mark Rutte, "c'è un solo osservatore che giudicherà l'esito di questa guerra. E' il primo segretario del Partito comunista cinese, il signor Xi Jinping. E lui osserverà chi uscirà vincitore, se sarà la Russia o l'Occidente". Parlando alla stampa insieme al ministro degli Esteri ucraino, Andrij Sybiha, Rutte ha affermato che il conflitto in Ucraina "non è una guerra regionale ma un conflitto globale", perchè "la Russia sta collaborando con la Corea del Nord, con la Cina, con l'Iran". Secondo il segretario della Nato, inoltre, l'esito "influenzerà anche i prossimi passi" della Cina "nell'Indo-Pacifico". "Dobbiamo assicurarci che quando si raggiungerà un cessate il fuoco o un accordo di pace, esso sia resistente e duraturo", ha aggiunto.
Soldati ucraini condannati in Russia per l’operazione nel Kursk
Un tribunale militare russo ha condannato quattro militari ucraini a pene detentive comprese tra 15 e 16 anni per aver preso parte all'incursione via terra nella regione di Kursk, iniziata nell'agosto dell'anno scorso. I quattro sono entrati in Russia fra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, a bordo di un mezzo Bradley per partecipare all'operazione a Veselovye, a pochi metri dal confine. L'accusa per cui sono stati giudicati colpevoli è terrorismo, per aver minacciato i civili con le armi, occupato abitazioni private, impedito lo sfollamento dei civili e sparato intenzionalmente contro alcuni residenti.
Fonti Nato: dubbi sulla buona fede della Russia nei negoziati
"Continuiamo a dubitare che la squadra di Putin si stia sedendo al tavolo con buone intenzioni". Lo afferma un alto funzionario della Nato. "Penso che la Russia creda ancora che il tempo sia per lo più dalla sua parte", prosegue la fonte, sostenendo che "quando si osservano pause nell'intensità degli attacchi, a volte ciò rappresenta un'opportunità per la Russia di accumulare ulteriori scorte, in modo che, quando gli attacchi riprendono, siano più intensi piuttosto che prolungati a bassa intensità".
"Non è sorprendente che i russi siano interessati a continuare a parlare di come ricostruire il loro rapporto con gli Stati Uniti", afferma ancora. "Sono disposti a portare avanti questi colloqui, mentre allo stesso tempo ritardano, tergiversano e affermano che non possono accettare le proposte degli Stati Uniti per un cessate il fuoco in questo momento. Ancora una volta, credo che tutto ciò confermi l'idea che gli obiettivi della Russia non siano affatto cambiati. In questo momento, probabilmente sta solo cercando di guadagnare tempo, ridurre al minimo le concessioni sulla guerra e invece cercare di fare progressi sulle sanzioni e sulla sua posizione nella comunità internazionale", conclude.
Kallas (Ue): “No di alcuni Paesi al mio piano sull’Ucraina, ma sì a due milioni di munizioni”
"Alcuni Stati hanno avuto problemi nel sottoscrivere la mia iniziativa" di aiuti militari all'Ucraina per il 2025, "ma a me non importa. Penso che sia importante che l'Ucraina riceva l'aiuto di cui ha bisogno. Il presidente Zelensky ha detto che hanno bisogno di 2 milioni di munizioni. Sono circa 5 miliardi, e i paesi stanno intensificando, come ho detto, arrivando con 2 miliardi dalla Francia, dalla Germania, 12 miliardi". Lo afferma l'Alta rappresentate Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Difesa a Varsavia. "Ci sono altri paesi nella stanza che hanno detto che avrebbero messo altri soldi per l'Ucraina ma lascerò che siano loro ad annunciarlo. Penso che sia giusto così, ma ciò che è importante è che siamo in grado di fare questi 2 milioni di munizioni in un breve periodo. Questo è ciò di cui l'Ucraina ha bisogno", sottolinea.
Hegseth diserterà la riunione del gruppo di contatto sull’Ucraina a Ramstein
Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, non parteciperà alla prossima riunione del Gruppo di contatto di Ramstein sull'Ucraina che si terrà a Bruxelles l'11 aprile, hanno dichiarato al sito specializzato Defense News diversi funzionari europei e statunitensi. Se confermato, sarebbe la prima volta che questa coalizione di una cinquantina di Paesi - nata per coordinare il sostegno a Kiev dopo l'invasione russa -si riunirà senza la partecipazione del capo del Pentagono.
La 27esima riunione del Gruppo di contatto di Ramstein, l'11 aprile, sarà presieduta da Germania e Gran Bretagna. Hegseth aveva partecipato all'ultimo incontro a febbraio, ma era stato anche il primo segretario alla Difesa degli Stati Uniti a non presiederlo. Hegseth non parteciperà di persona e non si prevede neppure un suo collegamento, secondo un funzionario statunitense, che come le altre fonti ha chiesto l'anonimato. E' improbabile che il Pentagono invii a Bruxelles altri rappresentanti senior, che in genere accompagnano il capo del Pentagono in tali trasferte. Per gli europei, l'assenza del segretario Usa è l'ultimo segnale del disimpegno dell'amministrazione Trump rispetto al sostegno militare all'Ucraina, un punto che Hegseth aveva già chiarito durante l'ultimo incontro di Ramstein a febbraio. Il predecessore di Hegseth, Lloyd Austin, ha fondato l'Ukraine Defense Contact Group poco dopo l'invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Da allora, il gruppo ha contribuito a raccogliere e coordinare oltre 126 miliardi di dollari in aiuti, di cui circa la metà provenienti dagli Usa.
L’Austria disponibile a ospitare un vertice con la Russia
L'Austria, Paese non membro della Nato, è disponibile a ospitare un negoziato di pace tra Russia e Ucraina, benchè non la ritenga una prospettiva probabile. Lo ha dichiarato il presidente austriaco Alexander van der Bellen, in conferenza stampa a Helsinki, dove si è recato per incontrare l'omologo finlandese, Alexander Stubb. "Risponderei alla sua chiamata, proprio come qualsiasi politico austriaco. Ma diciamocelo, Putin non è noto per la sua aderenza alle promesse o ai trattati internazionali", ha detto Van der Bellen. "Prima dei negoziati, ci deve essere una sorta di accordo. Cosa negozieranno? Ho l'impressione che Putin voglia non solo occupare l'Ucraina, ma distruggerne l'identità e il carattere nazionale", ha concluso il leader di Vienna.
Kallas: Mosca blocca il cessate il fuoco, aumentare il sostegno a Kiev
"Sono passate quasi quattro settimane da quando l'Ucraina ha accettato un cessate il fuoco incondizionato. Da allora, la Russia ha bloccato i tentativi di raggiungere una risoluzione pacifica per porre fine alla guerra. Dobbiamo rafforzare il nostro sostegno all'Ucraina. Siamo tutti d'accordo su questo e sono lieta di vedere che, in seguito alle nostre discussioni in corso, diversi stati membri dell'UE hanno fatto nuove promesse". Lo afferma l'Alta rappresentate Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Difesa a Varsavia. "Negli ultimi giorni, la Francia ha annunciato un ulteriore sostegno di 2 miliardi di euro. La Germania si è impegnata fino a 12 miliardi per i prossimi anni. La Svezia ha stanziato 1,4 miliardi di aiuti militari. Questi contributi non sono solo numeri, salvano vite", aggiunge.
Fonti di Kiev: già iniziati i preparativi per le elezioni
I preparativi per le elezioni in Ucraina sono di fatto in corso. E da alcuni mesi. Con discussioni su questioni pratiche come la stampa delle schede, la sicurezza dei seggi e le modalità del voto per i milioni di sfollati all'estero. Anche se ufficialmente Kiev continua a sostenere che non è possibile votare con una guerra in corso "secondo la costituzione e il buon senso a causa dei problemi della sicurezza", come ha dichiarato il portavoce della presidenza, Dmytro Lytvyn. "Negli ultimi mesi ci sono stati preparativi reali per le elezioni. Ci sono molti segnali di attività nei quartier generali dell'organizzazione delle elezioni, circolano pubblicità senza clamori, sono distribuiti milioni di bollettini speciali sui leader di partito ", ha testimoniato a Radio Europa libera Oleksiy Koshel, direttore dell'Ong Comitato degli elettori ucraini. La campagna elettorale "di fatto è già iniziata", ha precisato. Lo stesso dice Olena Davlikanova, analista a Kiev del Centro per le analisi sulle politiche europee, secondo cui i partiti politici si stanno preparando per il voto. "Ma senza una tregua le elezioni non ci potranno fare. E molti di noi non credono che Vladimir Putin manterrà la sua parola".
Mosca: conquistati due villaggi nelle regioni di Zaporizhzhia e nel Donbass
Il ministero della Difesa di Mosca afferma che le truppe russe hanno conquistato due villaggi in Ucraina: Lobkovoe, nella regione meridionale di Zaporizhzhia, e Vesele, nella regione orientale di Donetsk, nel Donbass. Lo riporta la Tass. Le dichiarazioni delle autorità militari russe non sono al momento verificabili in maniera indipendente.
Sahel, Lavrov: l’esercito russo intensifica la collaborazione
L'esercito russo sta intensificando la sua cooperazione con il Mali, ha affermato giovedì il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante una visita a Mosca del ministro degli Esteri del paese africano. La Russia sta rafforzando la sua influenza in Africa, mentre cerca di approfondire i legami al di fuori dell'Occidente durante la sua offensiva in Ucraina e questa settimana ospita i ministri degli Esteri di Mali, Burkina Faso e Niger, tre paesi del Sahel guidati da giunte che hanno preso il potere con colpi di stato tra il 2020 e il 2023. "La cooperazione in materia di difesa si sta sviluppando intensamente: i nostri militari stanno collaborando attivamente con l'esercito del Mali, si sta svolgendo un addestramento del personale", ha detto Lavrov ad Abdoulaye Diop del Mali. Dopo i colpi di stato, i tre paesi si sono allontanati dall'ex potenza coloniale, la Francia, e si sono avvicinati alla Russia, che invia mercenari per aiutarli a combattere un'insurrezione jihadista. Hanno abbandonato la Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) all'inizio dell'anno, accusando il blocco regionale di essere subordinato alla Francia, e hanno formato l'Alleanza degli stati del Sahel (AES), originariamente era stata istituita come patto di difesa nel 2023 ma che ora cerca una maggiore integrazione. Il gruppo è a Mosca per un summit con Lavrov, salutato dal ministro degli esteri russo come un passo per "rafforzare l'intera serie delle nostre relazioni". Il ministro degli esteri del Mali Diop ha espresso soddisfazione per la cooperazione con la Russia e ha annunciato che il presidente Assimi Goita avrebbe visitato Mosca a giugno, mentre il ministro degli esteri del Niger Bakary Yaou Sangare ha definito il summit un "evento storico".
Dmitriev: “Il dialogo Russia-Usa distrutto da Biden”
"Il dialogo tra Russia e Stati Uniti, il più importante per il mondo intero, è stato completamente distrutto sotto l'amministrazione Biden". Lo ha scritto su Telegram Kirill Dmitriev, il capo del fondo sovrano russo Rdif e negoziatore per il Cremlino, mentre si trova a Washington per colloqui con rappresentanti americani. Funzionario russo di più alto livello in visita negli Stati Uniti da quando è iniziata la guerra in Ucraina tre anni fa, Dmitriev ha anche confermato che ieri e oggi, "su ordine del presidente Vladimir Putin, ho incontri a Washington con rappresentanti dell'amministrazione del presidente Donald Trump". Tra gli altri, previsto un incontro con l'inviato Steve Witkoff.
L’Estonia: “Inasprire le sanzioni, Putin non vuole la pace”
Nei confronti della Russia "dobbiamo inasprire le sanzioni". Lo dice il ministro degli Esteri dell'Estonia Margus Tsakhna, a Bruxelles a margine della ministeriale Nato. Il presidente russo Vladimir Putin, osserva, "non vuole avere alcun tipo di cessate il fuoco e ovviamente non vuole alcun tipo di pace. Quindi dobbiamo premere pesantemente sulla Russia. Nello stesso tempo dobbiamo dare sostegno militare all'Ucraina, affinché l'Ucraina possa combattere per la nostra libertà e per la propria", conclude.
Dmitriev negli Usa: “Dialogo cruciale per mondo più sicuro”
Per il rappresentante speciale di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, in visita a Washington, il dialogo tra Stati Uniti e Russia svolge un ruolo importante nella costruzione di un mondo più sicuro e più prospero. Lo ha dichiarato il rappresentante presidenziale speciale per gli investimenti e la cooperazione economica nel corso del suo viaggio negli Usa, secondo quanto riferito da Interfax. "Qualunque sia la tua politica, il dialogo tra Stati Uniti e Russia è importante. Si tratta di costruire un mondo più sicuro e più prospero per tutti", ha scritto Dmitriev sui social media. Il Washington Post ha affermato in precedenza, citando una fonte ben informata, che Dmitriev stava incontrando l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff. I media statunitensi avevano precedentemente annunciato un possibile incontro tra Witkoff e Dmitriev alla Casa Bianca. Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, da parte sua, ha detto ieri che Dmitriev potrebbe visitare gli Stati Uniti questa settimana. Dmitriev è soggetto a sanzioni individuali da parte degli Stati Uniti dal 2022. La Cnn ha riferito che il rappresentante speciale diPutin aveva preso parte ai colloqui russo-statunitensi sulla risoluzione del conflitto in Ucraina, a Riad a febbraio.
Mosca: emergenza a Taganrog, nella regione di Rostov
Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver neutralizzato 23 droni ucraini la scorsa notte. "Le forze di difesa aerea in servizio hanno distrutto 23 veicoli aerei senza pilota ucraini la scorsa notte, di cui sei sulla regione di Bryansk, cinque sulla regione di Oryol e sulla regione di Kursk ciascuna, quattro sulla regione di Kaluga, due sulla regione di Belgorod e uno sulla regione di Smolensk", ha affermato il ministero in una dichiarazione. Nel frattempo, come riferito da Interfax, è stata dichiarata l'emergenza nella città di Taganrog, nella regione russa di Rostov, dopo l'attacco di droni ucraini nella notte tra martedì e mercoledì. Il governatore ad interim, Yury Slyusar, ha affermato che ci vorranno due settimane per riparare i danni causati a condomini e case private. "Adotteremo tutte le misure necessarie il prima possibile per ripristinare le normali condizioni di vita. Gli imprenditori locali sono pronti ad aiutare a sostituire le finestre. Forniremo alle persone tutta l'assistenza richiesta. Cercheremo di completare questo lavoro entro due settimane", ha scritto Slyusur sul suo canale Telegram. Secondo quanto riportato, anche dai media locali, tre condomini e quattro case private sono stati danneggiati dai droni ucraini mentre uno è rimasto incastrato tra gli alberi. Ottantacinque inquilini sono stati evacuati da uno dei condomini danneggiati, ha aggiunto Slyusar, precisando che le strutture portanti sono intatte e gli edifici sono comunque rimasti collegati alle utenze.
La Finlandia: in 3-5 anni la Russia può essere una minaccia per l’Europa
"Sappiamo che la Russia è attualmente una minaccia acuta per l'Ucraina, ma a lungo termine, forse tra tre o cinque anni, potrebbe rappresentare una minaccia per l'Europa se non rafforziamo la difesa". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa finlandese, Antti Hakkanen, all'arrivo alla riunione informale dei ministri della Difesa Ue, a Varsavia. "Penso che il più grande errore che l'Europa possa commettere ora sia credere che, se ci sarà la pace in Ucraina, questo segnerà la fine dell'aggressione russa. No, dobbiamo avere capacità di difesa adeguate e indipendenti a lungo termine in Europa", ha aggiunto.
Kiev, abbattuti 28 droni russi
L'aeronautica militare ucraina ha abbattuto 28 droni russi, mentre altri 7 non hanno raggiunto i loro obiettivi, probabilmente a causa delle contromisure di guerra elettronica. Lo ha reso noto su Telegram l'esercito di Kiev.
Mosca, 23 droni ucraini abbattuti stanotte su 5 regioni russe
Mosca afferma che le difese aeree hanno abbattuto stanotte 23 droni ucraini sulle regioni russe di Bryansk, Oryol, Kursk, Belgorod e Smolensk. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass, citando il Ministero della Difesa russo.
Il segretario di Stato Usa Rubio in viaggio a Bruxelles
Marco Rubio, a Bruxelles nel mezzo dell'escalation di tensione tra gli Stati Uniti di Donald Trump e gli europei, oggi e domani parteciperà ad un incontro con i suoi colleghi della NATO. Il segretario di Stato ha lasciato Washington poco dopo l'annuncio del presidente americano di nuovi dazi doganali Allo stesso tempo, Donald Trump aumenta la pressione sugli europei, a cui viene ordinato di spendere di più per la loro difesa e di assumersi maggiori responsabilità nella guerra tra Ucraina e Russia, nonostante siano esclusi dai negoziati diretti tra ucraini e americani da un lato, e russi e americani dall’altro.
Bambini ucraini riconsegnati alle famiglie
Alcuni bambini ucraini sono stati riportati a casa da alcune zone della Russia e dell'Ucraina occupata da Mosca, dove erano stati portati senza permesso. La notizia arriva dal capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky. "Oggi abbiamo un'altra buona notizia", ??ha scritto Andriy Yermak, capo dello staff, sull'app di messaggistica Telegram.
Negoziatore russo Dmitriev incontra l’inviato speciale della Casa Bianca, Witkoff
Il negoziatore russo Kirilli Dmitriev, capo del fondo sovrano Rdif, è a Washington per incontrare l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. L'obiettivo dei colloqui è quello di rafforzare i rapporti tra i due Paesi mentre si negozia la fine dell'Ucraina. Quella di Dmitriev, vicinissimo al presidente russo, è la prima visita di un funzionario di Mosca di così alto livello dall'inizio della guerra in Ucraina a febbraio di tre anni fa. L'uomo d'affari aveva già partecipato a febbraio ai primi colloqui a Riad tra russi e americani e aveva collaborato con Witkoff per il rilascio del professore americano detenuto in Russia Marc Fogel.